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Un appello di cittadini israeliani per un embargo sulle armi e sanzioni contro Israele allo scopo di ottenere un immediato e duraturo cessate il fuoco

Riceviamo e pubblichiamo questo appello di cittadini israeliani che, “spaventati dagli innumerevoli crimini di guerra che Israele sta commettendo”, chiedono di premere sullo stato e sul governo di Israele con tutti i mezzi efficaci (embargo sulle armi, “ogni possibile sanzione”) per costringerli ad un “cessate il fuoco immediato e duraturo”. Intento lodevole, se non fosse che sbaglia completamente il destinatario, rivolgendosi a chi in questo anno, e nei precedenti 75, ha dato un sostegno incondizionato allo stato sionista e al suo operato, o ha ritenuto di ostacolarlo solo con muri di parole e quintalate di carta.

Nonostante ciò, va detto che in una situazione a loro terribilmente sfavorevole, sono tuttavia operanti in Israele piccole associazioni e piccoli gruppi o “movimenti” che cercano di organizzare un’opposizione alla politica di sterminio e di colonizzazione del loro governo – che ci auguriamo sappia estendersi e radicalizzarsi. Con lo sviluppo della mobilitazione a sostegno della causa palestinese qui in Italia e in Occidente, dobbiamo anche sostenere la crescita in Medio Oriente di movimenti che portino fino in fondo, nei paesi arabi, la critica ai propri governi largamente complici, a partire dall’Egitto, con lo stato occupante, e favorire la convergenza tra le opposizioni anti-sioniste. (Red.)

“Noi, cittadine e cittadini israeliani residenti in Israele e all’estero, chiediamo alla comunità internazionale – alle Nazioni Unite e alle sue istituzioni, agli Stati Uniti, all’Unione Europea, alla Lega degli Stati Arabi e a tutti gli Stati del mondo – di intervenire immediatamente applicando nei confronti di Israele ogni possibile sanzione al fine di raggiungere un immediato cessate il fuoco tra Israele e i suoi vicini per garantire il futuro dei popoli che vivono in Israele/Palestina e nella regione e il loro diritto alla sicurezza e alla vita.

Molti di noi sono militanti che operano da tempo contro l’occupazione, per la pace e la comune esistenza su questa terra. Motivati dall’amore per il nostro paese e per i suoi abitanti, siamo oggi estremamente preoccupati per il futuro. Siamo rimasti inorriditi dai crimini di guerra commessi da Hamas e da altre organizzazioni il 7 ottobre, e siamo spaventati dagli innumerevoli crimini di guerra che Israele sta commettendo. Purtroppo, la maggioranza degli israeliani sostiene la continuazione della guerra, per cui un cambiamento dall’interno non sembra attualmente possibile. Lo Stato di Israele sta percorrendo una strada suicida e semina distruzione e devastazione che aumentano di giorno in giorno.

Il governo di Israele ha abbandonato i suoi cittadini tenuti in ostaggio (e ne ha uccisi alcuni); ha trascurato i residenti del sud e del nord di Israele e con le sue azioni sta sacrificando l’avvenire dei propri cittadini. I cittadini palestinesi di Israele sono perseguitati e messi a tacere dalle autorità statali e dall’opinione pubblica maggioritaria. La repressione, l’intimidazione e la persecuzione politica impediscano a molti cittadini che condividono le nostre idee di unirsi a questo appello.

Ogni giorno di guerra che passa allontana ulteriormente ogni possibile orizzonte per un accordo regionale di riconciliazione, per un futuro in cui gli ebrei israeliani possano vivere in sicurezza in questo luogo. Il raggiungimento di questi obiettivi richiederà lunghi processi, ma i continui massacri e le distruzioni devono essere fermati immediatamente!

La mancanza di un’effettiva pressione internazionale, la continuazione delle spedizioni di armi a Israele, il mantenimento dei partenariati economici e di sicurezza, delle collaborazioni scientifiche e culturali, portano la maggior parte degli israeliani a credere che le politiche del loro governo godano del sostegno internazionale. I leader di molti Paesi s’indignano e condannano Israele, ma queste condanne non sono supportate da azioni concrete. Siamo stufi di parole vuote e senza conseguenze.

Per il nostro futuro e per quello di tutti gli abitanti di Israele/Palestina e dei paesi della regione, vi imploriamo: salvateci da noi stessi! Esercitate una reale e forte pressione internazionale su Israele per un immediato e duraturo cessate il fuoco.”

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