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Monza-Brianza: stop al razzismo padronale e alla discriminazione sindacale – SI Cobas Milano

Riceviamo dal SI Cobas di Milano, e volentieri pubblichiamo questa denuncia delle condizioni di super-sfruttamento e di discriminazione sindacale esistenti in alcune fabbriche della Brianza, che contiene la giusta indicazione di unire le vertenze, di unire le lotte anche trasversalmente ai diversi settori di lavoro, perché solo l’unità dà la forza – specie quando si hanno di fronte colossi imprenditoriali che in questo caso sono, guarda te la coincidenza, l’uno statunitense, l’altro cinese… (Red.)

Le lotte per il riconoscimento sindacale e il rispetto dei contratti sul territorio di Monza Brianza sono sempre più numerose. Dagli addetti alle pulizie nel settore farmaceutico ai facchini che movimentano articoli per la scuola, la condizione di sfruttamento non può essere denunciata. Ma i lavoratori da mesi hanno deciso di rialzare la testa, unendo le vertenze e portando le proprie istanze anche alle istituzioni. Oggi [15 luglio] saremo in assemblea non retribuita fuori ai cancelli di Thermo Fisher, il colosso americano che vanta quotazioni in borsa e di SI Cobas non ne vuole sapere, e in sciopero alla MP, multinazionale cinese che utilizza ricatto e sfruttamento per assoggettare i lavoratori immigrati.

Diversi padroni, stesso sfruttamento: la nostra risposta è unire le vertenze, uniti si vince.

Uniamo le forze e uniamo le vertenze: i lavoratori Movifarma (Thermo Fisher) e MP Italia scrivono una lettera congiunta al Prefetto di Monza 

Solo uniti si vince 

🚩

 #sciopero #farmaceutica #commercio #monzabrianza #arcore #srilanka #freepalestine

𝗢𝗚𝗚𝗘𝗧𝗧𝗢: 𝗥𝗶𝗰𝗵𝗶𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗺𝗲𝗱𝗶𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗣𝗿𝗲𝗳𝗲𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗠𝗼𝗻𝘇𝗮 𝗕𝗿𝗶𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗱𝗶𝘀𝗰𝗿𝗶𝗺𝗶𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲

𝘀𝗶𝗻𝗱𝗮𝗰𝗮𝗹𝗲 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗲𝘁𝗮̀ 𝗚𝗥𝗨𝗣𝗣𝗢 𝗠𝗼𝘃𝗶𝗳𝗮𝗿𝗺𝗮 𝗦𝗥𝗟, (𝗮𝗽𝗽𝗮𝗹𝘁𝗼 𝗧𝗵𝗲𝗿𝗺𝗼 𝗙𝗶𝘀𝗵𝗲𝗿 𝗦𝗰𝗶𝗲𝗻𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰 – 𝗠𝗼𝗻𝘇𝗮) 𝗲 𝗠𝗣 𝗜𝗧𝗔𝗟𝗜𝗔 𝗦.𝗥.𝗟. (𝗔𝗿𝗰𝗼𝗿𝗲).

PREMESSE:

La scrivente organizzazione sindacale in una fase di estensione e sviluppo della propria attività di tutela dei lavoratori e dei diritti sul lavoro, ha avviato il confronto sindacale sul territorio di Monza Brianza di vostra competenza raccogliendo nell’ultimo semestre un notevole incremento dell’adesione da parte dei lavoratori nei confronti della stessa;

in particolare dal Novembre 2024 circa 20 lavoratori assunti dall’azienda Gruppo Movifarma S.r.l. per il sito di Thermo Fisher Scientific a Monza;

dal Dicembre 2024 circa 40 lavoratori e lavoratrici assunti dal Gruppo Gheron S.r.l.;

dal Giugno 2025 circa 20 lavoratori assunti dalla MP S.r.l.;

in queste aziende, nonostante i reiterati inviti alle succitate aziende di convocare dei tavoli di trattativa, viene arbitrariamente negato il riconoscimento sindacale della scrivente;

la scrivente si è rivolta diverse volte, per vie ufficiali alla Prefettura, senza esito nelle richieste di mediazione;

questo provoca un malcontento da parte dei lavoratori e delle lavoratrici che chiedono di esercitare il diritto di poter liberamente scegliere il sindacato per loro più rappresentativo.

𝗧𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗽𝗿𝗲𝗺𝗲𝘀𝘀𝗼, 𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗮𝗱 𝗲𝗹𝗲𝗻𝗰𝗮𝗿𝘃𝗶, 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗲𝘁𝗮̀, 𝘀𝗶 𝗮𝘁𝘁𝘂𝗶𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗹𝗹𝗲𝗰𝗶𝘁𝗲 𝗻𝗲𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗮𝗱𝗲𝗿𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗢.𝗦., 𝗮𝘁𝘁𝗿𝗮𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗹𝗮 𝗺𝗮𝗻𝗰𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗽𝗽𝗹𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗖𝗖𝗡𝗟 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘀𝘂𝗲 𝗳𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗲𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗲 𝗻𝗼𝗿𝗺𝗮𝘁𝗶𝘃𝗲, 𝗲 𝘀𝗶𝗻𝗼 𝗮𝗹𝗹’𝗮𝗱𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗲 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝗼𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗳𝗶𝘀𝗶𝗰𝗮, 𝘃𝗲𝗿𝗯𝗮𝗹𝗲, 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲, 𝗰𝘂𝗹𝗺𝗶𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗶𝗻 𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗶 𝗰𝗮𝘀𝗶 𝗶𝗻 𝗲𝗽𝗶𝘀𝗼𝗱𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝗮𝗽𝗼𝗿𝗮𝗹𝗮𝘁𝗼, 𝗮𝗯𝘂𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗼𝘁𝗲𝗿𝗲 𝗲 𝗿𝗮𝘇𝘇𝗶𝘀𝗺𝗼.

Movifarma, appalto pulizie industriali presso il sito Thermo Fisher Scientific, Via Gianbattista Stucchi, n.110 – Monza

1. Salari

I lavoratori assunti con il CCNL Multiservizi che prestano il turno notturno come addetti alle pulizie nell’impianto di industria farmaceutica sono contrattualizzati al livello 2 dello stesso, il quale espletamento della mansione prevede la sanificazione degli ambienti a uso civile; pertanto rivendichiamo l’inquadramento corrispondente al livello 3 per i semplici pulitori, e del livello 4 per gli operai con mansioni di maggiore responsabilità tanto previsto dal contratto; i lavoratori del turno notturno non ricevono il compenso per lavoro straordinario poiché definito nei cedolini un “prolungamento orario” senza la maggiorazione spettante; i lavoratori rivendicano un ticket mensa o di poter accedere alla mensa in maniera gratuita; i lavoratori svolgendo una prestazione di lavoro in un contesto di chimica-industria rivendicano l’applicazione del CCNL utilizzato dalla Committente per quanto concerne l’aspetto salariale e normativo come stabilito dal Decreto Legge dell’aprile 2024 in materia.

2. Abusi di potere

i lavoratori prestano due tipologie di turnazione: 4+2 (notte) e 5+1 (notte), le quali sono state definite da un responsabile dell’azienda secondo criteri personalistici; i lavoratori del turno notturno svolgono la maggior parte delle giornate di festività in maniera obbligatoria, diversamente dai lavoratori del turno diurno che accedono in maniera facoltativa al lavoro festivo; alcuni lavoratori, negli ultimi mesi, sono state vittime sul luogo di lavoro di ripetuti e reiterati episodi di minaccia e aggressione verbale da parte del responsabile dell’azienda; un lavoratore è stato minacciato di violenza dallo stesso responsabile aziendale; ai lavoratori è stato richiesto, intimato e minacciato di non rispettare le procedure di sicurezza obbligatorie e fornite dal committente Thermo Fisher poiché risultati, dall’azienda e dal suo responsabile, “troppo lente”; ai lavoratori viene richiesto in alcuni casi di lavorare in reparti senza alcun collega in aiuto; ad alcuni lavoratori è stato richiesto di immettersi in spazi da sanificare senza i corretti dispositivi di sicurezza e salute come bombole di ossigeno; ai lavoratori vengono concessi macchinari di pulizia e strumenti usurati in barba ad ogni forma di sicurezza sul lavoro;

3. Discriminazione sindacale

I lavoratori risultano iscritti con la scrivente dal periodo compreso tra Novembre 2024 e Dicembre 2024, alcuni risultavano precedentemente iscritti con altra sigla sindacale confederale; per la durata di 6 mesi, ai lavoratori è stata trattenuta una doppia quota sindacale, secondo un’interpretazione aziendale di una clausola contrattuale facente capo alla sigla terza; nonostante la stessa modulistica rappresentasse che la disdetta sindacale fosse possibile entro la fine dell’anno, salvo trattenuta del costo del tesseramento per la durata restante, l’azienda non ha provveduto a comunicare le disdette fornite dalla scrivente e continuato a operare in favore di una trattenuta verso terzi a nome dei lavoratori senza alcun consenso; alla nostra richiesta di rimborso integrale dell’azienda delle quote versate a terzi non dovute, l’azienda ha pubblicamente richiesto che sia l’ex sigla sindacale a fornirci un nulla osta per il proseguimento dell’adesione e delle trattenute sindacali in nostro favore, in contrasto alla libera scelta e alla reale volontà dei lavoratori.

Segnaliamo anche che l’azienda in oggetto sta utilizzando in modo sistematico lo strumento della contestazione disciplinare con finalità ritorsive, discriminatorie e antisindacali, colpendo in particolare i lavoratori attivi nelle iniziative sindacali e nelle mobilitazioni collettive.

MP Italia SRL

1. Ai lavoratori non viene consentito il periodo di ferie contrattuali previsto dal CCNL di riferimento, commercio, ma vengono concessi circa 10 giorni di ferie annuali; ai lavoratori vengono sottratte 1 e/o 2 giornate di ferie mensili non godute, per azzerare il contatore di ferie maturate senza alcun motivo; ai lavoratori non vengono le giornate lavorate di sabato in regime di orario straordinario; ai lavoratori non vengono consentiti dei buoni pasto; ai lavoratori è stato decurtato un premio di 300 euro mensili, a seguito di iscrizione alla nostra sigla sindacale; il premio di 300 euro non veniva stabilito da criteri di equità e trasparenza, ma da circa un mese viene elargito ugualmente ai non iscritti al SI Cobas;

2. Altrettanto rilevante risulta la pratica messa in atto dall’azienda di sostituire i lavoratori in sciopero con personale assunto a tempo determinato o con contratti brevi al solo scopo di indebolire le attività di sciopero, in contrasto evidente perciò con quanto prevedono gli articoli D.lgs. n. 276/2003, art. 20, comma 5 e art. 34, comma 3 e D.lgs. n. 368/2001, art. 3, lett. a), oltre allo stesso Statuto dei lavoratori.

3. Ad un lavoratore, dal momento della sua adesione al sindacato scrivente, è stato impedito di ricevere un documento aziendale da presentare in Questura per ottenere la possibilità di richiedere il ricongiungimento familiare con la propria moglie, nonostante egli fosse regolarmente presente sul territorio nazionale e avesse tutti i requisiti per richiedere quanto dovuto all’ufficio immigrazione e agli sportelli della Questura.

𝗟𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗼𝘁𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗱𝘂𝗲 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗲 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗲𝘁𝗮̀, 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝘁𝗮𝗻𝘁𝗶 𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶 𝗮𝗽𝗽𝗮𝗶𝗼𝗻𝗼 𝗮𝗴𝗶𝗿𝗲 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗲 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗲 𝗱𝗶𝗻𝗮𝗺𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗶𝘀𝗰𝗿𝗶𝗺𝗶𝗻𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗲 𝗲 𝗮𝗻𝘁𝗶𝘀𝗶𝗻𝗱𝗮𝗰𝗮𝗹𝗶, 𝗳𝗼𝗿𝗻𝗶𝘀𝗰𝗼𝗻𝗼 𝘂𝗻 𝗾𝘂𝗮𝗱𝗿𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮𝗿𝗺𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝘀𝗳𝗿𝘂𝘁𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗰𝘂𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗮𝗹𝗲𝗻𝘁𝗲𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗶 𝗱𝗶𝗽𝗲𝗻𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗿𝗲𝗴𝗼𝗹𝗮𝗿𝗶 𝗰𝗼n 𝗽𝗲𝗿𝗺𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝗼𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼 𝗰𝗶𝗼𝗲̀ 𝗶𝗺𝗺𝗶𝗴𝗿𝗮𝘁𝗶. 𝗥𝗶𝘁𝗲𝗻𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝗮𝗹𝘃𝗮𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝗲𝗻𝘁𝗶, 𝗱𝘂𝗻𝗾𝘂𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗺𝗺𝗶𝗴𝗿𝗮𝘁𝗶, 𝗱𝗲𝗯𝗯𝗮𝗻𝗼 𝗿𝗮𝗽𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗮𝗹𝗹’𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗶𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶, 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗺𝗮𝗿𝗴𝗶𝗻𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝗿𝗲 𝗲 𝗮𝗯𝘂𝘀𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗮𝗻𝗼𝗱𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝘃𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗶𝗺𝗽𝗶𝗲𝗴𝗮𝘁𝗮 𝘁𝗿𝗼𝗽𝗽𝗼 𝘀𝗽𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗮 𝗯𝗮𝘀𝘀𝗼 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗲 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗮 𝘁𝘂𝘁𝗲𝗹𝗮 𝗶𝗻 𝘁𝗲𝗿𝗺𝗶𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗱𝗶𝗴𝗻𝗶𝘁𝗮̀, 𝘀𝗮𝗹𝘂𝘁𝗲 𝗲 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮.

Pertanto, chiediamo una risposta finalizzata ad una mediazione tra la nostra O.S. e le istituzioni competenti affinché le aziende coinvolge in questi processi possano effettivamente espletare un ruolo migliore in qualità di aziende del territorio, passando da un miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro di tutte le famiglie dei lavoratori coinvolti e senza trascendere dal riconoscimento legittimo della nostra sigla sindacale, nell’auspicio che si possano definire tavoli tematici con alla base la volontà di costruire una sana, proficua e valida trattativa tra le parti.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 3 persone e il seguente testo "Lettera ra alla prefettura di monza >>>"
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