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A ottobre 2025 i morti sul lavoro sono aumentati del 22% rispetto all’ottobre 2024! Grazie a Meloni, Salvini, Renzi & Co.

Tre giorni fa è morto a Roma l’operaio specializzato rumeno Octay Stroici (nella foto). Aveva 66 anni, era ad un solo anno dalla pensione, ed è rimasto schiacciato sotto le macerie della Torre dei Conti – un edificio medievale, la cui ristrutturazione a fini speculativi (terrazza panoramica, bar, etc.) era stata annunciata mesi fa dal sindaco Pd di Roma Gualtieri con un allegro trionfalismo, che oggi appare rivoltante.

Eccezionalmente questa morte ha fatto rumore – anche per il tagliente commento di Maria Zakharova. Ma non fa rumore, spesso neppure tra compagne/i, la tendenza di fondo all’aumento dei morti sul lavoro e da lavoro – l’”olocausto dimenticato”.

Per questa ragione – accanto all’articolo della redazione sui morti e feriti della alternanza scuola-lavoro e del PCTO – riprendiamo uno degli ultimi comunicati dell’Osservatorio Nazionale di Bologna Morti sul Lavoro – a cura di Carlo Soricelli, di cui riprendiamo qui anche due disegni.

L’abbiamo qua e là ritoccato nella forma, poiché non ci va di chiamare “stranieri”, come lui continua a fare, i lavoratori e le lavoratrici immigrate, e un po’ abbreviato, ma la sua sostanza è restata naturalmente intatta, e valida. Condividiamo anche i suoi richiami al crescente numero, tra i morti da profitto, delle persone ultrasessantenni, degli immigrati, dei camionisti, dei guidatori di trattori, delle donne in itinere.

C’è una sorta di assuefazione a questo eccidio di proletari/e – ma noi non temiamo di andare, anche in questo, controcorrente. (Red.)

A ottobre 2025 i morti sul lavoro sono aumentati del 22% rispetto all’ottobre 2024!

124 morti sui luoghi di lavoro nell’ottobre 2025 (senza itinere)
97 morti sui luoghi di lavoro nell’ottobre 2024 (senza itinere)

Nei primi 10 mesi del 2025 sono stati 888 i morti sui luoghi di lavoro. Al 31 ottobre del 2024 erano 877; quindi c’è stato un piccolo aumento dell’1,2%, ma il 2024 “è stato l’anno più nefasto da quando è nato, per opera di Carlo Soricelli, l’Osservatorio il 1° gennaio 2008

La guerra del capitale al lavoro salariato, dal 1° gennaio al 31 ottobre 2025

Dall’inizio del 2025, ogni 24 ore muoiono più di quattro lavoratori, compresi sabati e domeniche.
Alla sera del 31 ottobre 2025, sono stati 1.260 i lavoratori morti (dato parziale), compresi i decessi in itinere e quelli per Karoshi — parola giapponese che significa “morte per superlavoro”.
Tra loro figurano anche camionisti, infermieri, impiegati, medici, e perfino dirigenti spesso stroncati da infarti o malori improvvisi. Impressionante il numero di camionisti trovati morti nei parcheggi autostradali o con il camion accostato ai bordi della strada, talvolta dopo aver causato incidenti che coinvolgono altri automobilisti.

CHI VI PARLA DI CALI O DI STABILITÀ NEL NUMERO DELLE MORTI, VI MENTE SAPENDO DI MENTIRE, perché una parte consistente di queste vittime viene esclusa dalle statistiche ufficiali, con la scusa che “non sono di competenza INAIL”.

Un dato agghiacciante:

  • 143 lavoratori morti avevano tra 61 e 69 anni.
  • 189 avevano più di 70 anni.

Insieme rappresentano il 37% delle morti sui luoghi di lavoro.
Una statistica che fa paura a chi conserva ancora un minimo di umanità.

Non temo smentite e sono disponibile a un confronto con chi contesta il mio monitoraggio. Ma vigliaccamente nessuno lo fa, perché sanno che non racconto frottole: chi lo fa nasconde solo la mano assassina [dei capitalisti e dei governi che li tutelano] e i suoi interessi.
Leggi come il Jobs Act e gli appalti a cascata sono tra i principali responsabili di questo incremento di morti.
Nell’edilizia, i decessi sono aumentati del 15% dopo l’introduzione della legge Salvini del 2023, chiamata degli “appalti a cascata”, una norma disumana.
Molti perdono il lavoro in tarda età, e con il continuo allungamento dell’età pensionabile — che questo ministro promette di abolire a ogni elezione, per poi dimenticarsene una volta presa la poltrona — si trovano costretti a lavorare fino allo stremo, o anche dopo essere andati in pensione con delle pensioni da fame che li costringono a lavorare in nero per sopravvivere.

Non fare distinzioni tra chi svolge lavori pericolosi e chi no in tarda età è stato criminale: non si può pretendere che un anziano, con riflessi rallentati, vista e udito calati, acciacchi e stanchezza, lavori su macchinari e mezzi pericolosi per sé e per gli altri come nell’autotrasporto, dove quest’anno sono morti già 110 autotrasportatori.

Le donne muoiono numerosissime in itinere, spesso per la fretta e la stanchezza.
Le ultime due in questi giorni: sono Mariarosa Cavò e Marina Caldarus : la prima è morta solo due giorni fa all’alba, mentre si recava al lavoro in un bar, la seconda si è scontrata con una corriera mentre andava a lavorare.
Sono molte di più di 100 le donne che muoiono sul lavoro ogni anno, soprattutto in itinere.

Allucinante registrare anche quest’anno 129 agricoltori schiacciati dal trattore, e non sentire neppure una parola dal Ministro dell’Agricoltura Lollobrigida (in allegato l’opera “sotta a chi tocca” dove si vede una fila interminabile di trattori che arrivano al “traguardo”).

Come non restare colpiti dalla storia di Mounir Dhayba, immigrato morto dopo oltre due anni di coma irreversibile.
Il giorno della tragedia, Dhayba era stato colpito alla testa durante l’estrazione di minerale con esplosivo: un masso aveva spaccato il casco, facendolo entrare in coma.
Tra i lavoratori sotto i 60 anni, il 30% delle vittime sui luoghi di lavoro sono immigrati.

In allegato, trovate le tabelle aggiornate con la situazione reale nelle regioni e province italiane, senza trucchi né colori.

Le cause politiche e normative dell’aumento dei morti sul lavoro

  • Jobs Act: dall’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (2015), l’aumento dei morti sul lavoro è stato del 43%.
  • Appalti a cascata: la legge voluta dal ministro Salvini, entrata in vigore nel giugno 2023, ha causato un ulteriore aumento del 15% dei decessi, soprattutto in edilizia e anche negli appalti pubblici.

Le grandi tragedie recenti dovute a una nuova forma di caporalato

  • Brandizzo (Ferrovie dello Stato)
  • Suviana (Enel)
  • Calenzano (ENI)
  • Esselunga di Firenze (16 febbraio 2024): 5 operai morti in un cantiere con 49 aziende subappaltatrici.

Alcuni dati allarmanti

  • Il 32% delle vittime è costituito da lavoratori immigrati regolari.
  • Molti lavoratori del Sud Italia muoiono in trasferta in altre regioni del centronord.
  • Le donne muoiono meno sui luoghi di lavoro, ma quasi quanto gli uomini in itinere in rapporto al numero degli addetti, spesso a causa di fretta e stanchezza nel conciliare lavoro e famiglia.

Osservatorio Nazionale di Bologna Morti sul Lavoro – a cura di Carlo Soricelli
http://cadutisullavoro.blogspot.it

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