In vista della Assemblea nazionale della Rete Libere/i di lottare di domenica 18 ottobre, presentiamo qui il nuovo disegno di legge (n. 1990) che il governo Meloni ha messo in campo per rafforzare ulteriormente la sua azione repressiva contro ogni forma di conflittualità operaia, sociale, anti-militarista, anti-sionista, ecologista, e perfino contro ogni forma di dissenso giudicata pericolosa.
L’assemblea di domenica 18 ottobre, alle ore 10.30, si terrà con questo link:
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Profittando dell’inconsistenza, se non dell’inesistenza di un’autentica opposizione parlamentare e di un periodo di debolezza delle mobilitazioni contro la repressione, il governo delle destre ha messo in pista il 30 luglio scorso un nuovo disegno di legge contenente «disposizioni in materia di sicurezza», prima firmataria nientepopodimenoche la Meloni.
Non sono bastati, evidentemente, il decreto anti-rave party (novembre 2022); il decreto Cutro (marzo 2023) contro gli emigranti verso l’Italia; il decreto-Caivano (settembre 2023) con la criminalizzazione dei minori delle periferie; il decreto legge degli stupratori professionali della natura contro i manifestanti cd. eco-vandali, convertito in legge nel gennaio 2024; né è bastata la maxi-legge sicurezza (ex-DDL 1660) approvata definitivamente il 4 giugno dello scorso anno, che ha introdotto una valanga di nuovi reati e di aggravanti di pena (fino a 20 anni di reclusione!) per colpire i picchetti operai, le manifestazioni contro le guerre, a partire da quelle contro il genocidio in Palestina, contro le «grandi opere», contro la catastrofe ecologica e la speculazione energetica, i blocchi stradali e ferroviari, l’occupazione di case sfitte, contro le rivolte e qualunque forma di disobbedienza nelle carceri e nei CPR; un DDL che è arrivato al punto da introdurre il reato di «terrorismo della parola» (*).
Non è bastato neppure il decreto-legge 24 febbraio 2026 con inasprimento di multe, daspo e fermi preventivi per «prevenire» il conflitto di classe. Né l’esecutivo Meloni si ritiene soddisfatto dalla prossima approvazione del DDL-Romeo che equipara vilmente l’anti-sionismo all’anti-semitismo per cercare di stroncare il movimento a sostegno della resistenza del popolo palestinese e promuovere ovunque il sionismo.
E’ in marcia l’ennesimo ddl-manganello che intende blindare l’intera macchina repressiva apprestata dal governo Meloni in questi 4 anni. Se ne sta parlando troppo poco, ed invece ci riguarda a fondo, sia in modo diretto che in modo indiretto.
Non è un caso, anzitutto, che questa volta a promuoverlo non siano solo i ministri direttamente deputati alla repressione (Piantedosi, Nordio e Crosetto); ci sono anche Meloni, Giorgetti, Valditara, Zangrillo (pubblica amministrazione) ed altri ancora. Benché sia stato presentato solo il 30 luglio scorso, gode di una corsia preferenziale, se è vero che la Commissione Affari costituzionali del Senato se ne sta occupando già dal 9 settembre.
Perché parliamo di blindatura?
Perché questo DDL ha l’ambizione – e non ne fa mistero – di chiudere anche i più piccoli spazi che i partiti di governo temono siano rimasti scoperti per impedire e reprimere le lotte e le mobilitazioni di massa.
Infatti questo DDL:
- introduce una nuova forma di avviso orale con il divieto di radunarsi in «luoghi pubblici o aperti al pubblico» se sono interessate una o più persone che hanno ricevuto avvisi orali, fogli di via, daspo – l’inosservanza è punita con la reclusione da 1 a 3 anni (notate bene! – l’inosservanza del divieto di radunarsi) o con una multa da 1.549 euro a 5.164 euro.
- Estende i casi in cui la polizia può effettuare l’accompagnamento e il trattenimento (presso le questure) di minorenni o di «poco più che maggiorenni» su cui grava il «sospetto» di appartenere a «bande criminali».
- Introduce una nuova aggravante a protezione dei giornalisti iscritti o non iscritti all’albo «durante lo svolgimento delle proprie funzioni o a causa di esse» – a protezione della disinformazione di regime.
- Introduce una nuova aggravante contro gli immigrati o i richiedenti asilo che si sono sottratti alla decisione di rimpatrio o che hanno trasgredito il divieto di reingresso – questo infame governo non scorsa una sola volta di colpire in modo speciale le popolazioni immigrate.
- Colpisce con la «dovuta severità» il «danneggiamento commesso ‘in branco’» a beni mobili o immobili perché «presenta un disvalore sociale e una capacità di intimidazione e di degrado nettamente superiori rispetto al fatto commesso dal singolo». In concreto: reclusione da 1 anno e 6 mesi a 5 anni (!) e multa fino a 15.000 euro. In questi casi è possibile anche procedere all’arresto in flagranza o all’arresto in differita. Stiamo parlando di «danneggiamento» a beni mobili o immobili, concetto in sé vaghissimo…
- Le drastiche pene previste dall’ex-DDL 1660 per l’«occupazione abusiva» di case (qui si usa il termine «arbitraria»), ovvero da 2 a 7 anni di reclusione anche per i solidali, sono estese anche ai casi in cui l’immobile occupato non sia la prima casa del proprietario, ma sia anche la seconda, la terza, la millesima…
- Viene introdotta la procedibilità di ufficio, cioè senza che sia necessaria una querela della «parte offesa», anche per le lesioni lievissime a poliziotti e carabinieri – è la conferma del principio contenuto nell’ex-DDL 1660 secondo cui si tratta di «corpi sacri» da proteggere e tutelare ad ogni costo.
Il capo III di questo DDL, che contiene norme volte al «potenziamento operativo delle forze di polizia», prevede l’incremento dei posti di polizia «distaccati» (presidi) in prossimità di zone industriali, centri commerciali, ospedali, località turistiche, etc.) e dei mezzi a loro disposizione (droni, natanti, etc.). Di particolare importanza è l’introduzione dell’obbligo per le Ferrovie dello stato (RFI) di mettere a disposizione delle forze del controllo e della repressione tutte le informazioni in loro possesso sui passeggeri.
I capi 4 e 5 del disegno di legge, infine, contengono misure «in materia di ordinamento, organizzazione e funzionamento delle forze di polizia e del ministero dell’interno» e di «ricompense e benefici assistenziali» ai loro componenti. Evidente l’intento di «razionalizzare» e ammodernare le strutture di vertice e intermedie di essi, per metterle in grado di applicare «al meglio» tutto l’armamentario repressivo apprestato in questi anni – anche in quelle parti in cui si presenta, paradossalmente, come «sociale» per mascherare il suo radicale carattere anti-proletario e anti-sociale.
Non manca neppure in questo DDL un organismo del genere: la “Rete territoriale dell’alleanza educativa per le famiglie” che dovrebbe «prevenire il disagio giovanile» creando rapporti virtuosi tra scuole e attività sportive, magari chiamando come istruttori… ufficiali dei carabinieri, dell’esercito, della polizia, della finanza o dei vigili urbani militarizzati, o personale indicato dal duo Valditara-Roccella, è quanto dire.
Infaticabile esecutivo Meloni! (con protezione Mattarella, e senza vera opposizione parlamentare)
La corsa alle guerre e alla guerra globale che lo vede tra le prime file, nonostante tutta l’ipocrisia e il doppiogiochismo con cui cerca di preservare gli interessi dell’azienda-Italia, esige l’attrezzaggio di un vero e proprio stato di polizia. Lo sosteniamo da tempo. E crediamo sia venuto il momento di lanciare una campagna per l’abrogazione di tutti i decreti sicurezza e per la revoca/annullamento della delibera strangola-scioperi 26/88 della Commissione di garanzia sugli scioperi.
Chiunque, organismo collettivo o anche singolo/a militante, sia seriamente intenzionato a partecipare a questa campagna, si unisca al lavoro della Rete Libere/i di lottare contro lo stato di guerra e di polizia.
L’assemblea di domenica 18 ottobre, alle ore 10.30, si terrà con questo link:
https://meet.google.com/kot-gkjn-rpr
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