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Il genocidio in Palestina e le risposte reazionarie delle principali organizzazioni per la salute mentale – Judith Deutsch (italiano – inglese)

Dai siti Counterpunch e The Bullet riprendiamo questo testo che è insieme una denuncia e una personale testimonianza della viltà e della connivenza con l’azione genocida di Israele delle principali organizzazioni che si occupano di salute mentale d’oltre-Atlantico (Canada e Stati Uniti), israeliane e occidentali in genere. L’autrice, di cui abbiamo altra volta pubblicato un testo, è una psicanalista ebrea anti-sionista, di fede pacifista (vera).

La sua denuncia-testimonianza è intrecciata con una polemica aperta in difesa della psicanalisi freudiana, della sua capacità analitica, scientifica e terapeutica, su cui abbiamo più di una riserva che si muove sul tracciato della critica di impianto materialista a Freud formulata da M. Schneider (pur riconoscendo, su un altro piano, che Freud non si fece arruolare nel movimento sionista criticandone prudentemente l’obiettivo di occupare la Palestina). Del resto, la stessa Deutsch deve ammettere di essere rimasta isolata, nel difendere la sua encomiabile posizione politica all’interno della sua stessa “organizzazione psicoanalitica” (immaginiamo omogenea alle sue posizioni in fatto di paradigmi scientifici). Ma per noi l’essenziale del testo non è questa polemica interna al campo delle differenti scuole di psicanalisi, è la denuncia della viltà generalizzata degli “esperti” di salute mentale occidentali, del loro arruolamento a difesa delle pratiche genocidarie del sionismo e dell’ultra-sionismone sappiamo qualcosa anche in Italia.

Grazie alla compagna Giulia per la sua traduzione. (Red.)

Genocidio in Palestina: le risposte reazionarie delle principali organizzazioni di salute mentale

Uh, uh, uh!

Perché un cane, un cavallo, un topo dovrebbero avere la vita,

e tu più non respiri? Più non verrai,

mai, mai, mai, mai, mai.

— Re Lear alla morte di sua figlia. Shakespeare

In questo momento a Gaza, almeno il 40% delle vittime sono bambini palestinesi. Israele giustifica questa atrocità con l’uccisione di futuri terroristi, compresi i feti. Com’è possibile?

Sono una psicoanalista/psicoterapeuta e sono indignata dal fatto che le organizzazioni che rappresentano il mio settore (psichiatri, psicologi, psicoanalisti, psicoterapeuti, assistenti sociali) rimangano silenziose, cieche o del tutto insensibili a questa realtà. Pochi di loro firmano dichiarazioni di protesta contro il genocidio o l’assedio, o chiedono un cessate il fuoco. Le proteste di milioni di persone comuni in tutto il mondo definiscono un genocidio [le operazioni militari israeliane in corso] e chiedono il cessate il fuoco e la fine dell’assedio. Giungono prese di posizione individuali da migliaia di medici e operatori sanitari e da organizzazioni di giornalisti, economisti, sindacati, scrittori, artisti, accademici ed ebrei. Qui a Toronto ho protestato contro le orribili aggressioni di Israele nel 2006, 2009, 2012, 2014, 2018, 2023 e non ho mai visto così tanti ebrei protestare, molti dei quali indossavano magliette con la scritta “Stop al genocidio”.

Freud, i freudiani, pongono al centro la capacità della maturità di distinguere la fantasia dall’illusione. La lettera di Freud al B’nai Brith 1929 spiega perché si rifiutò di firmare una petizione a sostegno dell’agenzia ebraica quando 116 palestinesi e 133 ebrei furono uccisi negli scontri a Gerusalemme: “Mi sarebbe sembrato più sensato stabilire una patria ebraica su una terra meno gravata dalla storia. Ma so che un tale punto di vista razionale non avrebbe mai ottenuto l’entusiasmo delle masse e il sostegno finanziario dei ricchi. Ammetto con rammarico che il fanatismo infondato del nostro popolo è in parte responsabile del risveglio della diffidenza araba. Non riesco a provare alcuna simpatia per la devozione mal indirizzata che trasforma un pezzo di muro di Erode in reliquia nazionale, offendendo così i sentimenti dei nativi”. Freud vedeva il fanatismo, capiva la diffidenza degli arabi e considerava i palestinesi come il popolo nativo (diversamente dalla rappresentazione della Palestina come una “terra senza popolo” propria di Golda Meir).

Anna Freud, una delle prime psicoanaliste dell’infanzia, ha scritto nel 1973 sulla totale noncuranza dello Stato israeliano e sulla sua collusione nell’uccisione di bambini, mentre in modo pregiudiziale vengono allontanati dalle loro case i bambini discriminati razzialmente e impoveriti per motivi di presunto abbandono.

Fatti bambini uccisi:

15 novembre 2023 – secondo dati ONU 4.506 bambini gazawi uccisi (+morti in incubatrice, bambini sepolti sotto le macerie). Nessun dato israeliano sui bambini israeliani uccisi.

2021 Guerra israeliana – 67 bambini gazawi uccisi e 2 bambini israeliani.

Guerra israeliana del 2014 – 582 bambini gazawi uccisi e 1 bambino israeliano.

2009 Guerra israeliana – 345 bambini palestinesi uccisi, 0 israeliani.

2006 Guerra israeliana – 56 bambini gazawi uccisi da missili ad alta precisione, 0 israeliani.

In occasione di precedenti veglie e proteste, ho assistito a contromanifestazioni da parte di membri della Lega di Difesa Ebraica Kahanista, che spesso facevano gesti osceni, simili agli Hells’ Angels. In una veglia a Toronto, dopo l’uccisione delle tre figlie di un medico palestinese durante l’operazione Piombo Fuso del 2009, un gruppo di giovani ebrei ha tenuto una contro-manifestazione cantando e ballando. I nostri Stati nazionali terroristi: Biden ha depennato l’organizzazione kahanista dalla lista dei terroristi compilata dagli Stati Uniti, e Israele ha classificato Defense for Children International come organizzazione terroristica.

Situazione attuale: al 14 novembre, Israele ha identificato 839 persone uccise il 7 ottobre (dati originali 1400). Al 10 novembre, le vittime rilevate da OCHA (ONU) a Gaza erano 11.078, di cui 4.506 bambini e 3.027 donne. Circa altre 2.700 persone, tra cui circa 1.500 bambini, risultano disperse e potrebbero essere intrappolate o morte sotto le macerie, in attesa di essere salvate o ritrovate.

204 operatori sanitari sono stati uccisi da bombardamenti e attacchi aerei israeliani. Inoltre, molti altri operatori sanitari sono stati feriti o sono rimasti sotto le macerie. Sono stati uccisi almeno 101 operatori dell’agenzia Onu UNRWA, cifra che supera le perdite di qualsiasi periodo comparabile nella storia di questa organizzazione. Israele sta conducendo una campagna di bombardamenti che prende di mira ospedali e altre strutture sanitarie in Palestina. Almeno 20 dei 35 ospedali di Gaza e 120 cliniche sono completamente inutilizzabili a causa di questi bombardamenti aerei indiscriminati, a cui si aggiunge il blocco prolungato delle forniture mediche, dell’acqua, dell’elettricità e del carburante. Si tratta di una violazione della 4a Convenzione di Ginevra e di una punizione collettiva illegale contro Gaza.

Gli ospedali Al-Shifa e Al-Quds sono stati chiusi mentre il sistema sanitario di Gaza collassa sotto gli incessanti bombardamenti e blocchi israeliani. Almeno sei neonati prematuri e altri nove pazienti sono morti ad Al-Shifa a causa della carenza di elettricità. Le foto mostrano bambini prematuri tolti dalle incubatrici e adagiati assieme su un letto per tenerli caldi, mentre gli ultimi operatori ospedalieri rimasti sono costretti a ricorrere a misure disperate. Il personale medico afferma che le forze israeliane hanno circondato gli ospedali e sparato contro i pazienti, costringendo centinaia di altri a scendere in strada. Medici e funzionari del Ministero della Sanità palestinese hanno chiesto agli organismi internazionali di consentire l’evacuazione e il trattamento sicuro dei pazienti. Il 15 novembre, l’IDF (l’esercito israeliano) aveva ucciso quasi 200 operatori sanitari a Gaza.

Notizie di oggi: “Migliaia di persone, compresi dei pazienti, sono intrappolate nel più grande ospedale di Gaza mentre è in corso il mortale assedio israeliano, con cadaveri decomposti sepolti in una fossa comune nell’area dell’ospedale”. Nell’ospedale ci sono anche 36 neonati prematuri che sono stati recentemente tolti dalle loro incubatrici perché la stazione che forniva loro ossigeno è stata distrutta dai bombardamenti israeliani.

Ed ora ecco le dichiarazioni infondate, equivalenti a illusioni, delle principali organizzazioni di salute mentale:

Associazione Psicoanalitica Internazionale (API): “API condanna il massiccio attacco senza precedenti contro territori civili in Israele e contro centinaia di persone inermi – lanciato dal gruppo terroristico Hamas. Almeno 2.000 persone sono state ferite, più di 600 sono state uccise, e c’è un numero incalcolabile di ostaggi – uomini, donne e bambini – che sono stati rapiti dalle loro case e sono ancora trattenuti da Hamas. Questo brutale attacco a persone inermi ricorda i momenti più bui della storia umana, quando la divisione [in buoni e cattivi] e la contrapposizione [Hamas vede tutti gli ebrei come malvagi] diventano così estreme da portare a una completa demonizzazione delle popolazioni civili come appartenenti all’”altro, il cattivo”. È il libero sfogo dell’istinto di morte che provoca gravi danni agli innocenti, incurante delle norme morali o di altri impulsi di bilanciamento psicologico”. Quando Freud, nel suo ultimo lavoro, ipotizzò un istinto di morte, scrisse che non esiste nessuna “cultura pura” dell’aggressività/violenza. [Riferimenti su Hamas]

Le organizzazioni psicoanalitiche israeliane: “Chiediamo la solidarietà con la nostra situazione per l’immediato rilascio degli ostaggi (neonati, lattanti, bambini, adulti e sopravvissuti all’olocausto, di età compresa tra i 9 mesi e gli 89 anni) detenuti a Gaza da Hamas, e la condanna delle atrocità e dei crimini contro l’umanità che Hamas ha scatenato il 7 ottobre e continua a scatenare, utilizzando civili innocenti come scudi umani. Ci auguriamo che la condividiate con le Società Psicoanalitiche del Nord America… Inviamo questa dichiarazione a tutte le società API. Siete la nostra famiglia psicoanalitica, nei momenti di sconforto è a voi che ci rivolgiamo. Siamo inoltre profondamente angosciati e sensibili all’ondata di antisemitismo senza precedenti che l’attacco di Hamas e la conseguente azione di difesa di Israele hanno scatenato in Europa e negli Stati Uniti. Firmato a nome della Israel Psychoanalytic Society”.

L’Associazione Psichiatrica Americana condanna i recenti attacchi terroristici contro Israele: “Civili innocenti non dovrebbero mai sopportare la violenza e il caos che si sono verificati lo scorso fine settimana. APA tramette il proprio sostegno a tutte le persone colpite in Israele e nel mondo. Piangiamo le vittime e chiediamo l’immediata restituzione di tutti gli ostaggi alle loro famiglie. La portata di questo atto terroristico e il danno che sta causando sono incommensurabili. L’antisemitismo e tutte le forme di pregiudizio e di odio sono inaccettabili e noi siamo al fianco del popolo ebraico, ora e sempre. Le efferatezze di Hamas devono cessare. Speriamo fermamente che un giorno si possa vedere la pace tra israeliani e palestinesi e la fine della violenza in Medio Oriente. A coloro che sono stati colpiti direttamente e a coloro che sono stati toccati profondamente in tutto il mondo, ricordiamo che questi eventi terribili possono influire sulla loro salute mentale.”

L’Associazione americana di psicologia: “Come risposta alla violenza, alla perdita di vite umane e ai traumi causati dal conflitto in corso a Gaza e in Israele, APA esprime la sua profonda preoccupazione per tutti gli israeliani, i palestinesi e le persone di altri paesi che sono stati colpiti. APA chiede di dare la massima priorità agli aiuti alle persone più vulnerabili della regione. Infine, pur sostenendo il diritto di protesta sancito dal primo emendamento, condanniamo antisemitismo e islamofobia in tutte le forme. Coloro che subiscono le conseguenze di questa tragedia sulla salute mentale possono trovare qui delle risorse”. Si noti il silenzio di APA, la sua condiscendenza e complicità con la tortura e la campagna diffamatoria contro la psicoanalista palestinese Lara Sheehi. [Questo paragrafo è presente in Socialist project, 21.11.’23, non è invece riportato su Counterpunch, 17.11.’23 – ndt]

Molte reazioni appaiono del tutto inadeguate alla realtà del genocidio.

Il Centro Anna Freud: “Le risorse specialistiche di supporto online possono contribuire ad assistere gli adulti nel loro sostegno ai bambini e ai giovani colpiti. L’UK Trauma Council, con un progetto di Anna Freud, ha messo a punto risorse gratuite basate su dati di fatto per sostenere le scuole, gli istituti e gli operatori che si occupano di bambini e giovani traumatizzati; tali risorse sono accessibili online. Il Trauma Council del Regno Unito sta attualmente producendo una serie di risorse gratuite per sostenere gli adulti che operano con bambini e giovani direttamente colpiti da guerre e conflitti. Tali risorse saranno rese disponibili nelle prossime settimane”.

Odiosa immoralità: circa 90 medici israeliani hanno chiesto all’esercito israeliano di bombardare gli ospedali di Gaza, sostenendo che “i residenti di Gaza” hanno “provocato il loro stesso sterminio” permettendo che gli ospedali diventassero “nidi di terroristi”.

Il giornalista israeliano di destra Amit Segal ha condiviso una lettera di 45 influenti rabbini israeliani (elenco iniziale) ai leader israeliani in cui si afferma esplicitamente il diritto dello Stato di bombardare l’ospedale Al-Shifa’ di Gaza – il principale ospedale della striscia.

Dissensi degni di nota: La rinomata psicoanalista Hanna Segal ha contribuito a fondare una ONG per la protezione dei palestinesi (Hamoked). È autrice dell’articolo “Il silenzio è il vero crimine“. La psicoanalista israeliana Ruchama Marton ha fondato Medici per i Diritti Umani/Israele. La rete di salute mentale palestinese negli Stati Uniti e nel Regno Unito: La bancarotta morale della psicoanalisi. “I concetti psicoanalitici sono stati strumentalizzati per rafforzare la demonizzazione di Hamas da parte di API, affermando che la sua operazione rappresentava “la liberazione sfrenata dell’istinto di morte per causare danno agli innocenti senza riguardo per gli standard morali o altre forze di equilibrio psicologico”. Ci chiediamo se la superficialità di questa posizione, strettamente allineata alla posizione assunta da tutti i governi occidentali per mobilitare e giustificare la sanguinosa risposta di Israele, non violi l’etica morale e professionale. Il Presidente di Israele ha negato che a Gaza ci fossero persone innocenti; il Ministro della Difesa Yoav Gallan ha descritto i palestinesi come “animali umani”. Questi sentimenti sono stati riproposti a tutti gli strati sociali, fomentando dolore e rabbia nell’opinione pubblica ebraica israeliana per alimentare una frenesia di vendetta, con ripetuti appelli a demolire Gaza e sterminare la sua popolazione. …a nome delle principali associazioni psicoanalitiche e junghiane, questa lettera descriveva l’operazione di Hamas come “una violenta eruzione vulcanica, la terra ha scatenato la massima esplosione del male”. Si veda anche la Clinica Rossa “Psicoanalisi in solidarietà con Gaza”.

Voglio riportare qui l’esperienza avuta con la mia organizzazione psicoanalitica. Nel 2009, insieme a un medico ebreo e a un terapeuta palestinese, ho scritto una petizione di professionisti della salute in risposta all’operazione Piombo Fuso, che ha visto il Canada come unico Paese del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite votare contro il cessate il fuoco. Abbiamo documentato gli orribili effetti sulla salute dell’assedio, della distruzione delle infrastrutture, dell’utilizzo di armi proibite, tra cui il fosforo bianco, gli esplosivi metallici inerti densi (DIME), i proiettili Flechette, e dell’attacco alle scuole di UNRWA. Ho inviato la dichiarazione a tutti i membri del Toronto Institute. Un suo eminente membro ha subito risposto scritto che la lettera era “incendiaria” e non “equilibrata”; ne è seguita un’ondata di indignazione perché avrei utilizzato in modo inappropriato l’elenco dei membri, che era solo per questioni della Società. Il presidente ha inviato la seguente e-mail: “Questa e-mail parla di un partito!”. Nessun socio ha firmato la dichiarazione, anche se molti mi hanno espresso sottovoce il loro stupore per la reazione.

Ho nuovamente inviato una dichiarazione sulla situazione attuale e diversi analisti mi hanno scritto per esprimere il loro shock per le azioni di Israele.

Posso capire che ci sono molte ragioni per cui una persona tace, anche di fronte alla conoscenza di fatti incontrovertibili. Sono in netto disaccordo con le generalizzazioni sulla “natura umana”, compresa la personalità autoritaria teorizzata da Adorno o l’estensione della patologia di Eichman ad altri genocidi fatta dalla Arendt. Le persone sono tra loro tutte diverse e i comportamenti di gruppo restano poco conosciuti. Ci sono molte ricerche eccellenti sulla complessità storica e psicologica [dei comportamenti di gruppo].

È anche molto inquietante che non sono conosciuti o non vengono utilizzati numerosi elementi di conoscenza provenienti da terapeuti freudiani, dal lavoro di ricerca riguardanti l’attaccamento e l’infanzia, da attenti studi storici di altre situazioni estreme che hanno portato al genocidio. Penso che esista una sorta di egemonia di alcuni assunti psicologici: il riduzionismo biologico deterministico, le misurazioni quantificabili o la soggettività postmoderna. Al contrario, la psicologia freudiana (non le scuole separate come quella lacaniana o relazionale) presuppone una capacità maturativa di percezione della realtà, un senso costante della realtà altrui, una capacità di percepire il senso di colpa e l’ambivalenza.

Freud ha descritto le caratteristiche del pensiero nei sogni e nella prima infanzia: non distinguere l’umano dal non umano (serpenti, insetti), non distinguere l’animato dall’inanimato (gli esseri umani come elementi), o non percepire nulla (l’uccisione per terra bruciata è chiamata tagliare il prato). Le parole sono equivalenti alle cose, o hanno il potere magico di distruggere (ad esempio, il BDS), o sono interpretate per significare il loro contrario. Le parole e i loro significati vengono confusi e combinati: ad esempio, la Palestina viene confusa con gli antichi Filistei, eterni nemici degli ebrei. Ci sono intuizioni valide sul senso di colpa, come quando il senso di colpa per un crimine minore offusca un crimine più grande: l’apartheid e il colonialismo dei coloni non includono il crimine maggiore del genocidio.

Per i bambini palestinesi e i loro cari uccisi dall’”esercito più morale” [del mondo], “la luce sulle nazioni”, una cultura che espia solo un giorno all’anno.

La maestà e l’ardere della morte della bambina

Non ucciderò

L’umanità della sua dipartita con una verità mortalmente seria

Né bestemmierò per le stazioni del respiro

Con l’ennesima

Elegia di innocenza e gioventù.– Dylan Thomas

Le tenebre scendono ancora; ma adesso io so

che venti secoli di sonno pietroso

Furono turbati fino all’incubo dal dondolar di una culla.

E quale mai informe animale, giunta finalmente la sua ora,

Si avvicina a Betlemme per nascere? – W. B. Yeats

Fuor della culla che dondola senza posa,

Fuor della gola – spola musicale – dell’uccello

motteggiatore,

Fuor della mezzanotte del nono mese,

Sulle sabbie sterili e sui campi al di là da esse,

dove il fanciullo lasciando il letto, vagava solitario,

nudo il capo, nudo i piedi;

Sotto allo spiovente alone…

morte, morte, morte, morte. – Walt Whitman

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