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I disoccupati organizzati di Napoli rispondono con due forti giornate di lotta a chi gioca sulla loro pelle

Ieri ed oggi, 25 e 26 giugno, due intense giornate di lotta dei disoccupati organizzati di Napoli (Movimento di lotta per il lavoro 7 novembre e Cantiere 167 Scampia) per protestare contro l’ennesimo tentativo delle istituzioni di rimangiarsi gli impegni presi, e provare a logorare con subdole manovre di divisione e provocatori pretesti il movimento dei disoccupati organizzati (7 novembre, Cantiere 167 Scampia).

Un movimento che ha dato invece un’ulteriore prova di voler e saper essere unito per portare a termine un avviamento al lavoro per servizi di pubblica utilità (reale!) che è stato strappato dalle piazze degli ultimi 10 anni!

Le istituzioni locali e centrali hanno dovuto ingoiare il rospo, ma non rinunciano a cercare di sputarlo fuori. Senonché si sono trovati ancora una volta davanti ad una risposta determinata e unitaria, che per il suo valore classista dovrebbe essere colta, difesa e sostenuta molto al di là del mondo dei disoccupati e della città di Napoli da quanti (movimenti sociali, organizzazioni e reti politiche, forze del sindacalismo di base, radio, singoli militanti) non hanno perso il vizio di rispondere agli attacchi padronali e governativi con la lotta organizzata, e l’allargamento del fonte di lotta.

La nostra redazione e la Tir sono dall’inizio al fianco di questa difficile e determinata lotta, e tanto più lo sono ora. Per questo pubblichiamo qui di seguito – a mobilitazione in corso – gli ultimi tre comunicati del Movimento 7 novembre e di Cantiere 167 Scampia. (Red.)

Comunicato del giorno 26 giugno, alle ore 15

VENITE TUTTI ORA SOTTO LA QUESTURA: EDDY, OMERO, PEPPE, FRANCESCO DEVONO ESSERE RILASCIATI.

MARTEDI TUTTI/E A ROMA!

NAPOLI 48 ORE DI OCCUPAZIONI, FERMI IN QUESTURA, TRAFFICO IN TILT.

LE ISTITUZIONI VOGLIONO FARE ESPLODERE UNA BOMBA SOCIALE.

Decine di anni per produrre un progetto di lavoro tirocinio finalizzato all’inserimento nei servizi di pubblica utilità.

1200 donne e uomini, 300 ore di formazione, 80 di stage, esami ed attestati, selezione telematica, verifica dei requisiti, graduatoria degli idonei, poi le convocazioni per la firma dei contratti, coperture Inail, visite mediche e procedure per DPI.

Conferenze stampa in due anni, annuncio di date, protocolli firmati e dichiarazione formali di Prefetto, Sindaco, Ministero del Lavoro.

Si avviano solo dal 21 Maggio le attività di lavoro come da contratti firmati.

Si parte finalmente.

Poi un nuovo fermo: 451 hanno i nullaosta, 650 devono sospendere e riprendere il lavoro al 1° Luglio. Questa la comunicazione in Prefettura da parte del Ministero del Lavoro, Comune, Città Metropolitana, Regione, Sviluppo Italia Lavoro e Dadif.

Ma si arriva al 26 Giugno nuovamente senza neanche un nullaosta rilasciato.

Chi è che fomenta il caos ed il problema di ordine sociale?

MARTEDI 30 alle ore 7:00

PARTENZA STAZIONE CENTRALE

TUTTI/E A ROMA

Comunicato di giovedì 25, ore 18

Non ci piegheremo davanti al vostro fallimento!

Sarà una lunga notte sul tetto del Maschio Angioino

Domani tutti uniti in piazza con la massima determinazione e partecipazione per far rispettare gli impegni assunti.

Gli altri disoccupati occupano la sede di Sviluppo Italia Lavoro. Altri sono in piazza a sostegno e domattina alle 9 fuori la Metro di Toledo!

Dopo un percorso infinito 1200 disoccupati poi formati, poi selezionati e poi firmatari di contratti di lavoro tirocinio con tanto di strutture ed orari prima iniziano a lavorare per settimane poi vengono bloccati per problemi “amministrativi” per i quali viene rinviato l’effettivo inizio al 1 Luglio con comunicazione ufficiale in sede della Prefettura con Ministero, Comune, Città Metropolitana, Regione, Dadif e Sviluppo Italia Lavoro. Ma oggi si scopre che, nonostante tutte le procedure, la società del Ministero non rilascia i nullaosta.

Manutentori del verde, operatori ambientali, addetti alla cura ed accoglienza museale, operatori del marketing dei beni culturali e tanti altri che dovrebbero oggi dare il loro lavoro e tempo, liberandosi dalla marginalità sociale, per offrire un servizio collettivo alla città. Molti coprirebbero anche le famose zone del degrado della città aumentando cura, decoro e controllo sociale dove invece una gestione criminale dell’immigrazione genera appositamente odio e scontro tra gli strati popolari.

Hanno provato in tutti i modi a dividerci e ci provano ancora. Ma non ci riusciranno.

La politica borghese è questa: una notte per miliardi a banche e industria delle armi e decine di anni per un posto di lavoro.

Loro hanno il monopolio della forza, la repressione, la politica ed i palazzi che alimentano la guerra tra poveri ma noi abbiamo sviluppato la forza della ragione, quella di classe.

CI SERVE LA MANO DI TUTTI/E.

VENITE A PORTARCI SOSTEGNO.

LE CHIACCHIERE STANNO A ZERO.

CHI DICE DI LOTTARE IN CITTÀ NON PUÒ STARE ALTROVE.

COMUNICATO STAMPA 24 giugno, ore 21.04

CHI GIOCA SULLA PELLE DEI PROLETARI?

RISPETTO PER LA PLATEA DEI 1200: ORA BASTA!

APPELLO A TUTTA LA PLATEA ED ANCHE A TUTTI/E I SOLIDALI DI MOBILITARSI CON NOI IN MANIERA PERMANENTE IN TUTTE LE FORME DA VENERDÌ H 9:00 LARGO BERLINGUER METRO TOLEDO

Dopo oltre dieci anni di lotta ed il click day del 10 Luglio di un anno fa con tutto quello che ne è conseguito, nello stesso mese di LUGLIO 2025 Prefettura, Ministero e Comune concordavano di verificare l’idoneità di tutti i disoccupati aventi i requisiti previsti dal bando allargando la platea.

Nel mese di Ottobre e Novembre, si proseguiva con i questionari ai fini dei DPI per i primi 800 e la presentazione a Sviluppo Italia Lavoro dei documenti per gli ulteriori 400, mentre il 7 Dicembre ci fu l’ennesimo annuncio pubblico e con tanto di conferenza stampa con Duringon, Prefetto e Sindaco, che indicava la partenza con un cronoprogramma dei primi 42 prima di Natale che non avevano bisogno dei DPI, a Gennaio di un altro blocco di 800 e tra Febbraio e Marzo degli ulteriori 400 che nel frattempo avevano anche loro completato i questionari per i DPI.

La modifica sostanziale del progetto in un unica platea di 1200 e l’intervento della Regione Campania accelera tutto anche per la copertura finanziaria.

Purtroppo passano mesi e tutta la platea dei disoccupati seppur con ritardo viene convoca a firmare nella sede della Dadif nel mese di Maggio.

Dopo aver firmato tutti quanti i contratti ed i PFI in sede Dadif, si parte come da contratto sulle sedi, con gli orari e i tutor assegnati tra il 21 Maggio ed il 1 Giugno.

Ma – oltre difficoltà serie ma anche comprensibili nella prima fase del progetto – per oltre 600 tirocinanti dopo le prime settimane di lavoro si scopre che Sviluppo Italia Lavoro non aveva dato i nullaosta.

Nella Prefettura di Napoli ci viene comunicato dopo la prima settimana di Giugno che era necessaria la sospensione temporaneamente del progetto per farlo ripartire bene, sistemando il problema del nullaosta, al 1 Luglio.

Insomma per 451 prosegue mentre per oltre 600 si sospende perché Sviluppo Italia Lavoro ritiene dover avere correzioni sui PFI e riaprire l’istruttoria.

Nonostante l’enorme problematica dall’incontro in Prefettura passano settimane eppure solo grazie ad un fiato sul collo continuo esce pubblicamente sul sito di Sviluppo Italia Lavoro la modifica e la procedura per l’istruttoria finalizzata a lavorare i nuovi PFI e concedere i nullaosta.

È inspiegabile oltre la lotta, l’enorme lavoro quotidiano di spiegazione, coordinamento, orientamento di donne e uomini che hanno deciso di partecipare a questo progetto anche liberandosi dal lavoro nero o dal sussidio dell’assegno di inclusione, credendo giustamente dopo la firma di un contratto di poter avere una indennità da tirocinio di lavoro nonostante insufficiente per campare.

Ma per le istituzioni questa realtà non è la loro realtà.

Siamo quasi al 1° Luglio, vengono riconvocati in sede Dadif centinaia di disoccupati per rifirmare il PFI ma ci risulta che Sviluppo Italia Lavoro continua a rallentare e porre problemi sul rilascio dei nullaosta.

C’è ancora chi gioca sulla divisione, sul caos voluto, sulla confusione generata dall’alto contro la platea per dividere e non fare partire davvero un progetto che per noi deve subito funzionare e dimostrare che si vuole lavorare e si vuole garantire un servizio alla città con la prospettiva di una stabilizzazione.

CHI STA GIOCANDO SULLA VITA DI 1200 FAMIGLIE, SI ASSUMERÀ LA RESPONSABILITÀ POLITICA E SOCIALE.

PER QUESTO FACCIAMO APPELLO ALLA CITTÀ A MOBILITARSI CON NOI IN MANIERA PERMANENTE ED IN TUTTE LE FORME DA VENERDI 26.

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