
Dal Giappone:
Buongiorno, amici della classe operaia italiana. Il mio nome è Michitoshi Seki, sono il presidente di Doro Chiba. Il nostro è stato l’unico sindacato che ha scioperato contro la divisione e la privatizzazione delle ferrovie giapponesi, avvenuta nel 1987. Trentasei anni dopo, noi siamo davanti al collasso delle ferrovie: esternalizzazioni, accorpamento di funzioni, abolizione di linee locali, etc. Ma siamo comunque determinati a continuare la lotta, nella linea della solidarietà internazionale.
Cari amici riuniti a Milano, noi vi inviamo un sentito, sincero messaggio di saluto. Io sono Yasuhiro Tanaka, sono stato presidente di Doro Chiba e sono ora un suo consigliere.
Il governo giapponese di Kishida sta ora correndo a precipizio verso una militarizzazione su larga scala. A seguito dell’amara esperienza dell’aggressione portata ad altri paesi asiatici, il Giappone ha una costituzione che lo impegna ad abbandonare il ricorso alla guerra. Ora invece, calpestando questo principio, è in atto una mobilitazione per la guerra, che sta assorbendo in sé tutte le funzioni sociali. La spesa militare è recentemente raddoppiata per contribuire all’escalation della guerra in Ucraina e, in seguito, per estendere la guerra alla Cina, per un terzo conflitto bellico mondiale.
Ovviamente noi denunciato l’invasione dell’Ucraina compiuta dal governo di Putin, ma il principale fattore agente dell’attuale guerra è la profondissima crisi dell’imperialismo. Tenendo ben presenti queste tendenza [ della politica mondiale ], noi siamo fermamente determinati a far rinascere in Giappone il sindacalismo militante.
Nei giorni scorsi si è tenuto ad Hiroshima il summit del G-7 e il governo Kishida ha invitato Zelensky per mettere in scena una conferenza di guerra. Hiroshima è la città dove la bomba atomica ha fatto 300.000 morti in un solo colpo, e i sopravvissuti di prima, seconda e terza generazione hanno fatto sentire la loro voce piena di collera contro le armi nucleari. Il governo Kishida ha cercato di utilizzare questo sentimento per rafforzare la corsa alla guerra accampando il pretesto di voler “creare un mondo senza armi nucleari”: Ma la gente di Hiroshima è furiosa.
Il Giappone deve al momento fronteggiare una crisi fatale, con un indebitamento che è il peggiore nel mondo. E nonostante ciò, il governo ha imposto il raddoppio della spesa militare. Naturalmente i costi, i sacrifici saranno accollati alla classe lavoratrice, come già si vede nella precarizzazione del lavoro su scala sempre più ampia.
Per contrastare questo attacco, noi facciamo [ ogni anno ] lo sforzo di organizzare a novembre una manifestazione nazionale di lavoratori combattivi nel centro di Tokio. Quest’anno la dimostrazione si terrà il 19 novembre. Questa manifestazione ha anche assunto un carattere internazionale, a partire dalla protesta mondiale contro la guerra in Iraq nel 2003. Quest’anno cade il ventesimo anniversario di quella protesta. Se voi potrete partecipare a questa manifestazione internazionale di lavoratori, sarà di enorme incoraggiamento ai lavoratori combattivi del Giappone.
Ora noi siamo impegnati in una protesta contro una nuova legge che indurisce i controlli sugli immigrati. Uniamo le nostre lotte!!
