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Solidarietà a Mohammed Hannoun e all’API – GPI, Udap

Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo questo comunicato di solidarietà a M. Hannoun e all’API, dei GPI e dell’Udap.

Aggiungiamo ad esso la solidarietà della nostra redazione e della Tendenza internazionalista rivoluzionaria (TIR), con una sola considerazione: la vera solidarietà ai palestinesi deve comprendere la piena solidarietà alla loro resistenza alla criminale violenza materiale e simbolica del sionismo e dei protettori del sionismo, in Palestina, in Italia e in Europa. Altrimenti è soltanto una recita per altri fini – ci riferiamo, qui, all’assemblea Rdc/Pap/Usb di sabato 9 novembre. Allo stesso modo è inammissibile – anche questa è una recita per fini smaccatamente elettorali – separare la denuncia del DDL 1660 dalla corsa alla guerra, dal genocidio in Palestina e dall’appoggio alla resistenza palestinese, che viene colpita anche qui in Italia, come hanno fatto gli organizzatori dell’assemblea di sabato 16 a Roma promossa da Alleanza Verdi Sinistra e centri sociali del nord est, che non a caso hanno impedito alla delegazione della Rete Libere/i di lottare di intervenire, sapendo bene che avrebbe ribadito proprio questa elementare verità.

Il nodo è sempre lo stesso: la posizione davanti alla strenua resistenza del popolo palestinese e dei movimenti e delle organizzazioni militanti di solidarietà effettiva con la resistenza palestinese, soprattutto del Libano e dello Yemen; il riconoscimento che è questa resistenza il principale fattore di contrasto ai piani sterministi, colonialisti-imperialisti di Israele, degli Stati Uniti, dell’Unione europea. Non certo le Corti supreme internazionali, le diplomazie degli stati arabo-islamici, europei, dei Brics o di quant’altro, che finora hanno lasciato fare ai criminali sionisti tutto ciò che hanno voluto, anzi con le coperture, le loro forniture di petrolio, di armi e di merci d’ogni tipo, li hanno sistematicamente aiutati.

A differenza degli organizzatori delle assemblee del 9 e del 16 novembre, noi questo riconoscimento lo facciamo in pieno, senza per questo rinunciare alla nostra opinione da internazionalisti sull’unica forza che può portare a risoluzione definitiva l’immane sofferenza delle masse oppresse della Palestina. Per noi la risposta dei giovani di Amsterdam, in nome della quale lo stato italiano punisce oggi Mohammed Hannoun, è stata una risposta di lotta sacrosanta, lo abbiamo già detto, e lo ripetiamo. Per questo, piena solidarietà a M. Hannoun, all’API e a tutti/e coloro che difendono attivamente le ragioni della resistenza palestinese, in Palestina, in Italia, in Europa, nel mondo! Immediata revoca del suo foglio di via e dei 51 fogli di via emessi per la manifestazione del 5 ottobre! Immediata libertà per Tiziano!

Abbasso gli opportunismi e le false chiamate all’unità quando si pratica invece l’esclusione delle posizioni di lotta più radicali e classiste. Facciamo del 29 e del 30 novembre due grandi giornate di lotta all’insegna di parole d’ordine prive di ambiguità e doppiogiochismi: con il popolo e la resistenza palestinese; contro guerre e genocidio, il DDL 1660 e il governo Meloni! (Red.)

Ieri è stato notificato a Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione dei Palestinesi in Italia (API), un foglio di via dalla città di Milano per le sue dichiarazione di solidarietà ai cittadini di Amsterdam che hanno risposto alla violenza sionista dei tifosi del Maccabi Tel Aviv. Per l’ennesima volta la repressione dello Stato italiano colpisce i palestinesi in Italia. Questi atti repressivi hanno come unico obiettivo quello di intimidire i palestinesi e tutti coloro che sostengono il popolo e la resistenza palestinese in Italia. Vogliamo ribadire allo Stato, al Ministro dell’interno e al Governo un concetto semplice, ma che a quanto pare non è ancora chiaro: i fogli di via, gli avvisi di pericolosità sociale, gli avvisi di indagine, le denunce, le manganellate non fanno altro che far crescere la nostra rabbia e la nostra forza sui territori dove siamo presenti, non fanno altro che aumentare l’intensità e il livello delle nostre azioni. Hanno iniziato con l’arresto di Anan e poi di Alì e Mansour, hanno distribuito in sordina fogli di via e denunce come l’avviso di garanzia a Karim, compagno impegnato nelle lotte sindacali al fianco della Palestina, fino ad arrivare all’arresto di Tiziano, scelto come capro espiatorio esemplare per il movimento che il 5 ottobre a Roma è riuscito a superare i divieti e i blocchi, dando una significativa prova che un DDL liberticida come il 1660 rimarrà carta straccia finché ci si opporrà con forza e che l’unità delle lotte può prevalere contro un apparato repressivo.

Esprimiamo solidarietà a Mohammad Hannoun e all’API che oggi vengono accusati di aver preso una posizione chiara contro dei criminali e respingiamo categoricamente il tentativo di criminalizzare le nostre parole quando i sionisti possono impunemente inneggiare al genocidio e oltraggiare i morti.

Giovani Palestinesi d’Italia – GPI

Unione Democratica Arabo Palestinese – UDAP

Questi i nostri post sui fatti di Amsterdam, vergognosamente mistificati e rovesciati di segno dalla quasi totalità delle TV e dei giornali:

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