Riceviamo dalla Grecia, dai compagni di Liberazione comunista, questo messaggio che molto volentieri rilanciamo.
In tutt’Europa è partita la caccia ai palestinesi, ma possiamo contrastarla e, specie se riusciamo ad unire le forze, possiamo ricacciarla indietro. Così è accaduto con l’arresto e poi il rilascio di Mohammed Khatib, il coordinatore europeo della rete Samidoun per i prigionieri politici palestinesi in Israele.
La libertà per tutti i “colpevoli di Palestina” è una nostra consegna. (Red.)
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Mohammed Khatib è stato rilasciato dalla stazione di polizia di Heraklion, a Creta, in seguito a un’ondata di solidarietà.
Il tribunale di Heraklion ha deciso che la sua detenzione può essere revocata a condizione che ritorni volontariamente in Belgio, dove gli è stato ufficialmente riconosciuto lo status di rifugiato politico.
Ancora una volta, è stato dimostrato che le autorità di polizia greche agiscono su ordine del governo per opportunismo politico, eccedendo i propri poteri, agendo arbitrariamente e ostentando potere contro gli attivisti politici che turbano lo stato assassino di Israele.
Di seguito il messaggio inviato da Mohammed Khatib poco prima del suo rilascio:
“Ringrazio tutti per la solidarietà. La mia detenzione non riguarda me, ma il popolo palestinese. Ciò che sto attraversando qui non può essere paragonato a ciò che sta attraversando il popolo palestinese. Non sono detenuto qui da solo: ci sono persone provenienti da Sudan, Afghanistan, Pakistan, Siria ed Egitto. Alcune di loro sono detenute qui da più di tre mesi, mentre gli insetti le divorano. È una tortura psicologica e fisica, e non è casuale. È un’oppressione e una tortura sistemiche contro persone che subiscono colonialismo, imperialismo, razzismo e islamofobia. Purtroppo, la Grecia viene usata come strumento di oppressione, al servizio degli interessi coloniali.
Chiedo a tutti di essere solidali con coloro che sono oppressi nel centro di detenzione, così come in tutte le prigioni della Grecia. Proprio come la Palestina deve essere libera, così devono esserlo tutti gli oppressi, i rifugiati e i migranti.
Sottolineo che la mia detenzione è il desiderio del sionismo.
Libertà per la Palestina! Libertà per tutti i politici prigionieri ovunque!”
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Mohammed Khatib, Europe Coordinator of the Samidoun Network for Palestinian political prisoners in Israel, was released from the Heraklion Police Station in Crete, following a wave of solidarity.
The Heraklion Court decided that his detention can be lifted on the condition that he voluntarily return to Belgium, where he has been officially recognized as a political refugee.
Once again, it has been proven that the Greek police authorities act on government orders of political expediency, exceeding their authority, acting arbitrarily, and displaying power against political activists who disturb the murderer-state of Israel.
Below is the message sent by Mohammed Khatib shortly before his release:
“I thank everyone for their solidarity. My detention is not about me, but about the Palestinian people. What I am going through here cannot be compared to what the Palestinian people are going through. I am not being held alone here—there are people from Sudan, Afghanistan, Pakistan, Syria, and Egypt. Some of them have been detained here for more than three months, while insects eat away at them. It is psychological and physical torture, and it is not accidental. It is systemic oppression and torture against people who are facing colonialism, imperialism, racism, and Islamophobia. Unfortunately, Greece is being used as a tool of oppression, serving colonial interests.
I call on everyone to stand in solidarity with those who are oppressed in the detention center, as well as in all prisons across Greece. Just as Palestine must be free, so must all oppressed people, refugees, and migrants.
I emphasize that my detention is the desire of Zionism.
Freedom for Palestine! Freedom for all political prisoners everywhere!”

