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Argentina: più che un tentativo di colpo di stato, oggi c’è stata una operazione per salvare il governo! – Partido Obrero (italiano – Español)

Riprendiamo da “Prensa Obrera” il comunicato che il Partido Obrero ha emesso immediatamente dopo la brutale repressione poliziesca (con decine di feriti e di arrestati) della manifestazione di massa che si è tenuta ieri [12 giugno] davanti alla sede del Congresso Nazionale a Buenos Aires. Ai militanti del Partido Obrero e del Polo Obrero, ancora una volta, tutta la nostra solidarietà. Torniamo a dire a chi ci segue: occhio agli avvenimenti in Argentina, e alla resistenza proletaria e popolare alla politica di Milei! Non è una questione “degli argentini”: la loro lotta e la nostra lotta sono una cosa sola!

Il titolo dell’articolo di “Prensa Obrera” è in risposta alla provocatoria dichiarazione dell’ufficio di presidenza dell’Argentina secondo cui la manifestazione sarebbe stata il tentativo di “facinorosi terroristi” di compiere “un colpo di stato”! Inutile dire che in Italia “Il Foglio” ha ripreso tal quale il comunicato di Milei, attribuendo la protesta – altra volgarissima falsità – ai “peronisti”, laddove la burocrazia peronista della CGT, come si legge nel testo che qui pubblichiamo, ha collaborato con il governo reazionario a contenere il movimento di lotta rifiutandosi di convocare lo sciopero generale. Quando si dice la stampa “libera” e “indipendente”… al soldo dei padroni, disposta a qualsiasi menzogna. (Red.)

https://prensaobrera.com/politicas/mas-que-un-intento-golpe-de-estado-hubo-un-operativo-de-salvataje-del-gobierno

Il Partido Obrero denuncia la repressione della polizia contro la
massiccia manifestazione che si è svolta davanti al Congresso Nazionale
e chiede l’immediato rilascio degli arrestati. La repressione della
polizia, che ha visto la presenza di infiltrati e provocatori, ha
cercato di sgomberare l’area del Congresso per poter tenere la sessione
senza la pressione della mobilitazione popolare.

Contrariamente a quanto affermato nel comunicato dell’Ufficio di
Presidenza, più che di un tentativo di colpo di Stato si è trattato di
un’operazione di salvataggio del governo, condotta sia all’interno che
all’esterno del Senato per evitare la caduta della Legge fondamentale,
che avrebbe portato ad un ulteriore indebolimento della cricca
reazionaria di Milei.

All’interno del Senato, l’operazione di salvataggio ha coinvolto buona
parte dei cosiddetti partiti di opposizione. Solo così Milei, che ha 7
senatori su 72, ha potuto raggiungere il quorum per portare avanti la
legge. Martin Lousteau ha avuto un ruolo centrale in questa operazione,
in quanto ha cercato di incarnare l’ala dell’opposizione dell’UCR. Hanno
partecipato anche diversi partiti provinciali, come nel caso della
senatrice Lucila Crexell del MPN di Neuquén, il cui appoggio al governo
è dovuto a uno scandaloso scambio di favori che riguarda la sua
nomina ad ambasciatrice presso l’UNESCO a Parigi. Questi metodi
corrotti, tipici della casta più putrida, riflettono il contenuto
reazionario della citata Legge-Base.

Al di fuori del Congresso, l’operazione di salvataggio del governo ha
avuto come protagonista la maggioranza della burocrazia sindacale della
CGT, che non solo si è rifiutata di indire uno sciopero generale, ma ha
anche voltato le spalle alla mobilitazione indetta per respingere la
Legge Base. È probabile che nei prossimi giorni potremo scoprire cosa ha
ricevuto la burocrazia in cambio di tale resa.

L’operazione di salvataggio congiunto si spiega con il fatto che il
governo è arrivato a questo disegno di legge nel bel mezzo di una crisi
politica ed economica sempre più grave. Gli scandali di corruzione che riguardano il
Ministero del Capitale Umano hanno avuto un forte impatto sulla
popolazione e hanno portato il Ministro Pettovello sull’orlo del
baratro. Il cancelliere Mondino è sulla sedia elettrica, dopo la caduta
del capo di gabinetto Nicolás Posse. Questa crisi interna coincide con
l’aggravarsi della crisi economica, che si è espressa in un aumento del
rischio-paese, dei dollari finanziari e della vendita di valuta estera
da parte della Banca Centrale.

L’approvazione della Legge-Base comporterà una perdita di diritti
per il popolo, ma non fornirà in alcun modo una via d’uscita alla crisi
del governo, che si scontra con la resistenza popolare e con i limiti
insormontabili della sua stessa politica.

Gabriel Solano 11 5690-1514
Romina Del Plá 11 4042-9791
Vanina Biasi 11 5485-9472
Néstor Pitrola 11 5324-2356
Eduardo Belliboni 11 5690-1599

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