
Riceviamo e volentieri pubblichiamo. (Red.)
Come era stato detto, è stato fatto! Oggi pomeriggio davanti all’Ambasciata dell’Entità sionista si è tenuta la preannunciata manifestazione di protesta contro il Genocidio del popolo palestinese, condotto dallo Stato israeliano. Un genocidio che in soli quattro mesi ha provocato più di 100.000 (centomila) vittime – sommando uccisi e feriti – tra la popolazione palestinese, in larga parte civili di cui in maggioranza bambini, donne ed anziani. Un genocidio che finora è costato agli abitanti della Striscia di Gaza il 5% della popolazione, che per farsi un’idea sarebbe come se in Italia ci fossero state, nello stesso lasso di tempo, 3.000.000 (tre milioni) di vittime!
Per questo, nel pomeriggio, sfidando un importante dispositivo securitario “a difesa” dell’Ambasciata, composto da blindati della Celere, militari dell’Esercito e funzionari della polizia politica (DIGOS), una cinquantina circa di compagne e compagni hanno avuto la determinazione di presentarsi davanti agli uffici diplomatici dei genocidi sionisti, portati a processo internazionale proprio con tale accusa. In sostegno alla Resistenza che, con l’appoggio di tutto un popolo e nell’unità delle sue formazioni politico militari, tiene testa ad uno degli eserciti più potenti al mondo e non retrocede nella difesa della propria terra. Resistenza che è un esempio per tutti i movimenti di liberazione e che perciò beneficia di un enorme sostegno internazionale. A questo si deve contribuire e da questo ripartire, per lottare contro la deriva del loro mondo di oppressione e guerre genocide.

Con un presidio durato più di un’ora, costellato da una decina di interventi al microfono aperto, slogans internazionalisti e di solidarietà con la causa arabo-palestinese ed antisionista, intervallati da canti di lotta palestinesi, si è voluta anche ristabilire l’agibilità politica del movimento di classe su una porzione di territorio romano, circostante la sede diplomatica, da troppo tempo trasformata in una estensione extra-territoriale dell’Ambasciata stessa; de facto una zona interdetta alle manifestazioni politiche, pretesa a non disturbare “importanti manovratori” di una significativa parte del sistema politico ed istituzionale, imperialista, italiano.
Un’interferenza ed un’eterodirezione politico-diplomatica recentemente dimostrata dalla grottesca pantomima delle autorizzazioni, prima concesse e poi negate dalle Questure italiane, per le manifestazioni per la Palestina nel Giorno della Memoria del 27 gennaio scorso; in ossequio a qualche squillo di telefono fatto dall’Ambasciata sionista presso la Presidenza del Consiglio, gli uffici del Viminale e chissà dove altro, nel sottobosco del sistema imperialista italiano e delle corruttele politico-istituzionali.
Una piccola ma significativa vittoria, che ci auguriamo sia un precedente utile per la tenuta di successive e più importanti manifestazioni di protesta contro l’Ambasciata dell’Occupazione, della Colonizzazione e dell’Apartheid sionista.
CONTRO IL SIONISMO!
A FIANCO DELLA RESISTENZA ARABO-PALESTINESE!
I POPOLI IN RIVOLTA SCRIVONO LA STORIA, INTIFADA FINO ALLA VITTORIA!
PER L’INTERNAZIONALISMO PROLETARIO!
