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Napoli: la polizia attacca il picchetto operaio alla GLS e ferma il coordinatore provinciale del SI Cobas, Peppe D’Alesio

Riceviamo e subito pubblichiamo, invitando tutti/e coloro che ci seguono, ed in particolare gli organismi aderenti alla Rete Libere/i di lottare contro il DDL 1660, a manifestare prontamente in modo concreto la loro solidarietà.

Il fronte delle lotte operaie della logistica è da anni, dai decreti-sicurezza di Salvini 2018, il primo fronte dell’attacco repressivo dello stato alla classe lavoratrice e ai movimenti sociali con una potenzialità anticapitalistica – come del resto ha riconosciuto lo stesso ministro della polizia Piantedosi. Non a caso, è stato l’unico comparto della classe proletaria a reagire anche contro la legge liberticida, da stato di polizia, che il governo Meloni vuole varare con il DDL ex-1660.

Anche questo episodio contribuisce a dare alla lotta aperta dal SI Cobas a livello nazionale per il ritiro dei 58 licenziamenti a Napoli e contro la pretesa dei tre corrieri nazionali appartenenti a Fedit (DSA, BRT, GLS) di azzerare, sulla scia di FedEx, le conquiste di un quindicennio di dure lotte, un significato sindacale e politico che va molto al di là di questa “singola” vertenza. Il governo pretende di mettere fuori legge i picchetti operai prima ancora dell’approvazione del DDL 1660, i padroni della logistica pretendono di tornare allo schiavismo esistente nei magazzini prima del ciclo delle lotte dei facchini e dei driver del SI Cobas e di altri sindacati di base dal giugno 2008 (sciopero alla Bennet di Origgio) ad oggi. Rispondiamo in questo modo:

Reintegro immediato per i 58 lavoratori della GLS licenziati!

Libertà immediata per Peppe D’Alesio!

Solidarietà incondizionata alle lotte dei lavoratori della logistica e al SI Cobas!

Fermiamo il DDL da stato di polizia 1660! (Red.)

P. S. – Apprendiamo ora che il compagno Peppe D’Alesio è stato rilasciato dalla questura (dove si erano concentrati lavoratori licenziati e solidali) con la doppia contestazione di resistenza e blocco stradale.

I due comunicati del SI Cobas – Napoli


⚠️⚠️⚠️ NAPOLI: FERMATO IL COORDINATORE PROVINCIALE NEL CORSO DELLO SCIOPERO NAZIONALE FEDIT!

In occasione dello sciopero di filiera Fedit, proclamato ieri dal SI.Cobas e proseguito nello sciopero provinciale indetto per oggi, contro il licenziamento di 58 lavoratori licenziati alla GLS, la polizia ha caricato i lavoratori e ha portato in Questura il coordinatore provinciale del SI.Cobas.

Dopo le ripetute minacce messe in atto ieri sera dalle forze dell’ordine, lo sciopero è proseguito fuori i magazzini GLS di Frattamaggiore e di Gianturco, fin quando il padrone Tavassi ha ordinato lo sgombero coatto del picchetto, rapidamente eseguito dalla celere, nonostante i lavoratori all’interno non stessero premendo per uscire.

Ancora una volta la difesa dei profitti viene prima del diritto al lavoro, di un salario dignitoso e del reintegro per 58 licenziati, in mobilitazione oramai da un mese contro il gruppo Temi.

Pretendiamo il rilascio del coordinatore provinciale e annunciamo che questa battaglia non si fermerà di fronte alla violenza dello stato, ma che la nostra determinazione sara’ ancora maggiore e che metteremo in campo ogni azione possibile per fare rientrare i licenziati e per respingere le iniziative repressive di uno stato che si accanisce pesantemente contro i lavoratori e le lavoratrici che chiedono futuro!

PRESIDIO IMMEDIATO ALLA QUESTURA CENTRALE A VIA MEDINA

REINTEGRO PER I 58 LICENZIATI GLS

RILASCIO IMMEDIATO PER PEPPE!

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Gravissimo quanto successo in questi minuti a Napoli, nella giornata in cui in tutta Italia si sono moltiplicati gli scioperi a seguito dell’apertura dello stato di agitazione in tutte filiere Fedit (SDA, BRT, GLS).

In questo momento, Giuseppe D’Alesio, coordinatore provincia di Napoli e Caserta, è in Questura dopo che la celere ha sgomberato il picchetto operaio fuori la GLS di Gianturco.

Da più di un mese e mezzo il SI Cobas sta lottando fuori ai cancelli GLS per il reintegro dei 50 licenziati di Napoli, i quali sono stati buttati fuori dal franchising TEMI (gruppo Tavassi) solo per aver detto basta al super-sfruttamento e alla totale precarietà lavorativa, rivendicando la piena applicazione del Ccnl così come hanno fatto quindici anni fa i lavoratori della logistica quando si sono organizzati nel SI Cobas.

Il nostro sostegno a questa battaglia, fondato sulla giustezza delle ragioni di questi lavoratori e fuori da ogni calcolo di bottega, nel corso di queste settimane si è sempre accompagnato alla ricerca di un dialogo costruttivo con GLS e con Fedit, affinché queste ultime si adoperassero per portare al tavolo l’azienda Temi con la quale ha un intreccio commerciale fondamentale e si individuassero soluzioni accettabili per entrambe le parti in conflitto.

In questo mese e mezzo abbiamo invece assistito al totale disinteresse sia di GLS (trinceratasi dietro lo schermo di una presunta impossibilità ad intervenire su un proprio franchising) sia di Fedit, la quale non è mai andata realmente al di là di un’ipotesi di buonuscita per tutti i licenziati non svolgendo come nel passato un forte ruolo mediazione con il sindacato.

Ciò ha determinato una radicalizzazione dello scontro, a malapena frenato dalla Prefettura di Napoli, la quale ha convocato ben 9 incontri tra le parti nel tentativo di individuare una soluzione alla vertenza, alle quali GLS non si è mai presentata e TEMI si è limitata a fare da spettatore, lasciando al proprio fornitore il compito (e l’onere istituzionale) di mantenere il pugno di ferro contro i licenziati.

In realtà, questa lunga e difficile vertenza si inserisce in un clima di sistematica chiusura delle aziende in franchising della GLS che non hanno accettato di applicare l’accordo sul premio natalizio (vedi Brescia e Siena).Tutto ciò si inserisce in un contesto generale che vede da un lato il sostanziale peggioramento delle condizioni di tutti i lavoratori del trasporto merci e logistica, grazie a un rinnovo del Ccnl che da un lato non recupera neanche la metà del potere d’acquisto perso in questi anni a causa dell’inflazione, dall’altro aumenta la precarietà attraverso l’innalzamento delle soglie per l’utilizzo di manodopera in somministrazione, cioè il principale strumento di ricatto usato dai padroni per minare l’unità degli operai e indebolire la forza del sindacato nella contrattazione.

D’altro canto, stiamo assistendo in questi mesi a una chiara volontà da parte dei 3 corrieri appartenenti a Fedit (SDA, BRT, GLS) di mettere in discussione le conquiste strappate dai lavoratori negli ultimi anni: gli accordi-quadro di secondo livello, che hanno permesso a migliaia di lavoratori in tutta Italia di ottenere il riconoscimento dei ticket, dei passaggi automatici livello in base all’anzianità, dei premi di risultato, del pagamento di indennità di disagio per i turni spezzati, ecc., sono ormai scaduti e non è stata manifestata alcuna volontà da parte padronale di procedere a un loro rinnovo ed adeguamento, tuttalpiù l’intenzione è quella di spostare sui fornitori le totali responsabilità contrattuali.

Chiaramente ciò frazionerebbe la forza dei lavoratori in tante situazioni.

Per questo, in questi giorni, l’azione di lotta nella filiera della Gls si è rafforzata affinché si risolvano in particolar modo i problemi relativi ai licenziamenti dei nostri compagni di Napoli e contemporaneamente apriamo uno stato di agitazione con una prima giornata di lotta nei magazzini di Sda e Bartolini in solidarietà a quelli di Gls a significare alla Fedit che assuma un ruolo più attivo e positivo per la soluzione della vertenza su Napoli ma anche per ritornare ad un confronto centrale per rinnovare i contratti di secondo livello stabiliti con il SI Cobas.

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