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Basta massacri su Gaza! Libertà al popolo palestinese! 17 novembre sciopero, sabato 18 manifestazione a Bologna – SI Cobas

Il blocco al porto di Salerno, venerdì 17 novembre

Basta massacri su Gaza! Libertà al popolo palestinese!

17 novembre sciopero, sabato 18 manifestazione a Bologna

Il SI Cobas ha deciso per il 17-18 novembre uno sciopero e una manifestazione a fianco del popolo palestinese e della sua lotta, contro i bombardamenti senza fine su Gaza e il massacro già di oltre 11 mila civili, in maggioranza donne e bambini, da parte del governo israeliano, e contro il sostegno fornito dal governo italiano a Israele in questa guerra genocida e di oppressione. 

Il settore della classe operaia che negli ultimi dodici anni è stato di gran lunga il più combattivo, quello della logistica, che con le sue lotte ha elevato la propria condizione dalla miseria in semi-schiavitù a un salario dignitoso e al rispetto nei rapporti di lavoro, è chiamato a scioperare non per i propri interessi immediati, ma in solidarietà con un popolo oppresso da tre generazioni di brutale colonialismo e che ora a Gaza in 5 settimane di incessanti bombardamenti è stato costretto ad abbandonare le proprie abitazioni senza avere dove rifugiarsi, non potendo abbandonare quella “prigione a cielo aperto” o campo di concentramento chiuso nella morsa tra Israele ed Egitto. 

I governi israeliani negli ultimi decenni e con un crescendo negli ultimi anni hanno continuato a promuovere e sostenere militarmente l’estensione delle colonie sioniste nel territorio della Cisgiordania, in barba ai trattati internazionali e alle risoluzioni ONU, esercitando una repressione brutale nei confronti di ogni oppositore e tentativo di resistenza, forte della condiscendenza e della remissività dell’ANP di Abu Mazen. Più di 170 sono gli oppositori qui uccisi dalle forze di occupazione nell’ultimo mese, e oltre duemila gli arrestati. Non a caso gli USA vorrebbero assegnare all’ANP il futuro controllo su una Striscia di Gaza distrutta e con Hamas decapitata dall’attuale offensiva di terra bruciata di Israele.

Nessun soccorso o speranza può venire ai palestinesi dall’ONU, le cui timide e vaghe risoluzioni sono fogli di carta straccia di fronte ai bombardieri israeliani e alle portaerei americane e britanniche, mentre gli appelli del segretario generale Gutierrez a una guerra “più umana” sono sbeffeggiati da Israele e ripagati con l’uccisione di oltre 80 funzionari delle agenzie umanitarie ONU a Gaza.

Il recente vertice dei capi di stato arabi e musulmani, con la partecipazione tra gli altri di ex nemici giurati come Iran e Arabia Saudita, Marocco e Algeria, Siria e Turchia, oltre all’Egitto, Indonesia, e agli emiri del petrolio, e allo stesso Abu Mazen, si è limitato a un appello perché Israele cessi la sua offensiva, senza prendere alcuna misura capace di spingere realmente lo stato sionista a cessare il massacro a Gaza: per alcuni di loro la causa palestinese è in realtà solo una carta da giocare per accrescere la propria influenza nell’area, mentre per altri è un ostacolo che intralcia i loro affari con Israele e con l’Occidente. Nessuno di questi governi, espressioni di borghesie rapaci che hanno schiacciato nel sangue ogni moto di ribellione dei loro popoli, anche degli stessi palestinesi, e che si sono compromessi con le varie potenze imperialiste, può avere veramente a cuore la causa palestinese.

È ormai chiaro a tutti i palestinesi che non è da loro che potrà venire la soluzione che ponga fine all’oppressione coloniale e imperialista. Gli unici alleati dei palestinesi sono le masse scese in piazza in tutto il mondo e in particolare nei paesi arabi a fianco del popolo palestinese e contro l’aperto sostegno o la connivenza dei propri governi con Israele. 

Lo sciopero del 17 novembre, e la manifestazione del 18 a Bologna vuole dare il segnale che è ora che nella lotta contro la guerra e l’oppressione imperialista scendano in campo i lavoratori. Lo abbiamo fatto con lo sciopero del 20 ottobre e con la manifestazione di Ghedi del 21, contro la guerra in Ucraina dove il massacro di proletari sui vari fronti si è intensificato grazie alla sordina dei media, i cui riflettori sono attualmente puntati unicamente sul sostegno a Israele e alla sua aggressione a Gaza. Venerdì 17 e sabato 18 scioperiamo, insieme ai Giovani Palestinesi e altre organizzazioni della resistenza palestinese, 

  • contro il sostegno del governo Meloni alla guerra e ai crimini di guerra di Israele; 
  • contro i padroni che sostengono le politiche guerrafondaie e la corsa al riarmo imposta dal governo; per mettere in chiaro che di fronte a questi massacri un numero crescente di lavoratori apre gli occhi e alza la testa in un moto di classe e internazionalista;
  • perché la popolazione palestinese bombardata e repressa, e i loro sindacati che ci hanno chiesto di agire, sappiano che non sono soli e che altri proletari e giovani nel mondo lottano a loro fianco, con i blocchi al passaggio delle navi di Israele dall’Australia a Genova, con altre forme di boicottaggio e con l’arma dello sciopero; 
  • per muovere un primo passo nella costruzione di un fronte proletario internazionale contro sfruttamento, oppressione e guerra.

È dall’unione degli sfruttati e degli oppressi del Medio Oriente e di tutti i continenti contro i rispettivi governi che può sorgere un movimento solidale senza se e senza ma con la lotta del popolo palestinese, per la libertà contro ogni oppressione, per abbattere lo stato razzista e colonialista dell’integralismo sionista, presupposto per la convivenza con parità di diritti di popoli, etnie, religioni nella martoriata regione mediorientale.

Venerdì 17 novembre, sciopero da 4 a 8 ore

sabato 18 manifestazione a Bologna

ore 14:30 p.zza XX Settembre

  • per porre fine immediata al massacro e distruzione su Gaza,
  • per il ritiro dell’esercito israeliano da Gaza,
  • per il blocco immediato dei traffici d’armi diretti a Israele
  • per la fine dell’occupazione coloniale di tutti i territori palestinesi

Milano, 15 settembre 2023

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