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Argentina: un grande attivo del sindacalismo combattivo programma la lotta a fondo a Milei e FMI (Español – Italiano)

Era da giorni che volevamo portare a termine la pubblicazione di questi due documenti che consideriamo molto significativi perché provengono da un grande attivo di delegati e dirigenti sindacali argentini di diversi comparti di attività e, naturalmente, del movimento piquetero, che si sono riuniti sabato scorso, 16 agosto, a Buenos Aires, per definire insieme un piano di azione contro il governo Milei, i governatori delle province e il FMI.

[Ci scusiamo per l’involontario ritardo, ma non abbiamo ancora una redazione capace di funzionare in ogni momento, e in tante lingue, con la necessaria celerità richiesta ad un giornale internazionalista on line che ha, come noi abbiamo, l’ambizione di diventare un punto di riferimento per la lotta anti-capitalista in ogni ambito. Proveremo a migliorarci.]

L’Argentina è il paese in cui, non senza difficoltà ed alti e bassi, evidentemente, è più sviluppata e organizzata la resistenza e la lotta contro un governo di quell’ultra-destra che è in ascesa a livello internazionale. Ed è per questo che merita una costante attenzione da parte di tutti i militanti del movimento proletario convinti – come noi – che la sorte degli sfruttati è indivisibile, e che le diverse sezioni del proletariato mondiale debbono aiutarsi a vicenda “contro i governi capitalisti della guerra e della fame”.

Non era affatto scontato che il Plenario di sabato scorso riuscisse con le dimensioni che ha assunto, e che da esso emergesse questo livello di spirito unitario. Il nostro pieno apprezzamento di questo risultato non comporta la piena condivisione o l’accordo con tutti i punti di analisi e con l’intero programma di lotta che è stato adottato, ma senza dubbio alcuno la linea di tendenza è quella giusta.

Ora la parola passa necessariamente alla mobilitazione. (Red.)

Qui troverete le due risoluzioni in lingua spagnola (su “Prensa Obrera”):

https://prensaobrera.com/sindicales/mas-de-1-000-dirigentes-y-delegados-de-todo-el-pais-en-el-plenario-nacional-del-sindicalismo-combativo-organizaciones-piqueteras-y-de-jubilados

https://prensaobrera.com/sindicales/plan-de-accion-del-plenario-nacional-del-sindicalismo-combativo-movimiento-piquetero-independiente-organizaciones-de-jubilados-y-todas-las-luchas

Qui la traduzione in italiano della risoluzione politica generale:

-Contro la burocrazia sindacale, per una nuova direzione per la classe operaia.

-Movimento per un sindacalismo combattivo, antiburocratico, indipendente dagli imprenditori e dallo Stato.

Unità di occupati, disoccupati e pensionati

-Nessun patto con il governo

-Sciopero di 36 ore e piano nazionale di lotta finché l’austerità e la repressione di Milei, del FMI e dei governatori non saranno sconfitte!

Cresce il malcontento popolare contro lo spietato piano di austerità e repressione brutale di questo governo di estrema destra di Milei e del FMI, replicato nelle proprie province dai governatori. Ecco perché le lotte operaie e popolari si stanno moltiplicando: per i salari, come l’emblematica lotta di Garrahan (un ospedale pediatrico), nella professione docente in sette province, all’Università, nel settore della gomma, tra gli altri, contro i licenziamenti di massa pubblici e privati, o con la coraggiosa lotta dei pensionati che si sta diffondendo in tutto il paese.

Milei sta smantellando le agenzie statali e svuotando l’assistenza sanitaria, le università e l’istruzione pubblica, mentre fabbriche e aziende chiudono. Sta privatizzando l’AySA, chiudendo la Vialidad (Autorità del Villaggio) e attaccando la scienza. Sta limitando il diritto alla mobilitazione popolare, reprimendo e tentando di annullare i diritti conquistati attraverso le lotte delle donne e delle persone di colore. Le banche vengono usate contro i lavoratori, mentre dall’altro lato cercano di continuare a pagare il debito estero usuraio sotto i dettami del FMI.

Il governo Milei è un governo di resa nazionale di tutte le risorse strategiche. L’apprezzamento del dollaro registrato nelle ultime settimane sta causando una nuova svalutazione che si rifletterà sui prezzi, con un ulteriore calo dei redditi popolari. Nel frattempo, i governatori di ogni orientamento politico stanno attuando l’aggiustamento nelle province. Da Jorge Macri nella capitale a Kicillof nella provincia di Buenos Aires. A Santa Cruz, lo sta attuando Vidal, un sindacalista del petrolio contro cui si stanno battendo insegnanti e dipendenti statali. I peronisti Jaldo e Jalil a Tucumán e Catamarca, soci diretti delle oligarchie provinciali e alleati di Milei, così come Saenz a Salta o il “rinnovatore” Pasalaccua a Misiones, contro cui si è svolto il Misionerazo del 2024. Abbiamo sofferto l’aggiustamento con la riforma delle pensioni e la repressione del radicale Pullaro a Santa Fe, così come con il radicale Sadir nella combattiva Jujuy, così come con il peronismo cordobese di Llaryora o con gli esponenti della destra di Neuquén e Chubut. Kicillof si presenta come uno “scudo” contro la motosega di Milei, ma la provincia governata per 34 anni dal peronismo mostra solo povertà e miseria. Una provincia in cui la burocrazia sindacale firma contratti collettivi di lavoro a basso costo.

Ma se Milei può continuare con la sua politica, non è perché il movimento operaio non lo contrasti o non ci sia la predisposizione a lottare, ma è grazie alla complicità della burocrazia sindacale, soprattutto grazie al patto della CGT con il governo, e alla complicità degli imprenditori che, attraverso le loro forze al Congresso, hanno votato leggi, DNU e veti, sostenendo il disastroso DNU/70, il DNU sul debito, la Legge-Base e contribuendo al veto sui sussidi di emergenza per i pensionati e le università. Un vero e proprio assegno in bianco [al governo]. Ripudiamo il patto di governabilità della dirigenza della CGT. Dopo 11 mesi, e dopo essersi ritirata dalla lotta contro la Legge-Base, la CGT ha dovuto indire un nuovo sciopero nazionale il 10 aprile, ma nonostante il successo, si è immediatamente ritirata da tutte le principali lotte popolari e ora si è seduta a negoziare una riforma del lavoro contro i lavoratori con il burocrate Gerardo Martínez nel cosiddetto “Consiglio di Maggio” con il governo. La CGT stringe un patto con il governo, lasciando che l’inasprimento delle misure di Milei, i governatori e il FMI difendano solo i fondi di previdenza sociale e si contendano posizioni nelle liste del PJ. La dirigenza delle CTA, sebbene più critica nel suo discorso, si adatta alla stessa politica assimilata a quella interna del PJ. Lo stesso sta accadendo con il Garrahan, l’INTI, l’INTA, il Conicet e tanti altri settori dello Stato colpiti dall’ATE, che proclama scioperi e misure di lotta che non organizza, né tanto meno garantisce.

Le leggi approvate nell’ultimo periodo, che beneficiano parzialmente i pensionati o le persone con disabilità, non sono opera dei partiti padronali apparentemente in opposizione al Congresso, bensì il risultato di straordinarie mobilitazioni popolari a sostegno di questi settori, in particolare dei pensionati, sebbene i numeri [degli aumenti] siano molto inferiori a quelli richiesti da coloro che vengono sistematicamente repressi. Lo stesso accade con i progressi compiuti riguardo all’emergenza per l’ospedale Garrahan o per i fondi universitari, approvati alla Camera dei Deputati.

In risposta, diciamo no ai veti di Milei e dei suoi complici. Chiediamo finanziamenti di emergenza in linea con le richieste delle organizzazioni dei lavoratori. Oggi, come è accaduto con le università lo scorso anno, la lotta per il Garrahan raccoglie il sostegno della maggioranza dei lavoratori con la massiccia mobilitazione popolare del 17 luglio, una tra le molteplici iniziative in altri settori in difficoltà. Ma non è solo lì che il governo sta subendo attacchi. L’impianto PR3 è stato occupato e l’intero complesso petrolchimico del Río Tercero, nella provincia di Cordoba, è in sciopero dopo il licenziamento di 125 lavoratori. Gli insegnanti sono in sciopero in sette province e l’opposizione di Buenos Aires, che ha guidato gli scioperi indetti dai sindacati Sutebas e Multicolor contro il contratto collettivo firmato da Kicillof e Baradel, ha anche lanciato uno sciopero contro il contratto collettivo e i licenziamenti. I professori universitari sono in sciopero e hanno manifestato in tutto il paese e torneranno alla lotta nel secondo semestre. La lotta alla Morvillo, che da cinque mesi occupa il suo stabilimento contro la chiusura per fallimento, alla Georgalos, alla Secco esternalizzata contro i licenziamenti e la flessibilità del lavoro all’INTI e all’INTA contro il decreto che li colpisce, il conflitto tra porti e controllori. I lavoratori della metropolitana che lottano contro l’amianto, che pochi giorni fa ha tolto la vita a un operaio. I lavoratori di Arsat che lottano contro lo svuotamento e lo strangolamento dei salari, contro la paralisi della dirigenza di Foetra. Lotte fondamentali che sosteniamo con tutte le nostre forze.

Questo Plenario Nazionale si svolge in un nuovo periodo di lotte iniziato con la grande reazione popolare al discorso reazionario sul 1F da parte di donne e dissidenti, poi con l’enorme mobilitazione del 24 marzo, tra le altre. Quando ci sono stati appelli unitari, la classe operaia e le masse popolari hanno risposto con forza. Alla luce di ciò, stiamo promuovendo un vero piano di lotta, uno sciopero di 36 ore e un piano di lotta nazionale nella prospettiva di uno sciopero generale per sconfiggere il governo Milei e il FMI. Questa è la strada per condurre le lotte in corso alla vittoria. Si tratta anche di sconfiggere la repressione e la criminalizzazione delle proteste contro i pensionati, contro le organizzazioni sociali e i picchetti, che hanno visto decine di leader del Polo Obrero processati per aver lottato, leader e attivisti della MTR Cuba, della MTR “Votiamo per combattere” e del Movimento per i Senza Lavoro Teresa Vive, tra gli altri, mentre dirigenti insegnanti di Chubut, Jujuy e di tutto il paese affrontano procedimenti di criminalizzazione. La difesa del movimento piquetero è fondamentale per tutti i lavoratori. Di fronte all’aumento della disoccupazione e alla crescente precarietà del lavoro, l’organizzazione nei quartieri più poveri diventa indispensabile. La lotta per un lavoro vero, l’assicurazione per i disoccupati e le rivendicazioni immediate assumono un’importanza centrale di fronte alla fame crescente. Il movimento piquetero è uno strumento chiave per unire lavoratori occupati e disoccupati in una lotta comune contro le misure di austerità e in difesa di tutti i nostri diritti. Ciò richiede di promuovere l’organizzazione di assemblee di base nei quartieri, scontrandosi con i leader [dei comitati] legati ai partiti padronali.

In questo contesto, sottolineiamo l’importanza dei sindacati combattivi sottratti al controllo della burocrazia sindacale, che sono un pilastro fondamentale nelle lotte dei lavoratori e che costituiscono la spina dorsale di questo incontro nazionale. Adosac Santa Cruz, l’Unione delle Ferrovie dell’Ovest e l’organismo delegato di Sarmiento, la Sutna nazionale e le sue sezioni, AGD UBA che guida l’opposizione a Conaduh, l’UEPC Capital che ha vinto le elezioni nel settore educativo di Córdoba l’anno scorso, Ademys con la sua traiettoria combattiva in CABA, il nuovo trionfo di ATEN Neuquén Capital che ha realizzato una grande elezione nella provincia, costituiscono riferimenti di lotta delle professioni dell’insegnamento contro la capitolazione della burocrazia, o la forte minoranza conquistata dalla lista Granate Blanca a Foetra, così come il recupero di Uatre Ledesma. Il suddetto Consiglio Interno di ATE Garrahan insieme all’APyT, organizzando la lotta al Garrahan con il metodo dell’assemblea generale unificata. Tutti loro sono un ottimo esempio di come il sindacalismo combattivo si batta di fronte alle capitolazioni della burocrazia sindacale e un incentivo a progredire su questa strada. Lo stesso sta accadendo ora con i lavoratori dell’INTI che si sono schierati in lotta contro l’Assemblea Multisettoriale, e con tutti gli organi delegati interni e le opposizioni sindacali combattive che hanno condotto questa lotta, che si tratti di GPS, personale docente, ecc., scontrandosi con governi, imprenditori e burocrazia sindacale in tutto il paese. Lo stesso vale per i vari gruppi che lottano per lo stesso obiettivo nel Coordinamento del Mercoledì, che ha posto la questione delle pensioni in cima all’agenda nazionale, la tenace lotta del movimento piquetero indipendente contro la fame e per il lavoro nei quartieri. O per la lotta del movimento studentesco che è stato uno dei principali protagonisti, insieme a insegnanti e personale non docente, nelle massicce rivolte universitarie del 2024. Noi, a differenza del governo, dei partiti padronali e della dirigenza della CGT, proponiamo che per uscire dalla crisi è necessario rompere con il FMI. E che le risorse destinate al pagamento del debito estero debbano essere destinate a un piano per l’edilizia abitativa e le opere pubbliche, all’industrializzazione del Paese, alle pensioni e a salari dignitosi, al bilancio pubblico per la sanità e l’istruzione e a tutte le necessità popolari. Questo è un compito cruciale per il movimento operaio e per trovare una via d’uscita da questa brutale crisi capitalistica, attraverso un piano economico, sociale e politico per i lavoratori.

Ci pronunciamo a favore dell’unità globale dei lavoratori e degli altri settori popolari che si oppongono ai piani del capitalismo e dell’imperialismo e dei loro governi, indipendentemente dalla loro affiliazione politica, contro la fame, la povertà, la disuguaglianza sociale, la corsa agli armamenti e tutte le politiche anti-operaie e anti-popolari contro i popoli del mondo. E alziamo la nostra voce contro il genocidio e la carestia pianificata perpetrati dallo Stato sionista di Israele contro il popolo palestinese, ripudiando la visita di Netanyahu in Argentina e proclamando “La Palestina vincerà, Palestina libera dal fiume al mare”.

Questo Plenario Nazionale è convocato per continuare a invocare la più ampia unità popolare e operaia per sconfiggere il piano di Milei, dei governatori e del FMI. Per garantire aumenti salariali e pensionistici, per fermare i licenziamenti e altri attacchi contro i lavoratori e i settori popolari. Per unire e coordinare le lotte, chiedendo misure per rafforzare un sindacalismo combattivo e democratico e per l’unità di occupati, disoccupati e pensionati.

Davanti all’enorme rappresentanza di dirigenti, delegati e attivisti in questo Plenario dei Lavoratori, indichiamo una direzione chiara in cui procedere: la lotta per una nuova direzione del movimento operaio, di classe, combattiva e basata sulla democrazia sindacale, e sulla totale autonomia dai datori di lavoro e dallo Stato.

Da parte delle rappresentanze che sottoscrivono questo documento, invitiamo tutto il sindacalismo combattivo e le organizzazioni combattive dei piqueteros e dei pensionati a promuovere congiuntamente queste proposte e ad aderire al piano d’azione, alle misure di lotta e alle plenarie regionali votate, nonché al Tavolo di Coordinamento Nazionale votato per portarle avanti.

Punti programmatici:

1) Per uno salario adeguato ai bisogni familiari. Contrattazione collettiva libera. Clausola di adeguamento automatico dei salari all’inflazione.

2) Per una pensione minima di vecchiaia equivalente al paniere degli anziani di 1.250 dollari. Per tutti i pensionati, una pensione pari all’82% del salario in età lavorativa per tutti i pensionati. Estensione della moratoria. Farmaci da prescrizione PAMI gratuiti al 100%. Rifiuto della riforma pensionistica promossa da Milei e dal FMI, nonché della privatizzazione del sistema. Difesa dei regimi speciali. Reintegrazione dei contributi delle imprese ridotti dal 1993 dal governo peronista di Menem e Cavallo. Per la restituzione delle prestazioni Anses e PAMI ai pensionati, per l’elezione dei loro consigli di amministrazione con voto diretto di lavoratori e pensionati.

3) Divieto di licenziamenti e sospensioni, sia statali che nel privato. Reintegrazione di tutti i licenziati. Nessun pensionamento volontario. Per la nazionalizzazione di tutte le aziende che chiudono o licenziano in massa i lavoratori. Distribuzione dell’orario di lavoro con parità di retribuzione. Difesa dei contratti collettivi di lavoro. Per la difesa incondizionata di tutte le aziende recuperate sotto la gestione dei lavoratori.

4) Rendere permanenti tutti i lavoratori a contratto e precari dipendenti dallo Stato, e per tutti i lavoratori a contratto e in appalto alla contrattazione collettiva, nel rispetto del contratto collettivo per la loro attività principale. Piano di lavori pubblici per fornire vera occupazione. Piano per un milione di unità abitative a prezzi accessibili. Assicurazione contro la disoccupazione pari al paniere alimentare di base. Apertura universale dei programmi sociali e un aumento pari al salario minimo. Reintegrazione del cibo nelle mense popolari.

5) Per un’istruzione pubblica, statale, gratuita, obbligatoria, laica, scientifica, secondo una prospettiva di genere. Difesa dell’università pubblica. Aumento delle borse di studio. Per un sistema sanitario nazionale unico, completo, pubblico, statale e gratuito. No allo svuotamento dell’IOMA. Per il ripristino del Fonid (Fondo Nazionale per l’Insegnamento) per gli insegnanti e per il ripristino di tutte le voci di stipendio eliminate dal governo Milei e dai governatori.

6) Per tutte le rivendicazioni delle donne, delle differenze sessuali e dell’intera classe operaia: parità di retribuzione, estensione e parità del congedo per nascita e adozione. Congedo per le mestruazioni, per i trattamenti ormonali e per la violenza di genere. Implementazione delle quote di impiego per travestiti/trans. Basta con femminicidi, travesticidi e altri crimini d’odio. No alle leggi di Cúneo Libarona che favoriscono femminicidi e abusatori. Per l’effettiva attuazione della Legge sull’Educazione Sessuale Integrale con una prospettiva di genere e rispettosa della diversità, e la sua estensione a tutto il Paese. Effettivo rispetto dell’aborto legale, sicuro e gratuito. Separazione delle Chiese dallo Stato. Partecipiamo al 38° Incontro Plurinazionale di donne, lesbiche, travestiti, trans e non binari a Corrientes il 22, 23 e 24 novembre per promuovere un piano di lotta per i nostri diritti.

7) Per l’annullamento della DNU sul debito che ha autorizzato il patto con il FMI, DNU/70, 340 e successive, e della legge sulle Basi. Difesa del diritto di sciopero. Contro la riforma del lavoro antioperaia e l’allungamento dell’età pensionabile. Per la difesa dei contratti collettivi di lavoro.

8) Per l’abrogazione del Protocollo Anti-Picchetto e Anti-Marcia. Per il legittimo diritto di protestare. Abbasso Patricia Bullrich! Punire i colpevoli della repressione dei pensionati e i responsabili del tentato omicidio di Pablo Grillo. Contro i poteri speciali della Polizia Federale e del SIDE per perseguire gli oppositori. No alla polizia dal grilletto facile e all’abbassamento dell’età della responsabilità penale. Abbasso la legge reazionaria sull’immigrazione.Per l’annullamento del procedimento contro i leader del Polo Obrero, MTR 12 aprile, MTR Votiamo per combattere, Movimento Teresa Vive e altre organizzazioni piquetere. Per l’archiviazione delle accuse contro tutti i militanti. Libertà per tutti i prigionieri politici divenuti tali per aver combattuto. No all’intervento delle Forze Armate negli affari interni.

9) Per l’annullamento definitivo dell’imposta sul reddito sugli stipendi dei contratti collettivi. Per l’applicazione dell’imposta sul reddito ai giudici e agli alti funzionari pubblici e alle posizioni dirigenziali private. Abrogazione dell’IVA sul paniere familiare. Per un’imposta progressiva sui profitti delle multinazionali, delle grandi imprese, delle banche e dell’oligarchia.

10) Annullamento degli aumenti tariffari. No alla privatizzazione di AySA e di altre aziende strategiche. No alla chiusura di Vialidad (Autostrada). Nazionalizzazione delle aziende privatizzate sotto il controllo, la gestione e l’amministrazione di lavoratori e utenti. Per un sistema di trasporto nazionale integrato, al 100% statale, sotto il controllo dei lavoratori. No allo svuotamento di Arsat e al blocco dei salari. Difesa di Madygraf, Fasinpat e di tutti i movimenti dei lavoratori.

11) Per la nazionalizzazione totale delle ferrovie (trasporto merci e passeggeri) e della metropolitana sotto il controllo dei rispettivi lavoratori e delle organizzazioni degli utenti. Nazionalizzazione completa, senza indennizzi, dei porti, degli idrocarburi, delle miniere e di tutte le risorse strategiche, sotto il controllo dei lavoratori. Nazionalizzazione del petrolio e del gas. Contro il saccheggio estrattivo e la distruzione ambientale. No al RIGI. Difesa dei nostri beni comuni.

12) Per il monopolio statale sul commercio estero, sotto il controllo dei lavoratori. Nazionalizzazione delle banche per porre fine alla fuga di capitali.

13) No al pagamento del debito estero. Rottura con il FMI. Per un piano economico operaio affinché i capitalisti paghino la crisi, basato sulla deliberazione collettiva dei lavoratori stessi.

14) Per una nuova leadership del movimento operaio, combattiva e antiburocratica, basata sulla democrazia sindacale e sull’indipendenza politica dei lavoratori. Per l’abrogazione della legge sulle associazioni sindacali, che protegge il dominio della burocrazia. Rafforziamo il sindacalismo combattivo e di classe attraverso un coordinamento nazionale che funga da punto di riferimento per le lotte in corso e promuova la formazione di una nuova leadership sindacale combattiva e antiburocratica.

15) Per l’indipendenza politica dei lavoratori. Contro tutti i politici e i partiti padronali. Perché governino coloro che non hanno mai governato: la classe operaia.

16) Sostegno all’eroico popolo palestinese. Abbasso il genocidio dello Stato sionista di Israele e la sua politica di pulizia etnica. Libero passaggio per gli aiuti umanitari a Gaza. Palestina libera dal fiume al mare. Rompere le relazioni diplomatiche con Israele. No all’allineamento di Milei con il sionismo e l’estrema destra di Donald Trump. Abbasso i procedimenti penali contro Alejandro Bodart e Vanina Biasi per aver denunciato questa barbarie.

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