I nodi al pettine dell’ArcelorMittal in un confronto pubblico al servizio dell’autonomia operaia, la lotta di classe, il fronte unico di classe
Dallo Slai cobas Taranto alle realtà del Patto d’azione e del sindacalismo di classe, alle realtà di lotta locali e nazionali
Il governo Conte ha fatto un nuovo accordo con Arcelor-Mittal che sarà ufficializzato l’11 dicembre.
A Taranto esso trova l’opposizione di settori della popolazione e dei lavoratori perché non tutela né lavoro, né salute.
Come stanno realmente le cose? Come affermare l’autonomia operaia e l’unità lavoratori e masse dei quartieri inquinati contro il sindacalismo aziendalista e l’asse Istituzioni locali/Governo, al servizio degli interessi di altri padroni e della Marina militare, con l’ambientalismo borghese, piccolo borghese e antioperaio,
in quella che è la più grande fabbrica in Italia in questo momento e in una città coacervo delle contraddizioni del capitale, dello Stato e dell’imperialismo?
Parliamone seriamente nel Patto d’azione a partire dalla lotta locale e nazionale su basi di classe all’attuale accordo, lungo la via di una manifestazione a Taranto e dello sciopero generale del 29 gennaio.
L’iniziativa è organizzata dallo Slai Cobas sc Taranto in presenza (in via Livio Andronico, 47) e in via telematica il 15 dicembre dalle ore 17.
Il link per partecipare è https://meet.google.com/pbr-ccut-cqm
info 335-5442610
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