Un blog per chi ama la lotta e sogna la rivoluzione

Sullo sciopero dei ferrovieri, e il suo seguito – CUB Ferrovie-Trasporti

Riceviamo dal compagno Alessandro Pellegatta, e volentieri pubblichiamo, questi tre volantini della CUB Trasporti e della CUB Ferrovie sullo sciopero del 13-14 luglio, e il suo seguito. Lo sciopero ha avuto una buona riuscita, a differenza – tanto per dire- dello sciopero dei metalmeccanici del 7 (al Nord) e 10 luglio (al Sud), sostanzialmente fallito, segno non solo dell’alto grado di malessere esistente tra i ferrovieri, ma anche della volontà di lottare (le due cose non coincidono). Può darsi che al suo buon esito abbia contribuito anche il tentativo di Salvini&Meloni di stroncarlo attraverso la precettazione, come abbiamo osservato nel nostro post. Le prese di posizione contengono sacrosante critiche (esposte in forma perfino troppo moderata) alla subordinazione di Cgil-Cisl-Uil alle “priorità aziendali”, alla loro funzione strutturale di svuotare e sedare il conflitto di classe, all’ipocrisia con cui “contestano” a parole comportamenti aziendali permessi dai CCNL da loro firmati, e riaffermano il principio altrettanto sacro dell’auto-organizzazione dei lavoratori. Ci permettiamo di osservare loro, e non se ne abbiano, che non riceveranno alcun aiuto reale alla loro lotta dai riferimenti alla Costituzione. (Red.)

SCIOPERARE PIÙ CONVINTAMENTE CHE PRIMA

DI CUBFERROVIE · LUGLIO 13, 2023

FACEBOOK

LA PRECETTAZIONE DEL MINISTRO DEI TRASPORTI CHE VENENDO IN SOCCORSO ALLE IMPRESE FUORI TEMPO MASSIMO ARBITRARIAMENTE E CON MOTIVAZIONI ASSURDE DIMEZZA LO SCIOPERO RESTRINGENDOLO ALLA FASCIA 3-15 DEVE RAFFORZARE LE MOTIVAZIONI DELLA VERTENZA CONTRATTUALE

Imprese e Istituzioni sanno ufficialmente dello sciopero da settimane. La legge impone un iter burocratico di raffreddamento che allunga i tempi e dirada le giornate di calendario utili. Al netto di ciò tali soggetti possono convocare le parti sindacali in qualsiasi occasione, che non c’è mai stata. Il ministro si adduce a una convocazione surreale con preavviso di nemmeno 3 ore al Ministero (se avessero inventato il teletrasporto avremmo forse risolto in partenza i problemi del trasporto) e a sole 12 ore dallo sciopero lanciato nella sua organizzazione. Le aziende si presentano sicure di giocare in casa per la precettazione: fanno fallire l’incontro (nato per quello) e lamentano il pericolo per l’utenza (che tirano in ballo adesso e non quando la lasciano nelle vetture-forno o in ritardo ferme al segnale o alle mancate coincidenze o al caro-biglietti o alle soppressioni per mancanze di personale). Il ministro muscolare raccoglie l’alzata e schiaccia: la precettazione. Le motivazioni a supporto dell’ordinanza ministeriale sono citabili per l’esercizio di fantasia che tratteggiano. La “vicinanza alla franchigia estiva”, al contrario della dell’uso in precettazione, è proprio ciò che rende conforme lo sciopero alle loro regole.

Se non piove, come ai tempi di un precedente governo, allora fa caldo e quindi come accettare uno sciopero Agitazione meteoropatica. E come dimenticare che sui treni ci salgono i viaggiatori e che le aziende, con talento predittivo, prevedono disagi? L’inaccettabile sciopero per scioperare e quindi, per tagliar corto, viene a cadere la caratteristica che evidentemente piace ai precettatori: lo sciopero dove nessuno sciopera!

La Costituzione andrebbe letta tutta non a pagine alterne. I ferrovieri sanno che tutto questo gioco delle parti è sulla pelle loro e dei viaggiatori, usati di comodo quando servono da pretesto. I ferrovieri sanno che le aziende sono lontane dal voler risolvere i problemi del trasporto. Neanche il Ministero si pone come parte terza, essendosi schierato dalla parte dello statu quo. Scioperiamo con maggior convinzione dalle 3 alle 15 e agli appuntamenti che seguiranno. Per qualsiasi informazione e casi da norme tecniche siamo disponibili al recapito cubferrovie@prosso15

13 luglio 2023

Il 13 e 14 luglio in Trenitalia, Trenitalia Tper e Trenord scioperiamo per dare voce ai lavoratori!

DI CUBFERROVIE · LUGLIO 7, 2023

FACEBOOK

Continuano le politiche di deregulation aziendali che colpiscono direttamente i lavoratori minando dalle fondamenta la quotidianità lavorativa ed ogni tipo di prospettiva futura. Al degrado normativo figlio di contratti basati sui concetti di flessibilità e mano libera alle aziende, si associano le difficoltà derivanti da pretese aziendali sempre più spregiudicate e turni insostenibili che scaricano in basso mancanze di personale croniche e strutturali. Le prevaricazioni, le forzature su diritti e sicurezza, l’abuso dello straordinario, il taglio degli impianti, l’attacco alla squadra di scorta e la forzatura sull’AS notturno, la difficile esigibilità di diritti sono la conseguenza diretta di una contrattazione ormai lontana dalla base, sigillata in un cortocircuito nel quale il lavoratore è attore non partecipante. E’ urgente prendere coscienza che l’unica via d’uscita è farsi sentire non più come entità delegante ma con il protagonismo delle assemblee autoconvocate che stanno già prendendo vita in molte località ed impianti, attraverso l’impegno collettivo per una piattaforma rivendicativa davvero dal basso come quella che sta raccogliendo migliaia di contributi al questionario predisposto da un gruppo di volenterosi lavoratori e come l’esperienza del 2016 ci porta in dote. Il sindacalismo di base è disposto a sostenere l’autorganizzazione dei lavoratori, per una rinnovata stagione di lotte, nella consapevolezza che:

1) essi non deleghino ad altri la risoluzione dei loro problemi ma puntino a dare rappresentanza diretta delle loro istanze e …

2) non si tratta di avere i tavoli per smussare qua e là giacché nei CCNL in essere ci sono le leve, neanche tutte applicate, della gestione insalubre del lavoro che abbiamo visto;

3) quanto invece di avanzare una battaglia contrattuale di miglioramento delle condizioni di lavoro. Le aziende del resto già praticano quel livello contrattuale dalla loro parte, introducendo nel silenzio generale profonde e snaturanti riorganizzazioni del lavoro.

  • QUESTO SCIOPERO DEVE CERTIFICARE il rifiuto della monetizzazione (apparente) dei nostri diritti come anticamera per la loro cancellazione.
  • RAFFORZARE questi primi ed importantissimi movimenti di ribellione allo status quo, per traguardare obiettivi di unione, coordinamento e rivendicazione comune.
  • DARE un segno forte della volontà dei lavoratori di imporre le proprie esigenze senza i filtri della falsa rappresentatività dei soliti inutili tavoli.
  • ABBATTERE le divisioni all’interno della stessa azienda e fra lavoratori di aziende diverse create ad arte per dividere la base e renderla debole e sotto scacco.
  • PORTARE avanti un principio mai spento, ovvero che solo i lavoratori, attraverso i rapporti di forza, possono costruire nuove piattaforme rivendicative e non subire quelle datoriali come fanno da sempre i sindacati ai tavoli.
, ,

articoli correlati

Scopri di più da Il Pungolorosso

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere