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“La loro guerra, la nostra miseria” – Movimento disoccupati 7 novembre / SI Cobas

Ancora da Napoli, un esempio di lotta – quella del Movimento disoccupati 7 novembre – che unisce, nella sua incessante attività, le rivendicazioni immediate (avviamento al lavoro, carovita, bollette) con la denuncia della guerra e delle spese militari. In testa alla manifestazione, un gruppo di donne proletarie. Intanto è partita, a livello nazionale e internazionale, una raccolta di firme di solidarietà con loro, contro la repressione di stato, fatta di “avvisi orali”, denunce (finanche per associazione a delinquere) e processi.

CONTRO LE SPESE MILITARI
SERVIZI E LAVORO AI PROLETARI

Oggi centinaia di disoccupati del Movimento 7 Novembre sono scesi in piazza bloccando le principali vie del centro, uno spezzone di testa di donne proletarie e centinaia di disoccupati al grido “Zero spese militari” in riferimento all’aumento a 100 milioni di euro al giorno approvato dal Governo Draghi. Mentre la guerra imperialista continua l’escalation militare, i disoccupati di Napoli sanno bene che a pagare il costo delle loro guerre saranno e sono già i proletari, lavoratori e disoccupati.

L’aumento delle bollette, del carovita, a seguito di due anni di gestione criminale e caotica del Covid-19, l’aumento dello sfruttamento e della disoccupazione ed ora l’aumento delle spese militari, per armi e soldati: per i progetti di formazione e lavoro da 8 anni non si trovano risorse e percorsi concreti, per miliardi di spese belliche (26 all’anno e 100 milioni al giorno) è bastato un decreto.

Il SI Cobas sostiene la lotta dei disoccupati, colpiti da una feroce repressione proprio perché in grado di unificare la rivendicazione di un salario dignitoso con le altre lotte operaie e sociali, la vertenza con una prospettiva di emancipazione e liberazione dallo sfruttamento e dalla miseria capitalista.

#Napoli #SiCobas #7nov #Lavoro

Dal quotidiano indipendente Il Desk – 18 marzo

I senza lavoro contro l’aumento delle bollette e delle spese militari

Centinaia di disoccupati napoletani oggi in corteo a Napoli contro la repressione poliziesca, la guerra imperialista, l’aumento delle spese militari, il carovita, l’aumento delle bollette per il lavoro buono e stabile. L’iniziativa è stata promossa dal combattivo ‘Movimento 7 Novembre’. “Il Governo trova in pochi minuti miliardi di euro da stanziare per aumentare le spese militari mentre per a noi resta solo la fame”. Contestata duramente la decisione della Camera di approvare un ordine del giorno che impegna l’esecutivo ad aumentare la spesa militare italiana da 25 a 40 miliardi di euro. “Ogni giorno si spenderanno 100 milioni di euro, mentre per il salario ai disoccupati non si trovano le risorse- spiegano i senza lavoro in un nota – E’ chiaro il disegno criminale”. I disoccupati sono sfilati davanti alle sedi del PD a Via Santa Brigida, del Comune, della la Prefettura. L’iniziativa di lotta spontanea si è conclusa davanti alla sede della Regione Campania.

Da mesi imploriamo istituzioni e Governo a trovare soluzioni alla nostra condizione resa ancora più insostenibile dall’impennata di aumenti delle utenze e dei prodotti in genere – spiega un portavoce del movimento – soluzioni che hanno sempre trovato nella mancanza di fondi e finanziamenti uno o degli ostacoli più insormontabili”.

Ieri in pochi minuti e soprattutto sotto la spinta emotiva di quanto sta accadendo in Ucraina – sottolinea il disoccupato – i nostri governanti sono riusciti a trovare un accordo che sposta fino al 2 percento del prodotto interno lordo per spese destinate all’esercito. E fa sua la frase esposta sullo striscione in testa al corteo “Loro la guerra, nostra la miseria”.

Questo, invece, il dispaccio dell’Ansa.

Ucraina : corteo disoccupati Napoli, contro aumento spesa militare 

Miliardi per le guerre ed a noi resta la fame 

NAPOLI 

(ANSA) – NAPOLI, 18 MAR – ”Il Governo trova in pochi minuti miliardi di euro da stanziare per aumentare le spese militari mentre per a noi resta solo la fame”. E’ questa l’accusa dei disoccupati napoletani scesi oggi in piazza dopo la decisione della Camera di approvare un ordine del giorno che impegna l’esecutivo ad aumentare la spesa militare italiana da 25 a 40 miliardi di euro. I disoccupati, appartenenti al ‘Movimento 7 novembre’ , hanno fatto in corteo, con in testa numerose donne disoccupate , il giro delle sedi istituzionali esponendo striscioni con le ragione della protesta. “Da mesi imploriamo istituzioni e Governo a trovare soluzioni alla nostra condizione resa ancora più insostenibile dall’impennata di aumenti delle utenze e dei prodotti in genere – spiega un portavoce del movimento – soluzioni che hanno sempre trovato nella mancanza di fondi e finanziamenti uno o degli ostacoli più insormontabili”. “Ieri in pochi minuti e soprattutto sotto la spinta emotiva di quanto sta accadendo in Ucraina – sottolinea il disoccupato – i nostri governanti sono riusciti a trovare un accordo che sposta fino al 2 percento del prodotto interno lordo per spese destinate all’esercito. E fa sua la frase esposta sullo striscione in testa al corteo ” Loro è la guerra, nostra la miseria”. (ANSA). 

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