Da tre anni le piazze di mezzo mondo hanno risuonato del grido e della maledizione “Netanyahu boia”, contro l’architetto e regista n. 1 del genocidio di palestinesi tuttora in corso. Ma nel suo governo ci sono altri che gli contendono questo titolo e questo primato.
Tra essi è tornato a segnalarsi negli ultimi 10 giorni, in un crescendo di appelli genocidi, il ministro delle Finanze e capo del Partito del sionismo religioso Smotrich.
Questo mostro chiede insistentemente un’escalation militare in Cisgiordania sul “modello-Gaza”. In un’intervista al podcast politico Ynet, ha sostenuto che Israele deve “andare in guerra in Giudea e Samaria” e adottare nel territorio palestinese lo stesso approccio genocidario utilizzato nella Striscia, per svuotare il terreno dai palestinesi e annetterlo a Israele, com’è previsto nel piano per la “Grande Israele”.
La frase testuale è questa: “Penso che dobbiamo andare in guerra in Giudea e Samaria, fare lì quello che abbiamo fatto a Gaza“. Nella sua visione perfino l’ultra-collaborazionista ANP va distrutta in quanto “autorità terroristica” (!). Fallito miseramente il progetto dell’Emirato di Hebron, la prospettiva è quella di prendere progressivamente possesso diretto della Cisgiordania attraverso metodi terroristici applicati su vasta scala. L’espansione degli insediamenti illegali è, quindi, solo un passaggio preliminare per applicare anche lì il piano genocidario con l’obiettivo di annettere, sostiene da tempo, oltre l’80% della Cisgiordania. “Dobbiamo portare in Giudea e Samaria almeno 1 milione di coloni“… (nella foto un contingente di questi coloni a Hebron).
Quanto a Gaza, “la striscia di Gaza non dovrebbe mai essere ricostruita: dovrebbe essere un monumento al peccato. Questo è anche ciò che incoraggerà maggiormente l’emigrazione da quella zona”. Israele dovrebbe annettersi “almeno l’area della Striscia di Gaza attualmente sotto controllo israeliano fino alla cosiddetta Yellow Line“, la linea che separa le zone controllate dalle forze israeliane da quelle teoricamente controllo palestinese. E quanto al Libano, anche a nord il confine andrebbe esteso fino al fiume Litani: “Se una guerra finisce sulle stesse linee in cui è iniziata”, non è posto un deterrent sufficiente a impedire un nuovo conflitto.
Questi i piani apertamente esposti del mostro Smotrich. E purtroppo, come ha affermato una volta con sarcasmo, “il mondo ci lascia fare“. Il mondo degli stati: sia i grandi protettori USA e UE, co-autori del genocidio e della sua espansione, sia i Brics, che di tutto si occupano fuorché di difendere il popolo palestinese e, tanto meno, il suo diritto storico alla resistenza all’occupante sionista.
Contro questo mostro e i tanti suoi simili e concorrenti, contro la macchina coloniale di distruzione e morte sionista che si è data il nome di Israele, dalle piazze, sui luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle università, dobbiamo fare di più. Molto di più.

