Pubblichiamo due dei testi che abbiamo ricevuto su una forma estrema di violenza praticata nelle carcere israeliane che in questi giorni è entrata nelle cronache: lo stupro dei detenuti palestinesi, emerso dopo che diversi ministri del governo Netanyahu e parte dell’opinione pubblica si sono schierati dalla parte di nove soldati arrestati per uno stupro di gruppo ai danni di un prigioniero palestinese che in seguito è morto, definendoli “eroi” (c’è stato addirittura un assalto di massa per liberarli).
I “nostri” mass media o nascondono, o edulcorano questi fatti, e la rivoltante ferocia coloniale e razzista da cui nascono. Ma, per quanto qui in Italia e in Europa non lo si voglia vedere a nessun costo, questa è Israele; questa è la democrazia reale da decenni incensata in Occidente come un’isola di civiltà nella barbarie, salvo essere una spietata macchina di morte e di umiliazione, che dovrà essere necessariamente demolita in modo che in piedi non ne rimanga neppure una singola colonna, se si vuole che in terra di Palestina fiorisca una civiltà realmente umana. (Red.)
Prima del 7 ottobre gli israeliani erano spaccati: destra contro estrema destra, estrema destra laica contro estrema destra religiosa, estrema destra di orientali contro estrema destra di occidentali. Tutti d’accordo su continuare l’occupazione dei territori palestinesi e il regime dell’apartheid.
Dopo il 7 ottobre gli israeliani si sono divisi tra chi vuole distruggere Gaza e compiere il genocidio dei suoi abitanti palestinesi e tra chi prima vuole liberare gli ostaggi e poi distruggere Gaza e portare a termine il genocidio.
Ora è giunta una nuova spaccatura tra gli israeliani: c’è chi rivendica lo stupro come uno strumento da usare contro i prigionieri arabi palestinesi e c’è chi vi si oppone. Lo stupro è diventato un fattore di discordia in questa società malata e degenerata.
La base militare israeliana dove migliaia di prigionieri politici palestinesi subiscono condizioni di detenzione brutali e naziste è stata attaccata da israeliani per liberare 9 soldati dell’esercito israeliano accusati di stupro dei prigionieri palestinesi.
E la moglie di un soldato stupratore dell’esercito israeliano dichiara pieno sostegno al marito che ha sodomizzato violentemente un detenuto palestinese fino a quando questi non è stato ricoverato in ospedale con una rottura dell’intestino, una grave lesione all’ano e ai polmoni e costole rotte.
L’immagine di Israele non è mai stata così vicina alla sua realtà: i sionisti hanno speso milioni per proiettare un’immagine immaginaria e falsa di Israele, al fine di coprire la sua natura razzista e genocida.
Questa immagine è stata distrutta nella Battaglia di Gaza: la resistenza palestinese ha smascherato la natura genocida e razzista del regime israeliano. I giovani e gli studenti in tutto l’occidente sono arrabbiati perché non sapevano di questa brutalità del regime dell’apartheid israeliana.
Gli israeliani stanno discutendo apertamente e in modo trasparente tra di loro sullo stupro – si o no – dei prigionieri palestinesi, mentre i media occidentali filo sionisti ne parlano senza usare la parola stupro: riferiscono, ad esempio, che gli esperti hanno trovato prove di “tortura nell’ano” di un prigioniero palestinese.
Lo stato di apartheid israeliano ha diffuso menzogne e disinformazione in tutto il mondo sul 7 ottobre: ha inventato storie di stupri, decapitazioni di bambini e bruciature nei forni. Ora, lo stupro documentato nelle carceri israeliane è stato smascherato.
Israele ha rapito più di 4.000 cittadini dopo il 7 ottobre, infliggendo loro varie forme di tortura, ed i politici e media liberali occidentali di destra e sinistra parlano ancora di “unica democrazia in Medioriente”.
Vogliono che che gli arabi diventino democratici come gli israeliani e discutano dello stupro e dei suoi benefici per la sicurezza nazionale.
Tuttavia per la prima volta da 75 anni, il denaro del movimento sionista non sarà in grado di cancellare la vera immagine genocida e stupratrice del regime israeliano. Governi, opposizioni, destre e sinistre occidentali e i loro media cercheranno di contribuire a migliorare l’immagine di Israele, ma non c’è speranza [che questo possa accadere].
http://www.osservatoriosullalegalita.org/24/acom/08/03shakagaza.htm
Barbarie e civiltà
Lo Stato di Israele pratica la tortura sui detenuti palestinesi fin dai primi anni ’80, come vari report pubblici hanno evidenziato. Le notizie di quello che succede nel campo di detenzione israeliano di Sde Teiman sono però agghiaccianti: migliaia di palestinesi (trattenuti tutti senza alcun processo e capo di imputazione a loro carico) legati per mesi ai letti, con pannoloni per evitare di doverli portare al bagno, percossi quotidianamente, alimentati con una cannuccia, operati senza anestesia e sottoposti a ogni tipo di violenza anche sessuale.
Questa settimana, dopo che la denuncia dei sanitari era arrivata anche alla stampa, sono stati portati in un commissariato 9 soldati israeliani che, durante uno stupro di gruppo ai danni di un detenuto palestinese, gli hanno sfondato l’intestino con un bastone. Parlamentari, ministri e soldati israeliani hanno espresso la loro solidarietà ai colpevoli, subito rilasciati [il detenuto palestinese, invece, è morto]. Temo che la maggior parte dei commentatori e in Italia non si renda conto delle conseguenze che avrà per il nostro futuro aver legato la sorte dei nostri Paesi e dell’Occidente a una Nazione che ha fatto della violazione del diritto, anche internazionale, la sua ragion d’essere. Salvare Israele da sé stesso (e il mondo da Israele) è l’unica opzione per salvare la civiltà dall’abisso della barbarie.
Avv. Fausto Gianelli – Giuristi Democratici Modena

