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Il Messico interrompe l’invio di petrolio a Cuba su ordine degli Stati Uniti. E’ un blocco criminale! (Italiano – Español)

Riprendiamo da “La Izquierda Diario México” (del 2 febbraio) questo articolo che giustamente denuncia come un crimine la decisione dell’amministrazione di Claudia Sheinbaum di tagliare i rifornimenti di petrolio a Cuba, facendosi così complice dell’aggressione della banda-Trump al popolo cubano.

Il conferimento di aiuti alimentari è solo un’ipocrita foglia di fico che non riesce a nascondere la viltà di questa sottomissione dei “progressisti” sud-americani ai diktat dell’asse Wall Street-Pentagono.

L’articolo sottolinea anche che è “necessario e urgente lanciare l’appello per uno sciopero generale e un blocco continentale del lavoro contro il ricatto imperialista“. In effetti, per respingere l’assalto imperialista al Venezuela, a Cuba e alle masse lavoratrici dell’intera America del Sud non è certo sui governi che si può fare conto. (Red.)

https://www.laizquierdadiario.com/Que-Mexico-y-PEMEX-envien-petroleo-a-Cuba-Ya

Il governo messicano ha riconosciuto di aver interrotto l’invio di petrolio a Cuba a causa delle minacce tariffarie di Donald Trump, contribuendo allo strangolamento economico dell’isola. Sebbene abbia annunciato l’invio di cibo come “aiuto umanitario”, ciò non compensa il colpo di lasciare senza energia un popolo sottoposto per decenni a un blocco illegale e criminale, e conferma la collaborazione del Messico con la strategia imperialista statunitense attraverso la sua politica estera.

L’amministrazione di Claudia Sheinbaum ha prima cercato di smentire la notizia e poi di mascherarla come aiuto umanitario, ma alla fine ha confermato che il Messico ha interrotto l’invio di petrolio a Cuba, allineandosi ancora una volta alla criminale offensiva economica lanciata dall’amministrazione autoritaria di Donald Trump contro l’isola.

Questa sospensione delle forniture energetiche coincide con un ordine esecutivo di Washington, che minaccia di imporre tariffe punitive ai paesi che vendono petrolio greggio a Cuba, una misura volta ad aggravare l’isolamento di Cuba attraverso il blocco criminale e illegale decennale e il suo molto probabile collasso economico.

L’energia come arma contro il popolo cubano

Cuba sta attraversando una grave crisi energetica, aggravata dall’interruzione delle forniture venezuelane e dall’embargo finanziario imposto dagli Stati Uniti. In questo contesto, il Messico era diventato uno dei principali fornitori di petrolio greggio, con spedizioni di circa 20.000 barili al giorno; interrompere questa fornitura ha un impatto diretto sulla vita quotidiana di milioni di persone.

Il petrolio è fondamentale per la vita quotidiana; senza di esso, ospedali, trasporti, produzione alimentare e sistemi di acqua potabile non possono funzionare. Questa brutale e disumana strategia imperialista, con il suo blackout collettivo, è una forma concreta di punizione contro il popolo cubano, volta a generare condizioni di disperazione sociale al fine di indebolire lo Stato cubano. E ora, l’autoproclamato governo messicano “progressista” è diventato parte di questa macchina, dimostrando la sua subordinazione agli Stati Uniti e con ciò i suoi limiti.

In questa ultima dimostrazione autoritaria di controllo territoriale, vale la pena notare che l’ordine esecutivo di Trump non prende di mira solo Cuba; commina anche sanzioni contro qualsiasi paese che assista i paesi che Washington ha deciso di sanzionare. Gli Stati Uniti si arrogano il diritto di decidere quali paesi possono vendere energia e quali no. In questo senso, il governo messicano, vincolato dalla sua dipendenza politica e commerciale, ha scelto di obbedire.

Aiuti umanitari insufficienti: una maschera per la sottomissione

L’annuncio del governo di Claudia Sheinbaum di inviare cibo a Cuba maschera questo pretesto politico da “solidarietà”, una copertura per una decisione schiettamente reazionaria. Il Messico ha tagliato l’approvvigionamento petrolifero all’isola sotto la pressione degli Stati Uniti e ora cerca di mascherare quella capitolazione con scatole di cibo, ma non si può aiutare un popolo privandolo allo stesso tempo dell’energia di cui ha bisogno per vivere. Senza carburante, gli ospedali non possono funzionare, non c’è acqua potabile, non ci sono trasporti e non c’è produzione alimentare. Ciò che viene tagliato con una mano non può essere compensato con l’altra.

Questo “umanitarismo” cerca di essere il volto “amichevole” della brutale politica di punizione imperialista. Washington decide di strangolare economicamente Cuba, e il Messico si limita ad attenuare il colpo per non renderlo troppo visibile, ma non mette in discussione la logica di fondo, non difende il diritto dell’isola al commercio, non rompe il blocco, si limita a farlo rispettare più rigorosamente.

È così che l’imperialismo usa tutti i suoi strumenti per soggiogare i popoli. In Venezuela ha usato marines e soldati, ma usa anche dazi, sanzioni e ricatti finanziari. Trump minaccia e il governo messicano obbedisce; questo è il vero rapporto tra impero e subordinati, a dimostrazione che il petrolio ha smesso di fluire non perché ci sia carenza, ma perché la dipendenza economica del Messico dagli Stati Uniti è più importante della vita di undici milioni di cubani.

Contro il blocco e per l’unità di classe!

La sospensione delle importazioni di petrolio messicano, accettata nonostante le minacce tariffarie di Trump, conferma che il governo di Claudia Sheinbaum ha scelto di far parte della macchina imperialista piuttosto che difendere la vita e l’autodeterminazione di un popolo che ha sopportato più di sei decenni di blocco criminale. Questo è il vero impatto di questa politica reazionaria, e l’invio di pacchi di cibo non cambia la natura del danno.

Di fronte a questa aggressione, gesti diplomatici e aiuti condizionati sono insufficienti. È necessario e urgente lanciare l’appello per uno sciopero generale e un blocco continentale del lavoro contro il ricatto imperialista. Insieme a questo, noi socialisti del Movimento Socialista dei Lavoratori, chiediamo che la PEMEX fornisca tutto il petrolio necessario per salvaguardare l’integrità del popolo cubano e rompere il blocco energetico, che cerca di sottomettere e punire il popolo cubano attraverso la fame e i blackout.

Questa risposta deve essere accompagnata da richieste chiare: Fine del blocco imperialista! Invio immediato di petroliere PEMEX per rifornire il popolo cubano! Abbasso la complicità di Claudia Sheinbaum nel ricatto imperialista! Stop alle sanzioni economiche! Per la libera autodeterminazione dei popoli e contro l’espansione colonialista degli Stati Uniti! Fuori gli yankee dall’America Latina!

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