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Il favoloso mondo della Brexit, 9. Cresce l’abbandono scolastico dei minori, a causa della povertà

In attesa che i banditori dell’Italexit e dell’uscita dell’Italia dall’UE, che furono a suo tempo gli entusiasti fan della Brexit, battano un colpo di autocritica (in particolare i più anziani ed “esperti” in balle nazionaliste tinte di sociale tra loro quali i Cremaschi, Formenti, D. Moro, etc.), forniamo un altro po’ di materiale documentario sul favoloso mondo del Regno Unito post-Brexit, che riprendiamo dalla Bottega del Barbieri.

Pura e semplice ciarlataneria riformista è cercare una via d’uscita dai sacrifici e da un futuro sempre più minaccioso per i lavoratori “uscendo” dall’UE per andare poi, vedi il Regno Unito degli ultimi 7 anni, a competere sul mercato mondiale (come Italia) “liberi dai burocrati di Bruxelles”. Si tratta di “uscire” dal capitalismo, cioè qui ed ora di battersi contro i capitalisti e il loro governo per iniziare ad accumulare forze in vista di un rilancio della lotta rivoluzionaria al capitalismo che avrà, evidentemente, un effetto dirompente anche sull’UE perché solleciterà altre lotte in tutta Europa. Per il momento, però, grazie anche all’incredibile quantità di ricette illusorie spacciate nel “movimento”, tra esse le fregnacce sull’Italexit, l’Italia si trova ad essere uno dei paesi europei più pacificati e con un governo ultra-reazionario. (Red.)

Le ragioni dell’aumento dei livelli di assenza degli alunni in Inghilterra sono molteplici e comp, lesse. Alcuni problemi erano già presenti prima della pandemia di Covid, ma si sono acutizzati in seguito alla chiusura delle scuole e alla interruzione dell’istruzione di milioni di persone. Questi problemi hanno colpito un numero enorme di alunni e delle loro famiglie. Le ragioni includono l’ansia e i problemi di salute mentale, la povertà, l’abitazione, la malattia, la presenza dei genitori che lavorano da casa, i bisogni educativi speciali e le disabilità, e la difficoltà di uscire dall’abitudine.

La scarsa salute mentale tra i giovani è diventata un problema sempre più grave, con un aumento dei disturbi mentali nel 2022 rispetto al 2017. I servizi di salute mentale del NHS sono già sovraccaricati e non riescono a far fronte alla crescente domanda. L’ansia e la mancanza di supporto per la salute mentale stanno contribuendo all’aumento degli alunni che perdono la scuola, con alcuni bambini che faticano persino a lasciare la casa. Inoltre, i tagli al sostegno pastorale a scuola hanno ridotto i servizi disponibili per gli alunni in difficoltà.

La povertà è sempre stata una barriera alla frequenza scolastica, ma la crisi economica causata dal Covid ha portato molte più famiglie a trovarsi in difficoltà finanziarie. Gli alunni che dipendono dai pasti scolastici gratuiti hanno tassi di assenza più elevati. Alcuni genitori non possono permettersi di garantire ai propri figli un’uniforme pulita o il costo del trasporto giornaliero in autobus. La scelta tra cibo e scuola diventa un dilemma per queste famiglie.

La qualità e la sicurezza delle abitazioni sono diventate un ostacolo per i bambini che frequentano la scuola. Alloggi insicuri e di scarsa qualità, come rifugi per vittime di violenza domestica o alloggi di emergenza, possono trovarsi a lunghe distanze dalla scuola, rendendo i viaggi costosi. Inoltre, i bambini che vivono in spazi angusti e inadatti spesso non hanno un luogo adeguato per fare i compiti, il che può influire negativamente sul loro coinvolgimento nello studio e sulla regolarità delle presenze.

Oltre all’assenza dovuta alla malattia da Covid, i bambini che hanno perso molti contatti sociali durante i blocchi nazionali sono diventati più suscettibili alle malattie comuni. Le infezioni stagionali e il continuo impatto del Covid hanno contribuito all’aumento delle assenze scolastiche. I genitori, influenzati dai messaggi di sanità pubblica associati alla pandemia, hanno maggiori probabilità di tenere a casa i bambini anche per tosse e raffreddore lievi anziché mandarli a scuola.

I nuovi modelli di lavoro, compreso il lavoro ibrido e da casa, hanno influenzato le assenze scolastiche. È diventato più facile per alcuni genitori restare a casa per prendersi cura dei bambini che non stanno bene, che non possono o non vogliono andare a scuola. L’atteggiamento dei genitori verso l’assenza scolastica è diventato “leggermente più rilassato”, come evidenziato dalla commissaria per i bambini per l’Inghilterra, Dame Rachel de Souza. Durante la pandemia, molti genitori lavoravano da casa, il che ha portato a un aumento dell’assenza degli alunni, soprattutto il venerdì, quando i genitori erano più propensi a permettere ai loro figli di rimanere a casa.

I bambini con bisogni educativi speciali e disabilità sono sempre stati a rischio di assenza scolastica, ma questa connessione è diventata ancora più evidente dopo la pandemia. Molti di questi alunni hanno perso la possibilità di frequentare a causa di appuntamenti sanitari, ma più spesso l’assenza è stata causata dalla mancanza di adeguamenti e di un ambiente di apprendimento adatto fornito dalla scuola stessa.

Un altro fattore che ha contribuito all’aumento delle assenze scolastiche è la difficoltà di riprendere le vecchie routine dopo la pandemia. Durante i blocchi nazionali, le famiglie hanno avuto la possibilità di organizzare autonomamente il proprio tempo, perdendo così la routine di alzarsi e andare a scuola ogni mattina. Questo è stato particolarmente difficile per alcune famiglie che già affrontavano altre sfide. L’abitudine e la capacità di seguire una routine regolare sono state compromesse, e per alcuni alunni è diventato difficile tornare a quella routine preesistente.

In conclusione, le ragioni dell’aumento dei livelli di assenza degli alunni in Inghilterra sono varie e interconnesse. L’ansia e i problemi di salute mentale, la povertà, la qualità delle abitazioni, le malattie, la presenza dei genitori che lavorano da casa, i bisogni educativi speciali e le disabilità, e la difficoltà di riprendere le vecchie routine scolastiche sono tutti fattori che contribuiscono a questo problema. Affrontare queste sfide richiederà un approccio olistico e un impegno congiunto da parte delle scuole, delle famiglie, delle comunità e delle istituzioni per garantire un’istruzione equa e accessibile per tutti gli alunni.

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