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16 ottobre: a decine di migliaia nelle piazze contro la catastrofe climatica e l’economia di guerra (a Salerno operai e studenti fianco a fianco)

Ieri in Italia in almeno 40 città decine di migliaia di studenti e studentesse (con qualche presenza anche dei docenti) sono scesi in piazza nella giornata internazionale di lotta contro la catastrofe climatica in corso (*). Su questa tematica, in diversi cortei, hanno preso il sopravvento la denuncia delle spese di guerra, il rifiuto dell’arruolamento nelle guerre del capitale, lo stato fatiscente di tante strutture scolastiche (mentre WE Build ottiene in un sol colpo 7,5 miliardi dallo stato per le devastatrici “grandi opere”, ponte sullo stretto di Messina in testa), il carovita che fa diventare insostenibile il costo della frequenza alle università, le misure razziste prese dal governo Meloni contro gli studenti delle popolazioni immigrate.

Un intreccio di temi fecondo perché tutto si tiene, e – al fondo – la lotta delle masse giovanili proletarie o proletarizzate in Italia come in Francia, in Belgio, in Spagna, in Germania etc. conduce alla necessità di fare i conti non solo con questo o quel governo, questa o quella specifica misura governativa, questo o quell’attacco contingente, ma con il sistema capitalistico in quanto tale.

Ancora una volta la Polizia ha pensato bene di rispondere a questa mobilitazione con cariche a Bologna e idranti e lacrimogeni a Torino nel tentativo (fallito) di reprimere le proteste e intimidire – e mentre scriviamo il copione si sta ripetendo a Milano e Bologna. Già nei giorni precedenti il 16, non si erano contati gli interventi della polizia contro le scuole occupate, gli arresti e fermi all’interno degli istituti scolastici. Ma nonostante ciò, le piazze si sono riempite di nuovo, a pochi giorni dal sabato 10 ottobre in solidarietà con la resistenza del popolo palestinese per mettere fine al genocidio di Gaza e sbattere le istituzioni sioniste sul banco degli imputati da condannare senza appello.

Torneremo presto a ragionare su questi segnali di risveglio del mondo studentesco e giovanile anche in Italia; qui ci permettiamo di dare un rilievo particolare a ciò che è accaduto a Salerno (foto), dove sono confluite nella stessa manifestazione, conclusasi al porto, i portuali della Culp Flavio Gioia sotto attacco da parte dell’Autorità portuale, gli studenti in sciopero e i solidali con la causa palestinese – come sottolinea qui di seguito un comunicato del Coordinamento regionale autoconvocato del SI Cobas Campania. (Red.)

Comunicato

“Oggi [16 ottobre] siamo stati di nuovo in piazza a Salerno, assieme agli studenti e alla comunità palestinese in occasione della giornata di sciopero nazionale delle scuole contro l’economia di guerra.

“Il corteo si è diretto al porto, incrociando lo sciopero dei portuali della Culp Flavio Gioia che da diverse settimane si mobilitano contro i tagli dell’Autoritá portuale alle risorse destinate alla compagnia portuale.

“Prosegue dunque l’unità d’azione tra operai, studenti e solidali, con l’obbiettivo di dar vita a un nuovo momento di mobilitazione il prossimo 12 novembre fuori al Tribunale di Salerno in occasione della prima udienza sul licenziamento di Ciccio Collina.

“Solo la lotta paga!

“Uniti si vince!

Coordinamento regionale autoconvocato SI Cobas Campania

(*) https://volerelaluna.it/ambiente/2026/10/14/verso-lo-sciopero-generale-per-il-clima-del-16-ottobre/

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