Avevamo dato notizia, nei giorni scorsi, della manifestazione regionale a Cagliari del 30 agosto contro la speculazione energetica che impazza sul suolo sardo (e non solo), nella perversa combinazione tra la necessità occidentale di sottrare alla Cina il quasi-monopolio delle terre rare e quella di dare un minimo di credibilità alla cd. “transizione ecologica”, una delle più clamorose truffe messe in atto dai governanti europei e italiani ai danni dei lavoratori e delle lavoratrici, cioè della grande maggioranza della popolazione.
Ci fa piacere apprendere della sua piena riuscita in termini di partecipazione (3.800, secondo gli organizzatori) – una partecipazione organizzata da una molteplicità di Comitati, una ventina dei quali ha aderito alla Rete Liberi/e di lottare – Fermiamo insieme il DDL 1660.
Qui un articolo di cronaca di Giacomo Dessì per “Cronache nuoresi”.
Naturalmente c’è in questa protesta che cresce, come in molte altre del genere, una qualche aspettativa, o più di qualche aspettativa, nei confronti dei poteri locali, in questo caso della neo-presidente Todde (centro-sinistra). Per quel che ci riguarda, ci sembra assai difficile che tali aspettative possano realizzarsi. L’elemento decisivo, secondo noi, è sempre quello dell’azione diretta, della auto-organizzazione di massa, tanto nei conflitti di lavoro quanto nei conflitti ecologici, e la determinazione a perseguire gli obiettivi che si considerano vitali, fidando sulle proprie forze. L’ingrossamento della mobilitazione rispetto ad altre precedenti indica che questo è possibile.

E’ anche in preparazione a Cagliari un’iniziativa contro il DDL 1660 indetta da USB, Cobas Scuola e Libertade, di cui daremo notizia nei prossimi giorni.

