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Primo maggio in Palestina: bandiere rosse a Rafah e a Tel Aviv. Poche, ma…

Il Primo Maggio, in contemporanea, a Rafah e a Tel Aviv, proletari palestinesi e giovani antisionisti hanno sfilato in migliaia con le bandiere rosse, storica insegna del movimento proletario internazionale e di ogni paese (*).

A Rafah la dimostrazione è stata organizzata dal Coordinamento per Unità dei Lavoratori, braccio sindacale del Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina, una organizzazione storica della sinistra del movimento di liberazione palestinese (**).

I manifestanti hanno chiesto “giustizia per i lavoratori e il riconoscimento dei loro diritti”, a partire dal diritto al lavoro così brutalmente negato nel contesto di distruzione, fame, assedio e “forzata interruzione della vita quotidiana” creato dalla macchina di morte sionista. Questa rivendicazione, hanno sostenuto gli organizzatori, è in continuità con il ruolo svolto nel corso dei decenni, “in prima linea”, dalla classe lavoratrice nella difesa della dignità e della libertà del popolo palestinese.

A Tel Aviv le bandiere rosse sono state l’insegna del settore giovanile di estrema sinistra della manifestazione promossa dal People’s Peace Summit, un evento organizzato da un’ottantina di associazioni per la “coesistenza” tra palestinesi e israeliani. Questo settore di manifestanti ha legato la denuncia del genocidio alla lotta per migliorare le condizioni di lavoro e di esistenza dei proletari palestinesi ed ebrei.

Inutile dire che di tutto ciò sulla stampa di regime non si trova traccia – quello che in questi giorni ci si fa vedere è solo l’opposizione a Netanyahu degli ultra-ortodossi haredim, come a dire: teniamoci Netanyahu, che l’alternativa è peggio ancora.

Per noi, invece, si tratta di due piccoli segnali di ripresa del movimento proletario in Palestina all’interno della complessiva resistenza del popolo palestinese all’aggressione sionista-imperialista che ha potuto godere della complicità, in forme e gradi diversi, di tutto il capitalismo globale. E all’interno del moto internazionale di solidarietà con il popolo palestinese che ha coinvolto un piccolo contingente di giovani coraggiosi anche dentro Israele, e che i grandi poteri del capitale globale o hanno scoraggiato/impedito (in Russia e in Cina zero dimostrazioni pro-Palestina), oppure hanno colpito, e continuano a colpire, con violenza in Occidente.

Siamo ancora molto lontani da quell’insurrezione generale delle masse oppresse e sfruttate dell’intero Medio Oriente contro l’imperialismo, il sionismo e i regimi reazionari arabi che sola potrà dare una soluzione definitiva alla “questione palestinese”. Ma tutti i segnali, per modesti che siano, che vanno in questa direzione, sono da noi internazionalisti rivoluzionari colti e salutati con gioia. (Red.)

(*) Grazie al compagno Sauro per la sua segnalazione.

(**) I manifesti fondativi di questa organizzazione si trovano in lingua italiana in “Testi della rivoluzione palestinese 1968-1976”, a cura di B. e N. Khader, Bertani, pp. 279 ss., e più ampiamente in lingua francese in G. Chaliand, La Résistence palestinienne, Seuil, Paris. Nella lingua originale sono stati pubblicati dall’editore Dar Al Tali’a di Beirut.

Il Coordinamento per Unità dei Lavoratori, braccio sindacale del Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina, ha organizzato nel Governatorato di Rafah una grande marcia dal titolo “In riconoscimento ai sacrifici della classe operaia e impegno di resilienza per i coraggiosi lavoratori nei campi di sfollamento, per una vita dignitosa”.

Alla marcia hanno partecipato il membro del Comitato Centrale e funzionario del Governatorato di Rafah, il compagno Ibrahim Abu Hamid, il funzionario del Coordinamento di Unità dei Lavoratori, il compagno Imad al-Qeeq, rappresentanti delle forze politiche e delle organizzazioni sindacali, e una vasta schiera di compagni studenti, donne e lavoratori.

La marcia ha attraversato le vie del campo di sfollati di al-Mawasi.

I manifestanti hanno scandito slogan che chiedevano giustizia per i lavoratori e il riconoscimento dei loro diritti: “Viva il Primo Maggio, la festa dei lavoratori liberi!”, “Il lavoratore vuole giustizia sociale!”, “Abbasso lo sfruttamento! Abbasso i monopoli!”. In un discorso pronunciato in occasione della Giornata Internazionale dei Lavoratori, il 1° maggio, Imad al-Qeeq si è congratulato con i lavoratori palestinesi per il loro ruolo storico e combattivo nel corso dei decenni, sottolineando come siano sempre stati in prima linea nella difesa dei diritti del popolo e un baluardo contro le sfide politiche ed economiche.

Al-Qeeq ha spiegato che la situazione dei lavoratori a Gaza non è più una crisi passeggera, ma una catastrofe umanitaria e politica di vasta portata, caratterizzata da assedio, fame e dalla forzata interruzione della vita quotidiana. Ha affermato che centinaia di migliaia di lavoratori sono stati privati ​​del diritto al lavoro e che garantirsi un sostentamento è diventata una lotta quotidiana per la sopravvivenza.

Al-Qeeq ha inoltre reso omaggio ai martiri della classe operaia che hanno sacrificato la propria vita per il sostentamento e la dignità, affermando che i loro sacrifici rimarranno per sempre impressi nella coscienza del movimento operaio e che onorarli richiede di continuare la lotta per i diritti dei lavoratori e per garantire loro una vita dignitosa.

Al-Qeeq ha sottolineato una serie di rivendicazioni fondamentali, in particolare che i diritti dei lavoratori sono diritti legittimi che devono essere difesi e tutelati, e che l’unità della classe lavoratrice è l’arma più potente contro l’emarginazione. Ha inoltre evidenziato la necessità di adottare politiche concrete che offrano opportunità di lavoro e proteggano i diritti e la dignità dei lavoratori. Al-Qeeq ha anche chiesto il controllo dei prezzi, la lotta ai monopoli, il raggiungimento dell’equità di mercato, il rafforzamento della sicurezza della comunità e la protezione dei cittadini. Ha esortato ad azioni pacifiche e organizzate sul territorio, tra cui proteste e sit-in, nonché al lancio di campagne popolari per contrastare la corruzione e i monopoli.

In conclusione, Al-Qeeq ha ribadito l’impegno del Coordinamento per l’Unità dei Lavoratori a difendere i diritti, a unificare le loro fila e a rafforzare l’unità sindacale per garantire la tutela dei diritti e amplificare le loro voci contro ogni forma di sfruttamento e violazione.

https://www.lapresse.it/video/2026/05/01/tel-aviv-migliaia-in-piazza-per-il-primo-maggio-contro-la-guerra-e-il-governo-israeliano

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