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Venezia. Giù le mani dai disoccupati organizzati di Napoli! Mimì e Angelo liberi subito! – Comitato permanente contro le guerre e il razzismo, TIR

Questo testo è stato diffuso stamattina in molte centinaia di copie a Venezia dalle compagne e compagni della TIR e del Comitato permanente contro le guerre e il razzismo, a pochi metri dalla questura della città lagunare.

Ieri a Mestre, in tarda mattinata, era stato affisso lo striscione che compare in evidenza.

Giù le mani dai disoccupati organizzati di Napoli! Mimì e Angelo liberi subito!

Ieri mattina a Napoli è successo un fatto grave: su ordine del governo Meloni la polizia è intervenuta con una raffica di manganellate contro una dimostrazione di disoccupati e disoccupate facendo diversi feriti e due arresti – ecco applicato il nuovo decreto “sicurezza”!

Ieri doveva essere il giorno decisivo per l’avviamento al lavoro di molte centinaia di disoccupati/e che per anni si sono battuti con grande tenacia e dignità, e ancor più grandi sacrifici, per conquistare un posto di lavoro senza sottostare al padrinaggio di varie camorre, politiche e comuni.

Ebbene questo giorno, l’atteso “click-day”, si è rivelato una truffa perché il sistema che doveva registrare le domande è andato subito in crash. Questa la scusa ufficiale. Ma dietro questa scusa “tecnica”, c’è la volontà di larga parte delle istituzioni, con in prima fila i fascisti di Fratelli d’Italia, di far fallire questo progetto.

Perché? Perché lo schiavismo è la religione delle istituzioni. Se sei disoccupato, se sei una disoccupata, devi bussare, pregare, inchinarti, strisciare alle porte di “chi può”, altrimenti non hai alcun diritto a dare da mangiare ai tuoi. Senonché con l’organizzazione e la lotta i disoccupati napoletani del 7 novembre e di Cantiere 167 Scampia sono stati capaci di far valere le proprie necessità, percorrendo una via alternativa a quella dell’umiliazione e della sottomissione.

E’ evidente, quindi, che ci troviamo di fronte ad un attacco politico diretto non solo alla massa dei disoccupati e delle disoccupate, ma alla sua direzione sindacale e politica, “rea” di avere sempre marcato la propria totale autonomia da clientele e carrozzoni elettorali-istituzionali. Tanto più che per l’esplosione delle spese per la guerra (40 miliardi di euro l’anno in più!!), è “necessario” tagliare le spese sociali – in questo caso le spese per il verde urbano di cui i disoccupati del 7 novembre e del Cantiere 167 Scampia dovrebbero curarsi.

A sostegno del movimento di lotta dei disoccupati organizzati di Napoli, un movimento coraggioso, tenacissimo, che in questi anni ha dato la solidarietà concreta a tutte le lotte e a tutti i repressi, è subito scattata un’ampia solidarietà nazionale e internazionale, per imporre un passo indietro alle istituzioni, la liberazione degli arrestati e il pieno rispetto degli impegni assunti. Oggi in molti magazzini della logistica di tutta Italia il SI Cobas ha indetto uno sciopero di due ore.

Non si tratta solo dei disoccupati napoletani del Movimento 7 novembre e del Cantiere 167 Scampia! Questo è un test sociale e politico: il governo della guerra e del decreto “sicurezza” vuole inaugurare sulla pelle dei disoccupati in lotta la sua guerra interna all’intera classe lavoratrice. Impediamogli di raggiungere questo obiettivo! Facciamo sentire dappertutto la nostra rabbia e la nostra solidarietà: chi tocca uno, tocca tutti!

Comitato permanente contro le guerre e il razzismo – Tendenza internazionalista rivoluzionaria

(cicl. in prop. – piazzale Radaelli 3, Marghera)

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