Qui di seguito una lista (in ordine alfabetico) di studiose e studiosi marxisti (o radicali) che hanno aderito all’appello per la Giornata internazionale e internazionalista contro le guerre del capitale del 24 febbraio
Ricardo Antunes – Professore di Sociologia del lavoro, Universidade Estadual de Campinas (Brasile)
Himani Bannerji – Professoressa emerita di Sociologia, York University (Canada)
Alain Bihr – Professore onorario di Sociologia – Université de Bourgogne-Franche-Comté (Francia)
Alex Callinicos – Professore emerito di studi europei, King’s College London (Regno Unito)
Maurice Carrez – Professore emerito di Storia contemporanea, Université de Strasbourg (Francia)
Aldo Casas – Antropologo, già direttore della rivista Hierramentas (Argentina)
Leggi anche:
- February, 24. International Day of Action against the Wars of Capital (Русский , 日本語 , Deutsch)
- 24 febbraio, giornata internazionale di azione contro le guerre del capitale (عربي, English, Español, Português, Français, Ελληνικά)
Virginia Fontes – Professoressa di Storia, Universidade Federal Fluminense (Brasile)
Yassemine Mather – Senior Researcher, University of Oxford, curatrice della rivista Critique: Journal of Socialist Theory (Regno Unito)
Roland Pfefferkorn, Professore emerito di Sociologia, Université de Strasbourg (Francia)
Lucia Pradella – Reader in International Political Economy, presidente dell’UCU Branch del King’s College London (Regno Unito)
Vladimir Safatle – Professore di Filosofia, psicoanalista, Universidade de São Paulo (Brasile)
Adrian Sotelo Valencia – Professore di Sociologia, Universidad Nacional Autônoma do México
Raquel Varela – Professoressa di Storia del lavoro, Universidade NOVA de Lisboa (Portugal)
Renan Vega Cantor, Professore di Storia, Universidad Pedagógica Nacional de Bogotá (Colombia)
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February 24 – International day of action against the wars of capital!
From the Ukraine to Gaza, from Sudan to Congo, capitalist wars are butchering hundreds of thousands people, mostly proletarians; millions are forced to leave their homes; millions are starving and epidemics spreading.
An arms race has started worldwide to prepare for World War 3 while governments cut social expenditure and repress our struggles militarizing social life.
Enough is enough! No more massacres, no more cannon fodder for the interests of our exploiters! No more sacrifices, militarism and repression!
Let’s join forces internationally and have our voices be heard all around the world
- Proletarians of Ukraine and Russia, shake your hands, your enemy is at home !
- Stop the genocide on Gaza and the ethnic cleaning in the West Bank!
- On the side of the Palestinian resistance, for a Palestine free from Zionist colonialism!
- Workers and youth in the West: let’s stop our governments sending weapons for the butchery in Ukraine and support Israel!
- Let’s unite around the world and fight for a society without exploitation and war, of harmony between man and nature
On Saturday 24 February 2024, second anniversary of the intensification of war in Ukraine between NATO and Russia, let us join forces in an international and internationalist day of protest and struggle against the wars of capital!
Proletarians and oppressed of all countries, let’s unite!
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Appello per una giornata di mobilitazione internazionale contro le guerre del capitale
In una fase storica in cui le contraddizioni del capitalismo globale si intensificano, dall’Ucraina alla Palestina, dal Sudan al Congo, gli Stati imperialisti ricorrono sempre più spesso alla guerra e al massacro di esseri umani. In questo modo vogliono “risolvere” con la violenza i conflitti di interesse tra i loro monopoli capitalistici o rinnovare il proprio dominio coloniale e neo-coloniale sui popoli oppressi.
Davanti a questa prospettiva i lavoratori, i proletari chiamati a scannarsi l’un l’altro per decidere chi li sfrutterà, devono dichiarare guerra alle guerre del capitale e organizzarsi per rovesciare il dominio capitalista sul mondo.
Con la guerra in corso in Ucraina nel continente europeo, per la prima volta dalla Seconda guerra mondiale, si scontrano apertamente due schieramenti di grandi potenze capitaliste: da una parte la Russia (con il parziale sostegno della Cina e di alcune potenze emergenti) e dall’altra la NATO (Stati Uniti e potenze europee, che forniscono il materiale militare) e l’Ucraina che fornisce la carne da cannone. Dopo quasi due anni e oltre 500.000 vittime, 10 milioni di sfollati, di cui 6,2 milioni emigrati, il massacro continua con il rischio di un’escalation che, unita alle rivalità globali, rende la Terza Guerra Mondiale una reale possibilità catastrofica, alla quale tutte le potenze si stanno preparando con una corsa generalizzata al riarmo.
Di fronte a questa guerra che è imperialista da entrambi i lati, come accadde di fronte allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, alcune correnti della sinistra anticapitalista si sono divise tra i sostenitori dell’uno o dell’altro dei due campi in conflitto. Ma quale “autodeterminazione” dell’Ucraina, quando il duro scontro tra due ali della borghesia nazionale ha fatto precipitare questo Paese sulla tragica strada della guerra e, con Zelensky, della completa sottomissione all’imperialismo occidentale? E quale guerra contro il “nazismo” da parte della Russia, quando Putin e il suo entourage, che vogliono far rivivere l’impero zarista, sono sostenuti dai nazisti russi e a loro volta appoggiano le organizzazioni di estrema destra in tutta Europa?
Contro entrambi i campi delle potenze in conflitto, innalziamo la bandiera di Karl Liebknecht e Rosa Luxemburg, per dare corpo all’opposizione proletaria ad entrambi i fronti di guerra: “Il nemico principale è in casa nostra!”.
In Medio Oriente è in corso l’efferata guerra coloniale e di annientamento di Israele contro i palestinesi di Gaza, con il massacro finora di 32.000 civili, in gran parte bambini e donne, lo sfollamento e l’imminente affamamento di oltre due milioni di persone, la distruzione sistematica di case, edifici pubblici, ospedali e infrastrutture di base, in aggiunta agli attacchi fascisti dei coloni e dell’esercito contro i palestinesi della Cisgiordania. Tutto ciò con il sostegno delle potenze occidentali allo Stato sionista, loro avamposto in Medio Oriente, e la complicità delle altre grandi potenze e delle potenze regionali, non disposte a sacrificare i propri affari alla causa palestinese. Gli unici alleati del popolo palestinese sono i proletari del Medio Oriente e i lavoratori e i giovani di tutto il mondo che scendono in piazza a sostegno del popolo palestinese, a sostegno della sua straordinaria resistenza, della sua lotta secolare per l’autodeterminazione, ponendo fine alla macchina sionista e occidentale di oppressione in Palestina. Noi sosteniamo la resistenza palestinese, nonostante le nostre critiche alle prospettive politiche e ideologiche delle forze islamiste. Oggi più che mai la Palestina è la patria degli oppressi di tutto il mondo!
Tutti gli Stati, tutti i governi, sono espressione di borghesie affaristiche legate alle grandi potenze imperialiste, ai monopoli capitalisti, al sistema finanziario internazionale, e sono parte integrante del sistema sociale che produce la guerra; nessuno di loro può esserci alleato nella guerra alla guerra [alle guerre del capitale]. Il declino della superpotenza americana di fronte all’emergere di nuove medie e grandi potenze, il passaggio da un (dis)ordine mondiale dominato dagli Stati Uniti a un “mondo multipolare” non può portare all’equilibrio e alla pace, ma – come già stiamo vedendo – a crescenti squilibri, tensioni e nuove guerre. Guerre che, nella loro essenza, sono guerre per la spartizione dei frutti dello sfruttamento della grande maggioranza della società da parte di una piccola minoranza.
Il nostro campo non è il campo degli Stati borghesi, è il campo delle classi sfruttate e oppresse, dei lavoratori, del proletariato internazionale, l’unica classe che ha interesse e ha la forza – se si organizza – di porre fine alle guerre che i suoi sfruttatori conducono sulla sua pelle. Superato il punto più basso del movimento rivoluzionario, è necessario che le organizzazioni che si pongono sul terreno del disfattismo rivoluzionario contro le guerre del capitale, sul terreno di un coerente internazionalismo proletario, si uniscano in iniziative comuni. Il momento è adesso, prima che sia troppo tardi!
Il passato conta, ma saremo giudicati dalla nostra capacità di affrontare le sfide del nostro periodo storico.
Sabato 24 febbraio 2024, secondo anniversario della guerra in Ucraina, uniamo le forze in una giornata internazionale di protesta e di lotta contro le guerre del capitale!
- contro entrambi gli schieramenti in guerra in Ucraina, per il disfattismo rivoluzionario: “il nemico è in casa nostra”!
- a fianco della lotta di liberazione del popolo palestinese contro l’oppressione e la discriminazione nazionale, razziale e religiosa dello Stato imperialista-sionista di Israele,
- per una società senza sfruttamento e guerre, in armonia tra uomo e natura.
Proletari di tutti i Paesi, uniamoci!
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Call for a day of international mobilization against the wars of capital
In a historical phase in which the contradictions of global capitalism are intensifying, from Ukraine to Palestine, from Sudan to the Congo, imperialist states increasingly resort to war and the massacre of human beings. By doing so, they want to violently ‘resolve’ conflicts of interest between their capitalist monopolies, or renew their colonial and neocolonial domination over oppressed peoples.
The workers, the proletarians called upon to slaughter one another to decide who will exploit them, must declare war on the wars of capital and organise themselves to overthrow capitalist domination of the world.
With the ongoing war in Ukraine, on the European continent, for the first time since the Second World War, two alignments of great capitalist powers are openly clashing: Russia on the one hand (with partial support from China and several emerging powers), and NATO (US and European powers) on the other, supplying the military materiel, with Ukraine providing the cannon fodder. After almost two years and more than 500,000 casualties and 10 million displaced people, 6.2 million of whom have emigrated, the slaughter continues with the risk of escalation, which, combined with global rivalries, makes World War III a real catastrophic possibility, for which all powers are preparing with a generalised arms race.
In the face of this war that is imperialist on both sides, as in the face of the outbreak of World War I, some of the currents of the anti-capitalist left have split between supporters of one or the other of the two warring camps. Which talk of ‘self-determination’ of Ukraine when the fierce dispute between two wings of the national bourgeoisie has plunged this country into the tragic path of war and, with Zelensky, of complete submission to western imperialism? Which war against ‘Nazism’ on the part of Russia, when Putin and his entourage, who want to revive the tsarist empire, are supported by Russian Nazis and in turn support far-right organisations throughout Europe?
Against both camps of clashing powers, let us raise the banner of Karl Liebknecht and Rosa Luxemburg, to give substance to the proletarian opposition to both war fronts: “the main enemy is at home!”.
In the Middle East, Israel’s heinous colonial and annihilation war against the Palestinians of Gaza, with the massacre to date of 32,000 civilians, mostly children and women, the displacement and imminent starvation of more than two million people, the systematic destruction of homes, public buildings, hospitals, and basic infrastructure, together with the fascist attacks by settlers and the army on the Palestinians in the West Bank. It proofs the support of the western powers to the Zionist state, their outpost in the Middle East; and the complicity of the other big powers and regional powers, unwilling to sacrifice their own affairs to the Palestinian cause. The only allies of the Palestinian people are the proletarians of the Middle East and the workers and youth around the world who are taking to the streets in support of the Palestinian people, in support of their extraordinary resistance, their century-long struggle for self-determination by putting an end to the Zionist and Western machine of oppression in Palestine. We support the Palestinian resistance, despite our criticism of the political and ideological alternatives of the Islamist forces. Today, more than ever, Palestine is the home of the oppressed!
All states, all governments, are expressions of profiteering bourgeoisies linked to the major imperialist powers, to the capitalist monopolies, to the international financial system, and are part and parcel of the social system that produces war; none of them can be allies in the war on war. The decline of the American superpower in the face of the emergence of new medium and great powers, the transition from a US-dominated world (dis)order to a ‘multipolar world’ cannot bring about equilibrium and peace, but – as we are already seeing – growing imbalances, tensions and new wars. Wars which, in their essence, are wars for the sharing out of the fruits of the exploitation of the vast majority of society by a small minority.
Our camp is not the camp of the bourgeois states, it is the camp of the exploited and oppressed classes, of the workers, of the international proletariat, the only class that has an interest, and has the strength – if it organises itself – to put an end to the wars that its exploiters wage at its expense. After the low point of the revolutionary movement has been passed, it is necessary for the organisations that stand on the ground of revolutionary defeatism against the wars of capital, on the ground of coherent proletarian internationalism, to come together in common initiatives. The time is now, before it is too late!
The past matters, but we will be judged from our ability to meet the challenges of our historical period head-on.
On Saturday 24 February 2024, the second anniversary of the war in Ukraine, let us join forces in an international day of protest and struggle against the wars of capital!
- against both warring parties in Ukraine, for revolutionary defeatism – “the enemy is at home!”
- on the side of the liberation struggle of the Palestinian people against the national, racial, religious oppression and discrimination of the imperialist-zionist state Israel
- for a society without exploitation and war, of harmony between man and nature.
Proletarians of all countries, let’s unite!
