Nei giorni in cui Macron cerca nuovamente di chiudere la crisi politica aperta dal recente esisto elettorale, riceviamo e volentieri pubblichiamo un contributo ricevuto da un compagno internazionalista di vecchia data di origini francesi (fu, a suo tempo, il responsabile della sezione parigina di “Programma Comunista”) che, commentando le recenti elezioni europee, in particolare quelle di Francia, critica l’elettoralismo, il riformismo, il localismo come false strade alla soluzione delle gigantesche questioni sociali ed ecologiche che abbiamo davanti, e chiama i proletari di ogni paese all’unione e alla lotta per il superamento del capitalismo. (Red.)
Il risultato delle elezioni europee e il disordine generale dopo il seguito dello scioglimento del parlamento, ha provato una grandissima crisi del SISTEMA. Il capitalismo porta solo caos, violenza e distruzione in un contesto di crisi generale e di guerra imminente. Tutti ci promettono una soluzione, da Bardella al “Nuovo Fronte Popolare”, da Mélenchon a Macron…
Ma il capitalismo impone le sue leggi, noi non crediamo nemmeno ai loro progetti di riforma: la guerra economica globalizzata detta le regole, le ristrutturazioni e le successive controriforme – qualunque sia il governo.
Vogliono paura e rassegnazione: non accetteremo MAI il nostro destino di carne da cannone.
Vogliono sottometterci attraverso la repressione: non accetteremo MAI la povertà, la guerra, la violenza della polizia o il razzismo.
Vogliono ristrutturare in pace: non accetteremo MAI la precarietà e la disoccupazione, la caccia ai migranti e agli oppositori, la distruzione del pianeta.
Vogliono la guerra per mantenere il loro sistema e i loro protetti: Non smetteremo MAI di lottare contro tutti gli sfruttatori, per la solidarietà internazionale dei proletari.
Vogliono imporci la loro dittatura, il capitalismo come unica via d’uscita: noi non rinunceremo MAI alla speranza della RIVOLUZIONE, della fine di questo sistema barbaro.
Vogliono abbattere la nostra solidarietà e promuovere l’individualismo: noi non rinunceremo MAI al nostro progetto di ricostruire una solida organizzazione proletaria, il nostro quartier generale di fronte al nemico. Sì, le idee rivoluzionarie sono ovviamente deboli oggi, ma sono più urgenti che mai!
Le prospettive per il “Rassemblement National” sono davvero desolanti! Di conseguenza, tutti i riformisti che una settimana prima si stavano facendo a pezzi si uniscono nel famoso “Nuovo Fronte Popolare”, e la soluzione miracolosa e il futuro radioso…
Figurati!!
Un gruppo eterogeneo, da Hollande a Poutou, passando per l’architetto della riforma delle pensioni, Aurélien Rousseau, e tutti gli squallidi stratagemmi della “France Insoumise”. Ancora una volta, stanno cercando di farci credere che “c’è solo una soluzione, e sono le elezioni”.
Naturalmente, l’abrogazione della legge sulle pensioni, la legge sull’immigrazione e la legge sulla disoccupazione sono tutte sul tavolo – se mai accadrà! Ma non ci facciamo illusioni: le promesse sono vincolanti solo per chi ci crede! Non abbiamo dimenticato la legge El Khomri nel 2016, le leggi anti-immigrati, i ministri Valls e Macron di Hollande, senza nemmeno tornare all’austerità di Mitterrand nel 1983.
Siamo chiari, e lo diciamo anche se è sgradevole per alcune orecchie: il voto non cambierà nulla, e sarà solo fonte di nuova disillusione. Ma non vogliamo fare la predica a nessuno in questi tempi difficili, confusi e stressanti.
Cosa possiamo fare per porre fine allo stesso circo ogni cinque anni? Porre fine agli opinionisti politici che ci privano della nostra forza collettiva e tradiscono le loro promesse? Di elezione in elezione, siamo costretti a votare per il “meno peggio”, con l’impressione che alla fine non abbiamo alcun controllo su nulla…
È un SISTEMA che abbiamo di fronte, con in primo luogo lo Stato, Macron e il governo, i banchieri al servizio dei monopoli globali con l’unico obiettivo di facilitare il loro compito e dare loro le condizioni necessarie per la loro competitività globalizzata.
Abbiamo anche ambientalisti che pensano di poter salvare il pianeta con un cerotto, senza mettere in discussione lo sfruttamento, la proprietà privata dei capitalisti, la globalizzazione e la divisione del lavoro.
Dobbiamo lavorare insieme, non per mettere un cerotto su una gamba di legno, ma per porre fine a questo sistema. La lotta ecologica è fondamentalmente una lotta contro il sistema capitalista e i suoi effetti. Spetta agli sfruttati, ai proletari, farsi carico della lotta per la difesa dell’ambiente, affinché diventi una lotta di massa, radicalmente anticapitalista.
Per proteggere l’ambiente, per la nostra salute, per lottare contro gli sprechi, per un sistema produttivo al servizio di tutti, controllato dai proletari, abbiamo bisogno di una rivoluzione anticapitalista, una rivoluzione “vera”, basata sulla mobilitazione degli sfruttati, per un progetto rivoluzionario di trasformazione sociale!
Ora dobbiamo affrontare le nostre responsabilità e uscire dal “gioco elettorale” borghese.
Dobbiamo smettere di nascondere la testa sotto la sabbia, accontentandoci di lotte sparse, sindacati, elezioni o meno, come può la classe operaia ritrovare la sua forza consapevole e organizzata?
Questa è la domanda del giorno…
Luc Thibault

