La privatizzazione uccide! Non abbiamo ossigeno!
Giustizia per le vittime dell’incidente ferroviario di Tempe!
Le federazioni e i sindacati greci del settore pubblico e privato stanno organizzando per il 28 febbraio 2025 uno sciopero politico per chiedere giustizia, e per fermare l’insabbiamento da parte del governo dell’inchiesta sull’incidente ferroviario mortale avvenuto a Tempe, esattamente due anni fa, il 28 febbraio 2023.
Sotto la pressione dell’enorme manifestazione del 26 gennaio, le federazioni hanno indetto uno sciopero generale, mentre il governo continua a nascondere le proprie responsabilità. Sta fabbricando prove, interferendo con la inchiesta giudiziaria in ogni modo possibile, e sta tentando di giustificare il suo ruolo nella scomparsa delle prove, un ruolo che ha sistematicamente svolto sin dalle prime ore del crimine.
La tragedia ferroviaria di Tempe, che ha causato la morte di 57 persone, è stata una catastrofe preannunciata, un crimine del capitalismo e dei governi che hanno privatizzato e smantellato le ferrovie greche. L’azienda ferroviaria statale greca è stata venduta nel 2017 per soli 45 milioni di euro al Gruppo Ferrovie Italiane. La privatizzazione è stata una richiesta-chiave dell’UE e del FMI, e la società era stata precedentemente suddivisa in entità più piccole per facilitarne la vendita. Questo processo ha portato al cronico sottofinanziamento del sistema ferroviario. Agli occhi dei suoi proprietari privati, la sicurezza ferroviaria è diventata un lusso inutile. Incredibile ma vero: il 55% della rete ferroviaria non disponeva di sistemi di segnalamento o di telecontrollo.
L’UE e il FMI hanno fatto pressione sui governi greci per imporre drastici tagli al personale e ai costi di funzionamento. Due anni dopo la tragedia, il governo greco continua a nascondere i risultati delle indagini. Le registrazioni audio trapelate hanno rivelato che 30 persone sono sopravvissute all’incidente, ma sono morte
ansimando per l’aria mentre chiedevano aiuto. La collisione ha innescato una palla di fuoco che ha incenerito molte vittime, comprese quelle che erano ancora vive e intrappolate tra le macerie. Nel frattempo, non c’è stata indagine sul se il treno merci che ha colpito il treno passeggeri stesse trasportando materiali illegali e sostanze chimiche utilizzate per l’adulterazione dell’olio.
Il primo ministro Kyriakos Mitsotakis ha inizialmente negato che il treno merci trasportasse sostanze chimiche, ma il luogo dell’incidente è stato rapidamente coperto di pietre e di ghiaia. Questo palese insabbiamento ha alimentato le proteste di massa il 26 gennaio, guidate dall’Associazione dei Parenti delle Vittime di Tempe, sotto lo slogan: “Non ho ossigeno“.
A seguito di manifestazioni senza precedenti in tutta la Grecia, il governo è ora disposto a sacrificare i funzionari in un disperato tentativo di sopravvivere. Sotto l’intensa pressione dell’opinione pubblica, il Primo Ministro è stato costretto ad ammettere di non avere prove sufficienti quando in precedenza aveva respinto le accuse relative al carico illegale come una ”teoria del complotto”. Tuttavia, nel giorni seguenti, il governo, l’apparato statale e i media hanno tentato di screditare le prove esistenti e manipolare le indagini. Hanno persino diffuso il panico, sostenendo che lo sciopero sarebbe stato “una minaccia per la stabilità nazionale”; e hanno lanciato feroci campagne diffamatorie contro le famiglie delle vittime mentre reprimono violentemente coloro che lottano per la giustizia.
La maggioranza della classe operaia in Grecia affronta le conseguenze quotidiane dell’azione anti-popolari del governo: austerità, privatizzazione e degrado della sanità e dell’istruzione pubbliche, taglio della spesa sociale per dare priorità al rimborso del debito, all’armamento militare e al coinvolgimento della Grecia nei piani di guerra USA-NATO. La gente sta soffocando sotto questa azione di insabbiamento in corso non solo per Tempe, ma anche per gli scandali relativi alla sorveglianza di massa, alla responsabilità dello Stato per la morte di 600 profughi nel naufragio di Pylos e alla corruzione che pervade il sistema capitalistico.
E’ chiaro che questo governo non cadrà per effetto dei giochi del parlamento borghese. Solo l’indignazione e la mobilitazione di massa possono imporre il cambiamento.
Le nostre richieste sono queste:
Nessuna copertura! Punire sia i diretti autori del delitto di Tempi che i responsabili morali di esso.
Un sistema ferroviario completamente pubblico, sicuro e conveniente per le persone, senza scopo di lucro.
Titolarità pubblica dei servizi sociali essenziali: sanità, istruzione, trasporti, energia, elettricità e acqua.
Fine delle privatizzazioni! Abolire i servizi pubblici orientati al profitto e aumentare la spesa sociale.
Organizzazione Liberazione comunista (membro di Antarsya)
Privatization Kills!
We Have No Oxygen!
Justice for Tempi Train Crash Victims!
On February 28, 2025, Greek public and private sector federations and trade unions are organizing
a political strike to demand justice and to stop the government cover-up of the fatal train accident
in Tempi, exactly two years ago, on February 28, 2023. Under the pressure of the huge
demonstration on January 26, the federations called for a general strike, while the Greek
government continues to cover up its responsibilities. It is fabricating evidence, interfering with the
judicial investigation in every possible way, and attempting to justify its role in the disappearance
of evidence, which it has systematically carried out since the early hours of the crime.
The railway tragedy in Tempi, which claimed 57 lives, was a disaster foretold—a crime of
capitalism and the governments that privatized and dismantled Greek Railways. The company
was sold in 2017 for just €45 million to the Italian Ferrovie Group. Privatization was a key
demand of the EU/IMF, and the company had previously been broken into smaller entities to
facilitate its sale. This process led to the chronic underfunding of the railway system. In the eyes
of its private owners, railway safety became an unnecessary luxury. Shockingly, 55% of the
railway network had no signaling or remote control systems.
The EU and IMF pressured Greek governments to impose drastic cuts in staffing and operating
costs. Two years after the tragedy, the Greek government continues to cover up the
investigation. Leaked audio recordings revealed that 30 people survived the crash but died
gasping for air while calling for help. The collision triggered a fireball that incinerated many
victims, including those who were still alive and trapped in the wreckage. Meanwhile, there has
been no investigation into whether the cargo train that struck the passenger train was carrying
illegal materials and chemicals used for oil adulteration.
Prime Minister Kyriakos Mitsotakis initially denied that the cargo train was carrying hazardous
chemicals, yet the crash site was quickly covered with stones and gravel. This blatant cover-up
fueled mass protests on January 26, led by the Association of Relatives of Tempi Victims, under
the slogan: “I have no oxygen.” Following unprecedented demonstrations across Greece, the
government is now willing to sacrifice officials in a desperate attempt to survive. Under intense
public pressure, the Prime Minister was forced to admit that he lacked sufficient evidence when
he had previously dismissed allegations of illegal cargo as a “conspiracy theory.” However, in the
days that followed, the government, state apparatus, and media attempted to discredit the
evidence and manipulate the investigation. They even spread panic, claiming the strike would
“threaten national stability,” and launched vicious smear campaigns against the victims’ families
while violently repressing those fighting for justice.
The working class majority in Greece faces the daily consequences of the government’s anti-
people policies: austerity, the privatization and degradation of public healthcare and education,
and the slashing of social spending to prioritize debt repayment, military armament, and
Greece’s involvement in US-NATO war plans. The public is suffocating under the cover-
ups—not only for Tempi but also for mass surveillance scandals, the state’s responsibility for
the deaths of 600 refugees in the Pylos shipwreck, and the corruption that pervades the
capitalist system.
It is clear that this government will not fall through the mechanisms of bourgeois parliamentary
control—only mass public outrage and mobilization can force change.
Our Demands:
No cover-up! Punish both the direct and moral perpetrators of the Tempi crime.
A fully public railway system—safe and affordable for the people, not for profit.
Public ownership of essential social services: healthcare, education, transport, energy,
electricity, and water.
End privatization! Abolish profit-driven public services and increase social spending.
COMMUNIST LIBERATION
ORGANIZATION
participating in ANTARSYA

