
Riprendiamo da Counterpunch questo nuovo intervento di Eve Ottenberg, che ha senz’altro un approccio pacifista alla guerra in Ucraina ben differente dal nostro, ma è ancora una volta capace di denunciare con forza il “proprio” governo, il “proprio” “imperial capital”, con elementi analitici precisi (per quanto è possibile in tempi di menzogne di guerra). Qui da noi, invece, quasi il 99% delle denunce riguardano l’imperialismo degli altri, o il fatto che l’Italia, un vero e proprio bastione della NATO in questa parte del mondo (parola del segretario della NATO Stoltenberg), e attiva perciò fin dal primo giorno nelle operazioni di guerra, si faccia “sempre più” coinvolgere nello scontro con la Russia... mentre invece, cosa? Dovrebbe seguire la sua meravigliosa Costituzione “pacifista”? (Red.)
Read the original version of O.’s article in English
Allora, quanti soldati americani combattono in Ucraina?
La cricca di Biden fa molta attenzione a non rivelare o fare riferimento alla loro presenza, mercenaria o meno, ma la domanda continua a ripresentarsi. È accaduto nuovamente il 27 giugno, quando la Russia ha bombardato quello che la stampa ucraina chiamava semplicemente un ristorante a Kramatorsk. Tuttavia, questo ristorante apparentemente innocuo faceva parte di un complesso alberghiero che a quanto pare attirava molti uomini occidentali in età da combattimento, in particolare soldati americani e altri provenienti dai paesi della NATO. Lo sappiamo perché testimoni oculari li hanno sentiti parlare inglese americano e hanno visto i loro tatuaggi militari statunitensi (3° Battaglione Ranger) e le bandiere americane sui loro elmetti. Inoltre, mercenari americani sono stati segnalati come morti in account Twitter. Sappiamo anche che questo attacco missilistico ha ucciso 50 ufficiali ucraini e due generali e almeno 20 degli occidentali, compresi gli americani, dimostrando ancora una volta che un soldato americano in Ucraina è uno di troppo.
Il problema è che non sappiamo quanti soldati americani – per non parlare dei mercenari americani – siano in Ucraina. Il ministero della Difesa russo stima che ci siano stati oltre 900 mercenari americani in Ucraina. Nel frattempo Washington tace, custodendo attentamente la sua conoscenza di questo segreto per l’ovvia ragione che non farlo potrebbe provocare uno scontro aperto con Mosca. E dal momento che non vogliono una terza guerra mondiale nucleare, la Casa Bianca e il Pentagono nutrono un intenso interesse a nascondere i fatti sull’impatto militare degli Stati Uniti in Ucraina e il loro possibile incoraggiamento dello stesso. Anche se lì venisse ucciso un gran numero di ufficiali americani della NATO, noi, nella cosiddetta patria, ne saremmo senza dubbio tenuti all’oscuro.
I frammenti di notizie che riceviamo indicano che i combattimenti vanno male per le truppe statunitensi. «Questa è la terza guerra in cui ho combattuto, e questa è di gran lunga la peggiore», ha detto Troy Offenbecker al Daily Beast il 1° luglio. «Vieni martellato in maniera fottuta dall’artiglieria, dai carri armati. La scorsa settimana un aereo ha sganciato una bomba vicino a noi, a tipo 300 metri di distanza. È una merda orribile». Il Daily Beast cita un altro soldato americano, David Bramlette: «Il giorno peggiore in Afghanistan o in Iraq è, al paragone, un grande giorno in Ucraina». Per quanto riguarda le missioni di ricognizione, ha detto: «se due di loro vengono feriti… non c’è nessun elicottero che viene a prenderti… questa situazione di merda può andare a rotoli molto, molto velocemente». In altre parole, questo è un nemico diverso, molto competente, e i soldati statunitensi in Ucraina sub-rosa potrebbero morire in una quantità tale di cui le persone a casa non hanno mai sentito parlare.
Prendiamo il caso dell’attacco missilistico di marzo a Leopoli. Non abbiamo idea se le voci che giravano intorno a questo assalto, voci che parlavano di centinaia di morti della NATO, compresi americani, fossero vere o meno. Nella misura in cui hanno menzionato questa presunta catastrofe, i media statunitensi si sono affrettati a contestare la veridicità di questi rapporti. Quindi questo attacco ha ricevuto poca o nessuna copertura occidentale. Osservatori esperti come Moon of Alabama se ne sono tenuti alla larga, presumibilmente perché la nebbia di guerra era troppo fitta. Tuttavia, un commentatore regolare su quel sito, Oblomovka Daydream, ha pubblicato un account sull’open thread Moon of Alabama il 15 aprile. Vale la pena dare un’occhiata ai suoi dettagli non riportati altrove. Ma, attenzione: si sa poco del track record di Oblomovka Daydream. Secondo questa fonte, a marzo la Russia ha lanciato missili Kinzhal [Кинжал significa “pugnale” in russo, N.d.T.] contro un centro di comando della NATO nella regione di Leopoli. Questa struttura segreta, a una profondità di cento metri, era “un posto di comando di riserva dell’ex distretto militare dei Carpazi… ben protetto e dotato di moderni sistemi di comunicazione”. I generali e i colonnelli della NATO lo hanno scelto. Si sono sentiti tanto al sicuro da abbassare la guardia: “A volte decine di auto si sono radunate all’ingresso del quartier generale anche in pieno giorno”. Il Kinzal (“Pugnale”) è stato scelto “perché un tale bunker è invulnerabile ai missili convenzionali”. L’assalto russo non ha lasciato sopravvissuti. “E ce n’erano più di 200, compresi, dicono alcuni giornalisti occidentali “informati”, diversi generali e alti ufficiali americani. E anche – inglesi, polacchi, ucraini”. Secondo il portale greco ProNews, vicino al ministero della difesa greco e citato in questo post, “dozzine di ufficiali stranieri sono stati uccisi” quando i missili ipersonici Kinzhal hanno colpito la struttura segreta. Questo è stato “un disastro per le forze della NATO in Ucraina”.
Come accennato in precedenza, i notiziari occidentali si sono affrettati a non riferire una parola su ciò o a mettere in dubbio la credibilità di questi resoconti. Secondo Newsweek del 31 marzo, le affermazioni secondo cui un centro di comando della NATO era stato colpito erano «prive di fondamento». Newsweek ha qualificato ProNews come “altamente discutibile”, ammettendo tuttavia che la notte del 9 marzo la Russia ha reagito per il sabotaggio a Bryansk, impiegando Kinzhals, e che una regione presa di mira era Lvov. Quindi non è chiaro cosa sia successo. Oblomovka Daydream cita alcuni dettagli convincenti: “Alcuni siti di Kiev hanno anche spifferato: dopo l’emergenza, i rappresentanti del Ministero della Difesa e dello Stato Maggiore delle Forze Armate dell’Ucraina sono stati chiamati a rispondere di quanto accaduto presso l’ambasciata americana, dove sono stati rimproverati per la scarsa sicurezza del centro di controllo”, e dove allo stesso tempo è stato consegnato loro un elenco degli alti ufficiali americani morti con l’ordine di “recuperarli almeno da sottoterra”. Il punto è questo: dozzine di americani sarebbero potuti rimanere uccisi, e se così fosse stato, potete starne certi, non ne avremmo mai sentito parlare. Perché questa è una guerra per procura, e gli Stati Uniti si suppone non abbiano nulla a che vedere
con essa. Anche se miliardi di dollari americani e un sacco di materiale militare statunitense sono scomparsi chissà dove in Ucraina. Anche se gli americani combattono e muoiono lì. E anche se nessuno, al di fuori delle loro famiglie e dei funzionari governativi, sa chi sono.
Ma non abbiate mai a dubitare che gli americani sono stati in Ucraina dall’inizio di questa guerra. I rapporti sono emersi su Twitter il 9 luglio citando quanto riportato ai media turchi da un comandante dell’Azov, Volyn. Secondo Volyn gli Stati Uniti e la Russia hanno organizzato la resa dell’Azov ad Azovstal l’anno scorso in cambio del ritiro di diversi “ufficiali statunitensi di alto rango” dalla struttura. In effetti, all’epoca circolavano voci di americani ad Azovstal. Questa intervista turca sembrerebbe confermarlo. Lungi dall’obiettare, molti americani lo sosterrebbero. Ma d’altra parte, molti americani ignorano la minaccia di una guerra nucleare con la Russia; un azzardo che nessuna persona sana di mente vuole correre. Tutto ciò rinforza, ancora una volta, l’argomentazione secondo cui Washington dovrebbe ritirare i suoi artigli e cercare di contrattare. Mosca ha detto che colpirà i centri di comando: quanto ci vorrà prima che un grande contingente di “addestratori” americani della NATO venga ucciso e non possa essere nascosto? Che dire a quel punto? Oops … non intendevamo iniziare la terza guerra mondiale? Washington dovrebbe cercare una soluzione negoziata. Un piano di pace, come quello predisposto dai paesi neutrali nella primavera del 2022, che i geni occidentali hanno fatto naufragare. Oppure Washington potrebbe mettere da parte il suo orgoglio e dare seguito alla proposta di pace cinese. Se ci fosse la minima preoccupazione per la vita umana, i pezzi grossi del capitale imperiale lo farebbero. Si può solo concludere che quella preoccupazione non c’è.
