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Argentina. Una sentenza provocatoria contro il Polo Obrero e il movimento piquetero (Italiano – Español)

La sentenza della Camera contro il Polo Obrero è un duro colpo alla libertà di organizzazione e mobilitazione in Argentina

Lunedì 25 alle 13:00 conferenza stampa a Serpaj (Piedras 730, CABA) – Partido Obrero, Polo Obrero

Approfondiamo la campagna di mobilitazione contro la persecuzione.

Trascriviamo il comunicato del Polo Obrero e del Partido Obrero.


La sentenza emessa oggi dalla Corte d’Appello Federale contro i militanti del Polo Obrero è un duro colpo
alla libertà di organizzazione e di mobilitazione, in base alle esigenze di Bullrich, Milei e Pettovello,
responsabili del boicottaggio dei rifornimenti delle mense popolari in tutto il Paese. Aggiunge all’accusa
originaria di Casanello le accuse di estorsione e coercizione, un punto che ha sostenuto il pm Pollicita,
sostenendo che senza di queste gli imputati sarebbero potuti “andare in libertà vigilata”. L’accusa di
concorso di reati mira ad aumentare le pene, sommando quelle di ciascuno di essi, per intimidire e
colpire un’organizzazione la cui caratteristica è stata quella di essere alla testa della lotta contro la fame e
gli ‘aggiustamenti’ sotto tutti i governi del Paese.
La sentenza si basa sull’affermazione che il Polo Obrero era un’organizzazione che coartava la
propria base sociale compiendo estorsioni nei suoi confronti, una linea diretta di criminalizzazione che costituisce un gravissimo precedente sia per le organizzazioni sociali che per quelle sindacali. La Camera ha deciso di andare a fondo in una politica che
pone l’organizzazione delle mobilitazioni e il finanziamento delle organizzazioni militanti nella virtuale
illegalità
, perché si prendono gli elementi basilari di qualsiasi organizzazione (i contributi, la registrazione
dei partecipanti a una mobilitazione, l’incremento delle presenze), come elementi coercitivi, per il semplice
fatto che coloro che si sono mobilitati hanno beneficiato di un programma sociale ottenuto in base,
appunto, ad innumerevoli piani di lotta. Ecco perché il Ministero del Capitale Umano celebra questa
sentenza antioperaia.
La Camera ha inoltre deciso di convalidare l’insieme delle violazioni del diritto di difesa compiute dal giudice
Casanello e dal procuratore Pollicita. Ha così bloccato le indagini senza accesso alle prove su cui si fonda
l’accusa, ha convalidato il rifiuto del giudice di ampliare le dichiarazioni investigative, ha convalidato l’occultamento delle prove nel fascicolo, l’utilizzo di testimoni protetti senza alcun controllo da parte degli
inquirenti la difesa di detti testimoni, l’occultamento di parte di loro, insomma tutti gli elementi posti in
essere dal Giudice per manipolare le prove e presentare così il Polo Obrero come un’organizzazione
criminale.
Questi stessi giudici, però, all’epoca annullarono il procedimento contro i funzionari di Macri Guillermo
Dietrich, Nicolás Dujovne e Javier Iguacel, per concessioni di pedaggi a società legate a Mauricio Macri. È
una giustizia a misura dei suoi elettori, ricordiamoci che Bruglia e Bertuzzi furono assunti dal governo
Macrista.
Le violazioni del diritto di difesa arrivano al punto che la scorsa settimana, in una causa che indagava sul
Polo Obrero, il tribunale di Casanello ha respinto la presentazione dei testimoni offerti dalla difesa per
testimoniare sul funzionamento interno dell’organizzazione. Si tratta di una decisione molto seria che
mostra come il tribunale calpesti le garanzie procedurali.
La sentenza ratifica ancora una volta le menzogne sulla presunta frode finanziaria, ignorando che il Polo
Obrero ha presentato numerose prove sugli acquisti effettuati, sull’utilizzo dei materiali per i corsi di
formazione in tutto il paese, sui lavori di sartoria, stampa, edilizia, formazione sportiva e lavorativa nel
quadro degli accordi, sul lavoro nelle mense dei poveri, compresa la costruzione di 53 sedi e
complessivamente su tutte le attività svolte nel quadro del programma Potenciar Trabajo.
Sintomaticamente, la sentenza esclude da un’eventuale indagine i funzionari dello Sviluppo Sociale e i
responsabili del programma, assolvendo così lo Stato dalla responsabilità nella gestione dei propri fondi,
scaricando tutto il peso della persecuzione sui responsabili che hanno organizzato le lotte per le
rivendicazioni più urgenti dei quartieri più sfruttati del Paese.
La difesa del Polo Obrero, raggruppata nell’Associazione dei Professionisti in Lotta e guidata da Liliana
Alaniz e Eduardo Penello, farà appello contro questa sentenza e approfondiremo la campagna di
mobilitazione contro questa persecuzione. Ieri il Polo Obrero, insieme al Fronte di Lotta Piquetero, ha
realizzato una grande mobilitazione dal Congresso al Ministero dello Sviluppo Sociale reclamando la
restituzione del cibo alle mense dei poveri. Il piano di lotta del Polo continuerà con nuove azioni,
dimostrando che la persecuzione non riesce a spezzare un’organizzazione che da più di due decenni
organizza i quartieri più sfruttati.

https://prensaobrera.com/movimiento-piquetero/el-fallo-de-camara-contra-el-polo-obrero-es-un-golpe-contra-la-libertad-de-organizacion-y-movilizacion-en-la-argentina

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