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I licenziati GLS di Napoli smascherano il “sistema Tavassi”, ma la polizia attacca i lavoratori in sciopero – SI Cobas Napoli

I LICENZIATI GLS DI NAPOLI HANNO SMASCHERATO IL “SISTEMA-TAVASSI”, MA LA POLIZIA ATTACCA I LAVORATORI IN SCIOPERO.

ECCO LE PROVE DELLO SFRUTTAMENTO!

🔴🔴🔴 CONFERENZA STAMPA ORE 10 PRESSO GLS – TEMI IN VIA FERRANTE IMPARATO!

“Privilegiare il lavoro di squadra e condividere gli obiettivi”: questo lo slogan riportato su uno dei numerosi siti web in cui si celebrano le “gesta” del gruppo Tavassi – Temi Spa, presentato come esempio virtuoso di imprenditoria in Campania.

In realtà, l’esperienza concreta degli operai GLS della provincia di Napoli, da più di un mese licenziati dalle società che operano in appalto per Temi, ci dice ben altro: il “lavoro di squadra” è sfruttato e malpagato, mentre il frutto degli “obbiettivi” raggiunti viene accaparrato dai padroni in maniera vorace e predatoria, attraverso il ricorso sistematico all’evasione fiscale e contributiva.

Le prove?

Ecco la busta-paga tipo di un facchino operante per la ditta di appalto Nextlog presso il magazzino GLS di Napoli, gestito in franchising da Temi.

L’importo netto, circa 1.300 euro, è il misero corrispettivo per la bellezza di 300 ore di lavoro mensili (visibili sul foglio orari), peraltro in totale spregio del diritto elementare ed inalienabile del lavoratore a vedersi garantito un riposo giornaliero di almeno 11 ore continuative.

Definire schiavistici i turni “spezzati” imposti ai facchini GLS di Napoli è un eufemismo: a spaccarsi la schiena in magazzino dalle 4-5 del mattino fino alle 11-12, per poi riprendere alle 16 e smontare alle 22- 22.30!!!

Ecco su cosa si fonda la “fortuna” di un imprenditore, Francesco Tavassi, che vanta nel suo “curriculum” il ruolo di vicepresidente di Confindustria a Napoli, patron della Napoli Basket, amico fidato dell’ex ministro della cultura Gennaro Sangiuliano (noto per essere stato silurato dal governo Meloni a seguito dello scandalo – consulenze), celebrato e osannato per l’adesione di Temi in tutte le principali associazioni datoriali della logistica (Fedit, Confetra, Assologistica).

Ecco il motivo per cui più di 60 lavoratori sono stati licenziati su due piedi a seguito di uno sciopero per dire basta a questo sistema di sfruttamento.

Ecco quali sono gli interessi di superprofitto che la Questura di Napoli intende difendere con le unghie e coi denti, come dimostrato stanotte con il tentativo di sgombero dei cancelli con tanto di celere in assetto antisommossa!!!

A fronte di tutto ciò, GLS non può pensare di “farla franca”, nascondendosi dietro l’alibi del franchising per sottrarsi alle proprie responsabilità per quanto accade nei magazzini di Napoli e della Campania.

Ecco perché questa battaglia è diventata più di una semplice vertenza: è il simbolo di una ribellione e di un riscatto per migliaia di proletari che, soprattutto al sud, vivono sotto il ricatto permanente di dover accettare condizioni di lavoro schiavistiche come unica alternativa alla disoccupazione; è un esempio concreto e tangibile di opposizione ai diktat e ai piani repressivi del governo Meloni e al suo Ddl “sicurezza” che vorrebbe imporre lo stato di polizia contro i lavoratori in sciopero; è un monito per tutti quei padroni che credono di poter calpestare ogni tutela salariale e ogni libertà sindacale per il solo fatto di avere dalla propria parte gli istituzioni e le forze di polizia.

REINTEGRO IMMEDIATO PER TUTTI I LICENZIATI!

SOLO LA LOTTA PAGA!

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