Due giorni fa Potere al popolo – dopo quasi un mese dal suo inizio – ha preso posizione sull’infame assedio dell’ANP ai gruppi della resistenza che hanno la loro base nel campo profughi di Jenin, chiedendone la cessazione.
Alla buon’ora!
I dirigenti di Potere al popolo sono gente assai scrupolosa, e hanno voluto informarsi bene sullo stato dei fatti, noti peraltro all’universo mondo. Così, investigando giorno e notte su mille e una fonti per decine e decine di giorni, hanno fatto una scoperta che ha del sensazionale: “alcuni analisti, in maniera probabilmente corretta, avanzano l’ipotesi che la prova di forza dell’ANP in Cisgiordania altro non sia che l’ennesimo tentativo di accreditarsi agli occhi degli USA (soprattutto dopo la vittoria di Trump) per ritagliarsi un pezzettino di potere nella gestione del “post-Gaza”.
Sebbene queste/i prodi investigatrici/investigatori non ne siano del tutto convinte/i – la cosa è solo “probabilmente corretta” -, si sbilanciano un po’ perché, evidentemente, nel calcolo delle probabilità (dei voti – ci conviene dire qualcosa, o ci perdiamo a dire qualcosa?), il valore numerico emerso è risultato un po’ più vicino a 1 (diciamo qualcosa) che a zero (non diciamo nulla). Si sbilanciano solo un po’, però (non si sa mai), perché con formule tortuose e mollicce evitano con cura di prendere atto che l’ANP si è progressivamente integrata – dagli accordi di Oslo in poi – nella macchina di repressione e di morte sionista. Di questa macchina genocida l’ANP fa oggi organicamente parte, con i suoi 50.000 addetti al controllo, schedatura, arresto, tortura e – se del caso – assassinio dei militanti della Resistenza.
Ne fa parte perché gli accordi di Oslo sono diventati, come sostiene Potere al popolo, “carta straccia”? Al contrario, perché gli accordi di Oslo tutto sono stati fuorché carta straccia: un vero e proprio atto di capitolazione davanti ai diktat degli Stati Uniti e dello stato sionista occupante, con una serie di incombenze per gli apparati collaborazionisti sempre più vili e degradanti (degradanti davanti agli occhi delle masse palestinesi).
Turandoci naso, orecchie e bocca, prendiamo per buona la richiesta di Pap di cessazione dell’assedio da parte dell’ANP. Ma abbiamo qualche domanda da porre a chi lo/a dirige: come mai, voi promotori dell’assemblea del 9 novembre, avete presentato e presentate per veri rappresentanti in Italia della Resistenza proprio gli elementi (squalificatissimi) che parlano a nome di quell’ANP che sta assediando a Jenin i gruppi della resistenza palestinese? come mai siete pappa e ciccia con costoro? come mai avete manovrato per mesi per marginalizzare GPI e Udap, che costituiscono l’ala più militante del movimento palestinese in Italia? come mai li avete contestati o esclusi dall’intervento alla vostra assemblea? come mai avete preteso fino all’ultimo di essere voi, da padroncini bianchi, quelli che scelgono e investono di legittimità i rappresentanti in Italia del popolo palestinese? chi vi ha investiti di questo compito? perché mai avete preteso a tutti i costi di essere voi gli organizzatori ufficiali del corteo del 30 novembre, schierando addirittura un servizio d’ordine contro le componenti più militanti della solidarietà al popolo palestinese? e come mai su Contropiano avete pubblicato pochi giorni fa un intervento vergognoso di Bassam Saleh che in sostanza accolla alla Resistenza palestinese e all’azione del 7 ottobre la responsabilità dell’attuale massacro?
Nel comunicato di cui stiamo parlando non si trova alcuna traccia di un vostro ravvedimento politico, di nessun tipo, su questa sequenza di porcate. La sola cosa che se ne può dedurre è che, come tutti gli opportunisti (siamo clementi), avete due, tre, quattro verità, a seconda di ciò che risulta conveniente in quel dato momento e con quel dato interlocutore. Ma quella che più vi si addice è senza dubbio la verità del 9-30 novembre.

