Un blog per chi ama la lotta e sogna la rivoluzione

Risoluzioni internazionali su Cuba, FATE, Vanina Biasi, Global Sumud Flotilla, e la repressione in Turchia e Azerbaijan

Pubblichiamo qui di seguito, a cominciare da quella contro l’embargo statunitense a Cuba, una serie di risoluzioni congiunte adottate negli scorsi giorni da Tendenza internazionalista rivoluzionaria, Partido Obrero (Argentina), Liberazione comunista (Grecia), SEP (Partito socialista dei lavoratori) della Turchia, Socialist Workers Party (Regno Unito) e da altre organizzazioni internazionaliste di Cile, Messico e Stati Uniti. (Red.)

No al blocco statunitense contro Cuba!

Trump ha preso di mira Cuba nell’ambito della sua più ampia offensiva volta a consolidare il dominio della Casa Bianca sull’America Latina. Si tratta di un tentativo di spezzare il popolo cubano attraverso il soffocamento economico. La misura sta innescando una crisi umanitaria, con interruzioni di corrente quotidiane e di massa e mancanza di accesso all’energia e ai trasporti.
I governi regionali, sia di destra che di centrosinistra, come quello di Lula in Brasile o quello di Sheinbaum in Messico, sono stati complici di questa situazione, cedendo all’imposizione del blocco petrolifero e alle estorsioni degli Stati Uniti.
L’offensiva contro Cuba, il Venezuela e tutta l’America Latina deve essere contrastata attraverso la mobilitazione dei lavoratori e dei popoli della regione [e di tutto il mondo].
Abbasso l’imperialismo. Abbasso il blocco contro Cuba. Per l’unità socialista dell’America Latina.

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Risoluzione sulla nuova Global Sumud Flotilla

Salutiamo l’iniziativa della Global Sumud Flotilla di organizzare una nuova flotta internazionale per rompere il blocco della Striscia di Gaza, portando aiuti umanitari e un messaggio di solidarietà al popolo palestinese nella sua lotta contro il genocidio e l’occupazione.

Come organizzazioni e movimenti internazionalisti, rivoluzionari e anticapitalisti di tutto il mondo, uniamo le nostre voci a quelle dei milioni di persone che si stanno mobilitando in solidarietà con la Palestina. Grazie anche all’ultima Global Sumud Flotilla, il movimento per la Palestina in alcuni paesi è cresciuto, raggiungendo un significativo balzo in avanti sia in termini di qualità che di portata. Scioperi generali in Italia, Grecia e Spagna, blocchi di porti e ferrovie, soprattutto in Italia, imponenti manifestazioni di piazza, mobilitazioni studentesche contro la ricerca bellica nelle università, proteste nelle località turistiche greche contro i membri delle Forze di Difesa Israeliane, dimostrano la portata che questa causa ha attratto.

Ci rifiutiamo di rimanere in silenzio di fronte alla guerra, all’occupazione e al genocidio imposti dallo Stato israeliano. Condanniamo l’ipocrisia dei governi occidentali che proclamano valori umanitari mentre continuano ad armare e finanziare il genocidio e l’occupazione. Gli Stati Uniti, la NATO e l’UE hanno la responsabilità diretta di ogni vita palestinese perduta.

Insieme al movimento di solidarietà internazionale, dobbiamo intensificare la nostra lotta attraverso scioperi, occupazioni e azioni collettive nei luoghi di lavoro e negli istituti scolastici. Chiediamo la cessazione immediata di ogni cooperazione militare ed economica tra i governi e lo Stato israeliano. Il denaro speso per i preparativi bellici e la cooperazione con l’esercito di occupazione rende i governi complici di questi crimini. Le risorse pubbliche devono essere destinate a scuole, ospedali e bisogni sociali, non ad armamenti e guerra.

Rompiamo l’assedio di Gaza ora!

La lotta continua fino alla liberazione!

Ritiro immediato e incondizionato dell’esercito sionista da Gaza e dei coloni dalla Cisgiordania!

Blocchiamo la fornitura di armi e merci a Israele; boicottiamo le imprese israeliane! Rompiamo ogni relazione con lo Stato sionista!

Per la liberazione della Palestina dal fiume al mare!

Per l’unità rivoluzionaria dei popoli del Medio Oriente, liberi dal dominio capitalista e imperialista!

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Risoluzione sull’occupazione dello stabilimento FATE a Buenos Aires

No alla chiusura di FATE Argentina! Reintegro dei 920 lavoratori licenziati

I 920 lavoratori dello stabilimento di pneumatici FATE in Argentina, di proprietà del gruppo miliardario Madanes Quintanilla, stanno resistendo rimanendo nei locali dove si sta attuando la decisione illegale e fraudolenta della direzione di chiudere l’iconico stabilimento industriale, attivo da 86 anni.

FATE è uno dei principali impianti industriali del paese a chiudere nel contesto della crisi industriale causata dalle politiche economiche ultraliberali, pro-imperialiste e anti-proletarie del governo di Javier Milei, che hanno già portato alla chiusura di 22.000 aziende.

I lavoratori e il Sutna, il loro sindacato combattivo e orientato alla lotta di classe, denunciano che i magazzini FATE dispongono di tutte le forniture necessarie per riavviare immediatamente la produzione. Durante le vacanze estive (da gennaio a marzo), è stata effettuata la chiusura tecnica e la manutenzione dei macchinari. Per i motivi sopra esposti, la chiusura dello stabilimento costituisce un abuso da parte dell’impresa. 

Sutna ha avviato un piano d’azione, rimanendo in fabbrica e chiedendo la riapertura dello stabilimento, la ripresa dell’attività produttiva e il reintegro di tutti i lavoratori.

Per tutte queste ragioni, dichiariamo la nostra solidarietà con la lotta dei lavoratori di FATE e invitiamo i lavoratori di tutto il mondo a mostrare la loro solidarietà con la loro giusta lotta.

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Assoluzione per Vanina Biasi. No alla persecuzione di chi denuncia il genocidio di Gaza.

Attraverso una frode legale e una persecuzione politica orchestrata dal sionismo, accompagnata da una campagna diffamatoria sui media asserviti al potere, lo Stato argentino sta perseguitando e cercando di condannare le critiche di Vanina Biasi al genocidio del popolo palestinese perpetrato dallo Stato di Israele, classificandole come crimine discriminatorio di antisemitismo.

Pochi giorni fa, la Corte Suprema argentina ha respinto il ricorso presentato da Vanina Biasi, proprio mentre il presidente argentino Milei si preparava a recarsi a Tel Aviv per dimostrare il proprio sostegno alla guerra imperialista contro l’Iran, ai bombardamenti del Libano e al genocidio di Gaza.

La persecuzione della leader del Partido Obrero e membro dell’Assemblea cittadina di Buenos Aires per il Fronte di Sinistra mira a equiparare l’antisionismo all’antisemitismo. Per aver affermato su Twitter che “lo Stato sionista è nazista nelle sue pratiche e nella sua ideologia”, o che “il sionismo è genocidio, il sionismo è apartheid”, il giudice Daniel Rafecas l’ha accusata di “incitamento alla persecuzione o all’odio contro la comunità ebraica”.

Vanina ha presentato un elenco di 50 testimoni, tra cui personalità di spicco a livello nazionale e internazionale, come storici, giornalisti, avvocati per i diritti umani e figure di spicco nella lotta contro il genocidio, molti dei quali, ovviamente, appartenenti alla comunità ebraica. Un forum internazionale contro la repressione, tenutosi nell’aprile 2025, così come numerosi organismi deliberativi internazionali e nazionali, si sono espressi a sostegno di Vanina Biasi. Facciamo appello a tutti i lavoratori del mondo affinché alzino la voce e uniscano la loro lotta a quella di coloro che denunciano e combattono il genocidio in tutto il mondo.

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Risoluzioni riguardanti la Turchia e l’Azerbaijan

• Porre fine alla repressione di socialisti, attivisti ambientalisti, sindacalisti militanti e giornalisti dell’opposizione in Turchia! Libertà per tutti i prigionieri politici!

• Sosteniamo la lotta degli insegnanti che hanno risposto con uno sciopero contro i due massacri consecutivi nelle scuole, difendendo l’istruzione e la sicurezza dei bambini in Turchia!

• Condanniamo il procedimento giudiziario fabbricato ad arte per criminalizzare il Partito Socialista dei Lavoratori in Turchia. Basta con la repressione!

• Libertà immediata per tutti i dissidenti in Azerbaigian, in particolare per Ahmad Mammadli e Afiaddin Mammadov, condannati a pene detentive brutali dal regime di Aliyev per la loro attività sindacale e giornalistica!

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Resolution on the new Global Sumud Flotilla 

We salute the Global Sumud Flotilla initiative to organize a new international fleet to break the  blockade of the Gaza Strip, delivering humanitarian aid and a message of solidarity with the Palestinian people in their struggle against genocide and occupation.

As internationalist, revolutionary , anti-capitalist organizations and movements  across the world, we  join our voices with the millions of people  mobilizing in solidarity with Palestine. Thanks in part to the last  Global Sumud Flotilla, the pro-Palestine movement in some countries has grown, reaching a significant leap in both quality and scale.  General strikes in Italy, Greece, and Spain, blockades in ports and railways especially  in Italy, massive street demonstrations, student mobilizations against the warlike research in universities, protests in Greek resorts against IDF members,  illustrate the massiveness that this cause has attracted.  

We refuse to remain silent in the face of war, occupation, genocide,  imposed by the Israeli state. We condemn the hypocrisy of Western governments that proclaim humanitarian values while continuing to arm and finance genocide and occupation. The US,  NATO and the EU bear direct responsibility for every Palestinian life lost.

Together with the international solidarity movement, we must escalate our struggle through strikes, occupations, and collective action in workplaces and educational institutions. We demand an immediate end to all military and economic cooperation between the  governments and the Israeli state. The money spent on war preperation and  co-operation with the occupation army makes the governments partners in these crimes. Public resources must be directed toward schools, hospitals, and social needs — not toward armaments and war.

Break the siege of Gaza now.

The struggle continues until liberation

Immediate and unconditional withdrawal of the Zionist army from Gaza and of settlers from the West Bank!

Let’s block the supply of weapons and goods to Israel; let’s boycott Israeli businesses! Break all relations with the Zionist State!
Free Palestine from the river to the sea!

For the revolutionary unity of the peoples of the Middle East, free from capitalist and imperialist domination!

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Resolution on the continuing occupation of the Fate factory in Buenos Aires

No to the closure of FATE Argentina! For the reinstatement of the 920 dismissed workers

The 920 workers at the FATE tire factory in Argentina, owned by the national capital group Madanes Quintanilla, are resisting by remaining on the premises where the illegal and fraudulent decision by management to close the iconic 86-year-old industrial factory is being implemented.

FATE is one of the country’s major industrial plants to close in the context of the industrial crisis caused by the ultra-liberal, pro-imperialist, and anti-worker economic policies of Javier Milei’s government, which has already led to the closure of 22,000 companies.

The workers and the Sutna, their class-struggle oriented and combative union, denounce that the FATE warehouses have all the supplies needed to start production immediately. During the summer holidays (January to March), the technical shutdown and maintenance of the machinery was carried out. For the reasons stated, the closure of the plant is an act of employer abuse.

Sutna is engaged in a plan of action, remaining at the factory and demanding the reopening of the plant, the resumption of its production activity, and the reinstatement of all workers.

For all these reasons, we declare our solidarity with the struggle of the FATE workers and call on workers around the world to show their solidarity with their just struggle.

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No to the US blockade of Cuba

Trump has set his sights on Cuba as part of his broader offensive to consolidate the White House’s dominance over Latin America. It is an attempt to break the Cuban people through economic suffocation. The measure is triggering a humanitarian crisis, with daily mass power cuts and a lack of access to energy and transport.

Regional governments, both right-wing and centre-left, such as Lula’s in Brazil or Sheinbaum’s in Mexico, have been complicit in this situation, bowing to the US fuel blockade and extortion.

The offensive against Cuba, Venezuela and the whole of Latin America must be confronted through the mobilisation of the workers and peoples of the region.

Down with imperialism. Down with the blockade against Cuba. For the socialist unity of Latin America.

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Acquittal for Vanina Biasi. No to the persecution of those who denounce the genocide in Gaza

Through a legal fraud and political persecution driven by Zionism, accompanied by a smear campaign in the media subservient to those in power, the Argentine state is persecuting and seeking to condemn Vanina Biasi’s criticism of the genocide of the Palestinian people committed by the State of Israel, classifying it as the discriminatory crime of anti-Semitism.

A few days ago, the Argentine Supreme Court dismissed an appeal lodged by Vanina Biasi in the case, at a time when Argentine President Milei is preparing to travel to Tel Aviv in a show of support for the imperialist war against Iran, the bombings of Lebanon and the genocide in Gaza.

The persecution of the Workers’ Party leader and Buenos Aires City Assembly member for the Left Front seeks to equate anti-Zionism with anti-Semitism. For stating on Twitter that “the Zionist state is Nazi in its practices and ideology”, or that “Zionism is genocide, Zionism is apartheid”, Judge Daniel Rafecas charged her with “inciting persecution or hatred against the Jewish community”.

Vanina submitted a list of 50 witnesses comprising nationally and internationally renowned figures, including historians, journalists, human rights lawyers and leading figures in the struggle against genocide, many of them, of course, from the Jewish community. An international anti-repression forum, held in April 2025, as well as numerous international and national deliberative bodies, spoke out in support of Vanina Biasi. We call on all workers across the world to raise their voices and unite their struggle with that of those who denounce and combat genocide worldwide.

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Resolutions regarding Turkey and Azerbaijan

  • End the repression of socialists, environmental activists, militant trade unionists, and opposition journalists in Turkey! Freedom for all political prisoners!
  • We support the struggle of teachers who responded with a strike against the two consecutive mass murders in schools, defending education and the safety of children in Turkey!
  • We condemn the fabricated judicial file created to criminalize the Socialist Laborers’ Party in Turkey. End the repression!
  • Immediate freedom for all dissidents in Azerbaijan, especially Ahmad Mammadli and Afiaddin Mammadov, who were sentenced to brutal prison terms by the Aliyev regime for their trade unionism and journalism!

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