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Un’altra strage di operai – Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio, CUB Trasporti, Vito Totire, Carlo Soricelli

Queste le prime prese di posizione che ci sono pervenute sulla strage di operai avvenuta questa notte alle porte di Torino. Le pubblichiamo come denunce dell’ennesimo delitto di stato e di mercato, e della vomitevole ipocrisia istituzionale, indipendentemente dalla piena condivisione o meno di esse. Una cosa è certa: bisogna prendere il toro per le corna! E spezzargliele. Gli apparati dei sindacati statizzati saranno solo di intralcio a questa reazione liberatrice, ma anche l’area dei lavoratori e delle lavoratrici più combattivi dovrebbe darsi una mossa. (Red.)

1. Un’altra strage operaia: uccisi 5 lavoratori, travolti da una motrice a Brandizzo

Stavano lavorando nel Cuneese a sostituire un tratto di binari quando, verso mezzanotte, sono stati travolti da una motrice, che gli è piombata addosso. In cinque sono morti, altri due sono gravemente feriti.

Kevin Laganà di 22 anni, Giuseppe Aversa di 49 anni, Giuseppe Servillo di 43 anni, Michael Zanera di 34, Giuseppe Lombardo di 53 anni non torneranno più a casa.

Ora si sprecheranno lacrime coccodrillesche e per pochi giorni cinque operai avranno diritto a qualche articolo sulle prime pagine dei giornali. Poi tornerà il silenzio.

Tranquilli, la strage verrà addebitata ai macchinisti della motrice: ogni volta che avviene un incidente in ferrovia, mortale o no – e ne succedono tutti i giorni anche se fa notizia solo il morto, come da anni e anni denunciano i ferrovieri – si scarica la colpa sui lavoratori. Mai su Ferrovie dello Stato.

Del resto a 14 anni dalla strage di Viareggio i familiari attendono ancora la pronuncia definitiva della Cassazione.

Mancanza di sicurezza, mancanza di coordinamento sui lavori, riduzione e sfruttamento del personale, spezzettamento degli appalti al massimo ribasso perché i bilanci di FFSS devono essere in attivo e produrre profitti. Questa è la “modernità”, la realtà del capitalismo. Andiamo sulla Luna, avremo l’Intelligenza Artificiale, ma i lavoratori, quelli che concretamente fanno le cose, continuano a morire.

I padroni fanno il loro mestiere, i politici e i sindacati venduti fanno chiacchiere, i tribunali proteggono il solo diritto davvero riconosciuto in questo paese: fare profitti.

Ormai ci mancano le parole, ma una cosa è certa: se non vogliamo più essere carne da macello, a condizioni di morte non si deve lavorare. Solo i lavoratori, organizzati, possono interrompere questa catena di sangue, nessun altro lo farà.

2. Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

Sesto S. Giovanni, 31.8.2023

3. Presa di posizione di Vito Totire, della Rete nazionale Lavoro sicuro

Ulteriore orrenda strage operaia : 5 operai massacrati sui binari

UNA STRAGE COLPOSA CON PREVISIONE O FRANCAMENTE DOLOSA?

Occorre indire immediatamente uno sciopero nazionale generale di 24 ore

Dopo lo stillicidio di omicidi sul lavoro ininterrotto e letteralmente quotidiano arriva una ennesima orrenda strage operaia ; una grave perdita per la comunità; grande il dolore , il rammarico e il senso di colpa anche “nostro” che siamo nati il 22 maggio 2022  a Modena con l’intento ed il “programma” di “arrivare il giorno prima” ; “anche noi” non ci siamo riusciti; le resistenze alla attuazione di un programma di vera prevenzione sono troppo forti; le parole di RFI , anche in questa circostanza, sono stonate; certo è il momento del lutto, del rispetto e non delle polemiche ma non si può, “il giorno dopo” , “esprimere profondo dolore” ; il sindaco del comune teatro della strage al quale ( in relazione alla sua veste di autorità sanitaria locale e di rappresentante della comunità)  abbiamo inviato le nostre condoglianze , avrebbe accennato a possibili “errori nella comunicazione” ; molto vago, si dovrà approfondire ; che in quel sito e in quel momento si concentrassero particolari fattori di rischio –in buona misura eliminabili e controllabili alla fonte- emerge dalle pur scarse cronache successive alla strage:

• Lavoro notturno : era indispensabile? Considerato che lavorare di notte, in quanto tale è fortemente rischioso a lungo termine per la salute (un rischio anche classificato come probabile cancerogeno dalla IARC ) e ancora di più per la sicurezza

• Transito notturno di vagoni: era anche questo indispensabile ? Ancora: quella “velocità” era indispensabile?

• Quali modalità di comunicazione erano in essere , hanno funzionato o non hanno funzionato per la gestione del rischio ; da diversi anni assistiamo ad una propaganda con toni da promesse messianiche circa i miracolosi contributi al benessere , anche lavorativo, che dovrebbero derivare dall’industria 4.0, dalla intelligenza artificiale, dal metaverso , dai droni, dalla robotica …abbiamo intuito da un pezzo che qui non si intravede “il sol dell’avvenire” per gli operai ma che tutto è finalizzato alla crescita dei profitti dei padroni ed è accompagnato da una sottovalutazione, se non dal disprezzo, del “fattore umano” ; “terra terra” persino due operai in più a molte e a valle dei lavori avrebbero potuto evitare la strage ? IN VERITA’ ESISTONO TECNOLOGIE GIA’ UTILIZZABILI CHE AVREBBERO EVITATO LA STRAGE SE ADOTTATE E LA CUI ADOZIONE è COMUNQUE OBBLIGATORIA

• Ovviamente il “danno” della strage va persino oltre quello già gravissimo dei 5 morti : forte è il trauma psicologico per i familiari, per i superstiti, per i compagni di lavoro, per l’intera comunità e per gli stessi macchinisti inseriti coattivamente in un meccanismo infernale sul quale non hanno potere di controllo (locus of control esterno al sé, direbbero gli psicologi sociali) il che , tutti i giorni anche quanto non si verificano stragi o morti sul lavoro, agisce come fattore di distress per i lavoratori ferroviari come hanno denunciato con i loro dieci scioperi negli ultimi mesi i coraggiosi lavoratori CMC CARGO

• Fin da Modena (22 maggio 2022) abbiamo suggerito di evitare il termine “infortunio” sul lavoro ; siamo convinti infatti che in queste circostanze non si possa evocare la categoria mentale della “mancanza di fortuna”; dietro ogni evento c’è sempre una lacuna delle misure di prevenzione, c’è un documento di valutazione del rischio lacunoso o , al limite, corretto ma non applicato ; il lavoro degli “armatoristi” non è mai stato “leggero” ; gli armatoristi , in questo caso erano anche saldatori, sono sempre stati esposti a gravi rischi, pure cancerogeni (ricordiamo la questione delle “pietre verdi” con presenza di amianto, le traversine trattate con sostanze olio di creosoto e con erbicidi/defolianti) , a temperature estreme, a posture usuranti, a fatica fisica e mentale ; a tutto questo “possiamo” aggiungere il “rischio lavoro notturno” senza neppure pause adeguate per recuperare il distress accumulato dallo sconvolgimento dei ritmi fisiologici ? Il lavoro notturno non deve essere usato per “fare in fretta” ma solo quando è assolutamente inevitabile e comunque deve essere seguito da fasi temporali adeguate di ristoro e recupero (che non sono quelle attualmente “concesse”.

A Bologna , a supporto dei lavoratori di CMC CARGO, ABBIAMO CHIESTO, ORMAI DA MESI , UN INCONTRO CON IL SERVIZIO DI VIGILANZA PER DISCUTERE SUL TEMA DELLA SICUREZZA DEGLI SCALI E DELLE COSTRITTIVITA’ INSITE NELLA ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO : ANCORA NON ABBIAMO RICEVUTO RISPOSTA …

Gli organi di vigilanza pensano di poter “gestire la vigilanza da soli” senza il contributo dei gruppi operai omogenei e dunque senza la partecipazione attiva dei lavoratori ?

QUESTA ENNESIMA , ED ANNUNCIATA, STRAGE OPERAIA ESIGE UN GRANDE IMPEGNO COLLETTIVO E UAN MOBILITAZIONE IMMEDIATA CHE DEVE PASSARE ATTRAVERSO LA CONVOCAZIONE DI UN primo SCIOPERO NAZIONALE DI almeno 24 ORE PER LA SICUREZZA E LA SALUTE DEI LAVORATORI

FACCIAMO APPELLO AI LAVORATORI , ALLE LORO ORGANIZZAZIONI , A TUTTE LE PERSONE ONESTE CHE HANNO A CUORE LA GIUSTIZIA E LA SALUTE COLLETTIVA, A REAGIRE a questa ennesima strage SENZA INDUGI

VERSIAMO LE NOSTRE LACRIME E CHIEDIAMO GIUSTIZIA PER KEVIN LAGANA’, MICHAEL ZANERA, GIUSEPPE SORVILLO, GIUSEPPE SAVERIO LOMBARDO, GIUSEPPE AVERSA;

MORTI NELLA GUERRA “NON DICHIARATA” CHE DA SEMPRE SI E’ SOVRAPPOSTA A UN MONDO DEL LAVORO CHE VOGLIAMO DIVERSO DA QUELLO CHE UNA ORGANIZZAZIONE FINALIZZATA AL MASSIMO PROFITTO RIESCE A “GARANTIRE”

Anche per rendere onore ai morti : SUBITO SCIO PERO GENERALE NAZIONALE

Vito Totire, medico del lavoro-psichiatra , RETE NAZIONALE LAVORO SICURO

Via Polese 30 40122 Bologna

vitototire@gmail.com

Bologna, 31.8.2023

4. Video di Carlo Soricelli, curatore dell’Osservatorio nazionale morti sul lavoro di Bologna

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