Un blog per chi ama la lotta e sogna la rivoluzione

Libertà immediata per Youssef! Solidarietà alle centinaia di denunciati, fermati, picchiati di questi giorni! Ci rivediamo tutte/i in piazza il 30 ottobre!

Di qui seguito la presa di posizione della Rete Libere/i di lottare contro stato di guerra e di polizia, che condividiamo. (Red.)

Libertà immediata per Youssef!

Solidarietà alle centinaia di denunciati, fermati e picchiati di questi giorni!

Ci rivediamo tutte/i il 30 ottobre!

Il governo Meloni e i suoi galoppini esultano, per non dire di questure, prefetture, del sindaco Pd di Milano Sala e simili.

Nessuna vetrina rotta, né a Milano né altrove. A quel che pare, neppure un cassonetto rovesciato.  Solo qualche testa di dimostrante – ma chissenefrega. Imparano cosa costa da ora in poi scendere in piazza.

Numeri da sogno: 9 arresti, oltre 4.000 identificati, 371 portati in questura (110 minorenni), 87 denunciati. L’ultimo decreto-sicurezza con dentro il fermo preventivo dei minori, un istituto che non esisteva neppure sotto il fascismo, funziona. Altro che se funziona!

E poi, a coronamento del tutto, «preso il capo del branco», strilla La Verità di Belpietro – un titolo che unisce il più infame razzismo (contro Youssef Siher) con la bestializzazione delle masse dei manifestanti. Belpietro si congratula anche con Mattarella perché ha elogiato i parà della Folgore per il loro «coraggio, impegno e professionalità» (solo?).

Tutto bene, dunque: Stato di guerra (in rodaggio anche per le strade delle città italiane) e Stato di polizia in piena azione.

Sono quattro anni che va «tutto bene»: otto decreti-sicurezza e leggi-manganello. E però le piazze italiane – per non parlare di quelle francesi, spagnole o greche – sono molto più movimentate nell’ultimo anno che in quelli precedenti.

Come mai?

Il fatto è che negli ultimi anni (se non decenni) si sono accumulate sostanze infiammabili su larga scala. E non le hanno accumulate i presunti «amici di Hamas»: le ha accumulate la classe dominante che continua a spremere a sangue e derubare le masse proletarie e quanti vivono del proprio lavoro; le hanno accumulati il governo delle destre prostituito alle grandi imprese e alle banche, l’Unione europea con le sue odiose politiche di austerità, la NATO con le sue guerre, l’intoccabile stato sionista con il genocidio in Palestina. L’esplosione del carovita, una precarietà sempre più estrema che scaraventa nell’emarginazione e nella povertà milioni di giovani e meno giovani, l’insulto di spese militari in incontenibile aumento, il voto di condotta come perno della «nuova» educazione da vecchi balilla, le spudorate menzogne dei mass media di regime – avete voglia a pretendere la pace sociale a suon di idranti, bastonate e arresti!

La vile criminalizzazione di Youssef Siher, Sagia Hammad e altri sostenitori della causa palestinese – perché alla fin fine è questo il vero capo politico di imputazione – additati alla gogna mediatica come i «grandi manovratori», mostra tutta la meschinità e la paura di istituzioni statali che pretendono sanare il malessere sociale esplosivo che hanno creato con il terrorismo repressivo sui più esposti (i «colpevoli di Palestina») e la minaccia verso chi osa scendere in piazza e battersi per le proprie necessità, per i propri bisogni, per le proprie aspirazioni negate e calpestate dal sistema sociale capitalistico.

Non funzionerà neppure questa volta!

Non ci facciamo intimidire!

Abbiamo subito l’occasione di manifestarlo nella giornata di sciopero generale del 30 ottobre. In quella giornata nei porti, davanti ai cancelli dei magazzini e delle fabbriche, nelle piazze, nelle scuole, nelle università porteremo la nostra solidarietà a Youssef e Sagia, e con loro a tutti/e i fermati, i denunciati, i militanti in carcere, i licenziati politici.

Dalle rivolte giovanili di massa delle ultime settimane viene nuova energia per una lotta organizzata, determinata e unitaria per buttare giù con la forza degli scioperi operai e delle piazze il governo della guerra, del carovita, dei salari da fame, della repressione, delle norme antisciopero, della promozione del sionismo!

Non finirà il 30 ottobre, lo sappiamo. Ne abbiamo di strada da fare per metterci di traverso alla corsa alla guerra e all’economia di guerra, per cancellare i decreti-sicurezza e la delibera strozza-scioperi nella logistica dellla CGS, e la faremo!

articoli correlati