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Dalla piazza di Bologna un messaggio forte e chiaro ai macellai sionisti e ai loro sponsor occidentali – SI Cobas

Questo il breve comunicato di commento del SI Cobas sulla manifestazione di Bologna di sabato 18. Salvo un articoletto comparso su Il Resto del Carlino (vedi in fondo), la rigida censura militare della stampa e della Tv di regime ha preteso cancellare una manifestazione molto partecipata, forte, caldissima, che ha dato ulteriore impeto – e che impeto! – alla solidarietà militante, internazionalista con la causa palestinese (ne diciamo qualcosa in più nel comunicato congiunto TIR-SI Cobas).

Censurata nell’Italia più sionistizzata di sempre, la manifestazione è però arrivata ai molti milioni (o decine di milioni?) di utenti di al-Jazeera e della televisione di stato pakistana, mentre solo nella giornata di ieri, grazie ai circuiti social non ancora totalmente militarizzati, ci sono arrivati calorosi saluti solidali (e congratulazioni) da organizzazioni di partito e sindacali e da singoli compagne/i dall’Argentina, dal Brasile, dal Portogallo, dalla Germania, dal Regno Unito, già al corrente di tutto, e il collettivo rivoluzionario ambientalista di Basilea ci ha fatto sapere di averci fatto “pubblicità” con uno striscione postato su un cavalcavia autostradale. A seguire... (Red.)

Nel pomeriggio di ieri [sabato 18 novembre] circa 10 mila manifestanti hanno invaso le vie del centro di Bologna.
I lavoratori del SI Cobas, dopo la riuscitissima giornata di sciopero di venerdì, hanno unito le loro forze con le migliaia di giovani palestinesi e arabi, scesi in piazza per manifestare con forza il loro sdegno e la loro rabbia contro il genocidio sionista in atto a Gaza, contro i massacri indiscriminati nei confronti di bambini, donne e anziani, le bombe su scuole e ospedali, la pulizia etnica che prosegue senza sosta anche in Cisgiordania.

Nel corso del corteo si sono avvicendati senza sosta interventi appassionati di denuncia delle responsabilità di Israele nel perpetuare un’occupazione coloniale che dura da 75 anni, della complicità dei governi occidentali e dell’opportunismo di gran parte degli stessi stati arabi: dai giovani palestinesi, alle comunità arabe, dai lavoratori del SI Cobas ai compagni della TIR, da Plat al comitato 23 settembre, dalla FGC alle realtà solidali bolognesi.

Come sintetizzato da numerosi interventi nel comizio finale a piazza Maggiore, di fronte agli eventi drammatici di queste settimane è più che mai necessario “alzare il tiro”, saldando la lotta per la libertà del popolo palestinese a quella contro i padroni e contro il governo Meloni: il “nemico in casa nostra”, che nel mentre arma la mano di Netanyahu e alimenta un corsa senza freni al militarismo sanguinario, conduce quotidianamente una guerra interna contro i proletari, attaccando i salari, l’agibilità delle lotte e il diritto di sciopero.

Per questo, la forza e l’energia della piazza di ieri rappresenta un passaggio fondamentale verso la costruzione di un fronte autonomo di classe con i piedi ben saldi sul terreno dell’anticapitalismo e di un coerente internazionalismo proletario – un patrimonio che non può e non deve andare disperso.

19 Novembre 2023

SI Cobas nazionale

Palestina, cinquemila in piazza: “Basta al massacro di civili”

Migliaia di persone hanno marciato in solidarietà con il popolo palestinese, chiedendo di sospendere il massacro dei civili. Una manifestazione pacifica, con bandiere, fumogeni e cori, che ha attraversato il centro cittadino senza disordini.

Palestina, cinquemila in piazza: "Basta al massacro di civili"

Palestina, cinquemila in piazza: “Basta al massacro di civili”

Un fantoccio, grande come un bambino, avvolto in una coperta sporca di sangue. Mani tinte dello stesso rosso. E migliaia di bandiere. Cinquemila persone, ieri pomeriggio, sono tornate in marcia, da piazza XX Settembre, in solidarietà con il popolo palestinese. Per la terza settimana di fila, il centro cittadino è stato attraversato da una manifestazione, organizzata dai Si Cobas, che chiede di sospendere il massacro dei civili palestinesi. “Non smettiamo di parlare della Palestina”, si legge su un cartello, mostrato da una manifestante. Sono tantissime le donne, in prima fila, dietro allo striscione ‘Free Palestina’. C’è anche una grande bandiera verde, bianca, rossa e nera, che passa sulle teste dei manifestanti. In corteo, assieme a tantissimi cittadini di origine straniera, ci sono anche i ragazzi della Fgc, dietro lo striscione con scritto ‘Fermiamo il massacro – Palestina liberà’. Una camminata che ha attraversato tutto il centro, da via Indipendenza a via Irnerio, con cori e fumogeni, scortata da un nutrito cordone di forze dell’ordine, e che si è conclusa, senza disordini, in piazza Maggiore.

Il Resto del Carlino, 19 novembre [Tutto qui?]

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