A un anno dal licenziamento ritorsivo e antisindacale di 58 operai del gruppo Tavassi–GLS, torniamo in piazza per sostenere i lavoratori in lotta e per ribadire che la dignità non si licenzia!
Quei 58 operai sono stati puniti per aver “osato” alzare la testa, per aver denunciato salari da fame, turni massacranti e condizioni di sfruttamento, precarietà e ricatti padronali dentro i magazzini GLS.
Da allora non si sono mai fermati: hanno scioperato, protestato, denunciato e resistito contro tutto e tutti.
Ora la magistratura è chiamata finalmente a pronunciarsi. Ma sappiamo bene che la giustizia non si ottiene solo nelle aule di tribunale: serve la forza collettiva di chi non accetta più di essere sfruttato e ricattato.
Nel frattempo, dopo mesi di lotte e resistenza, il gruppo Tavassi ha avviato un processo di “internalizzazione” dei lavoratori, presentato come una pulizia del sistema di appalti e subappalti che per anni ha alimentato sfruttamento e precarietà.
Ma questa “ripulitura” non potrà mai essere credibile senza la riassunzione di tutti i licenziati, coloro che per primi hanno denunciato le irregolarità e le violazioni dei diritti!
Basta licenziamenti antisindacali!
Riassunzione immediata di tutti i lavoratori!
Per un lavoro stabile, salari dignitosi e la fine del sistema di appalti e subappalti!
Chi non lotta ha già perso, uniti si vince! ![]()

