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Meloni trionfa con Abu Mazen a reti unificate. Ma hanno ragione i 67.

Su Tv e giornali, di ieri ed oggi, compare una raggiante Meloni che esibisce al proprio fianco, come un trofeo, Abu Mazen. La festa dei neo-fascisti ha accolto con un’ovazione questo cane da guardia del popolo palestinese per conto di Israele.

“La presenza di Abu Mazen fa giustizia di tante falsità che abbiamo sentito in merito all’operato del governo a Gaza negli ultimi due anni”, sostiene senza vergogna lei a nome dell’Italia, la terza fornitrice di armi per il genocidio. E di rincalzo il suo maestro Fini: “La tesi che la destra non abbia mai sostenuto la causa del popolo palestinese è un mito da sfatare”.

Evviva!

Se non fosse per l’Italia di Mattarella-Meloni, al “centro del processo di pace” nella “regione”, in “Medio Oriente” (mai dire P A L E S T I N A, eh!), che speranza avrebbe il popolo palestinese di vivere libero sulla propria terra?

L’osceno spettacolo che oggi si completerà, come si deve, con gli incontri tra Abu Mazen e Schlein, Fratoianni e Bonelli, si dà mentre la popolazione di Gaza deve affrontare in condizioni catastrofiche, e nell’indifferenza generale, anche i colpi del maltempo, e lo stato sionista, pure in questa congiuntura, resta libero di non far entrare gli aiuti alimentari indispensabili. E si dà mentre le destre e il centro-sinistra trescano per imporre a breve, con procedura d’urgenza, un bavaglio penale strettissimo al movimento per la Palestina con i DDL Gasparri e Del Rio.

Le organizzazioni che in Italia sono state per decenni calce e cucchiaia con i rappresentanti dell’ANP a Roma dovrebbero auto-sciogliersi, se avessero un minimo di dignità. Ma dato che non ce l’hanno, preferiscono – all’italiana – indignarsi (con misura) e cambiarsi d’abito… credono comunque d’aver prenotato un po’ di voti per il 2027, e per loro va bene così.

Per contro a contestare l’osceno spettacolo di Atreju c’era un presidio di appena 67 compagne/i chiamato dai Gpi, Comitato per la Palestina, Rete Libere/i di lottare contro lo stato di guerra e di polizia. Pochi, senza dubbio. Ma la ragione è dalla loro, dalla nostra, parte!

Abbasso il governo Meloni, interamente complice del genocidio e della pulizia etnica in Palestina. Lotta senza compromessi contro la macchina di distruzione e di morte sionista. Abbasso le forze che collaborano con Israele. Abbasso gli ipocriti “oppositori” del governo Meloni. Abbasso il piano Trump non per, ma contro Gaza, un piano colonialista e schiavista.

Viva la resistenza palestinese! Viva la Palestina libera dal fiume al mare! Viva i 67!

Su questa vicenda eravamo già intervenuti nei giorni passati.

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