Riceviamo e volentieri pubblichiamo quest presa di posizione-appello di quattro organizzazioni palestinesi che chiamano a manifestare domani a Roma, alle ore 8, in piazza di Porta San Paolo.
Quest’anno a Roma, per il 25 aprile, vanno in scena insieme l’opportunismo italico di sempre e – accanto ad esso, e da esso consentita – un’aggressiva iniziativa di stampo sionista.
Infatti la Brigata Ebraica che nel passato ha subìto le contestazioni dei manifestanti di Milano, stavolta ha deciso di prendersi la piazza di Porta San Paolo creando un clima che sa di provocazione. A sua volta, il corteo ufficiale “di tutti”, promosso essenzialmente dall’Anpi Roma, ha deciso di lasciare alla Brigata ebraica la piazza di Porta san Paolo al mattino, e sfilare nel pomeriggio da Largo Bompiani. Il corteo, successivamente, si dividerà in due: la Rete contro il riarmo e il genocidio, Pap, Usb e Arci si staccheranno dal corteo ufficiale per dirigersi verso Porta San Paolo – ma solo dalle 14,30 in poi. In questo modo “tutti”, proprio tutti, ossia i sionisti, gli anti-sionisti istituzionali e quelli semi-istituzionali (tali perché non sono riusciti ad entrare in parlamento) saranno soddisfatti, essendo stato garantito a ciascuno il diritto democratico di manifestare. Stando a “il manifesto”, quelli che andranno a Porta san Paolo dopo le 14.30 sostengono che “…con i governi che soffiano sulla guerra non si può non scendere in piazza”, e condannano l’ipocrisia di chi non si oppone al riarmo e al genocidio in Palestina – la garbata polemica è con l’Anpi che insiste col ritornello dell’unità e della pluralità. Ma quanto a ipocrisia e opportunismo la gara è aperta, e pare arduo assegnare il primo premio. Forse è più giusto darlo ex-aequo all’Anpi e ad USB/Pap/Arci, lo meritano entrambi. Il fuoriclasse Mattarella, che fresco di firma al decreto manganello va a pontificare sul 25 aprile a Genova, è ovviamente fuori concorso…
Restano ben fuori da tutta questa roba quattro associazioni palestinesi, che reclamano per loro la piazza di Porta San Paolo dal primo mattino, ricordando il valore simbolico di quel luogo. Udap, Api, il Movimento Studenti Palestinesi in Italia e i Giovani Palestinesi levano la loro sacrosanta protesta contro la Brigata Ebraica, che ha inviato in Israele suoi militanti a servire nell’esercito di occupazione, l’esercito più democratico del mondo che finora ha violato tutte le tregue, le risoluzioni e gli accordi da esso stesso sottoscritti per poter portare a termine il suo programma di colonizzazione e di sterminio della popolazione palestinese. Questo è un altro metro di verifica della falsità dell’antifascismo di stato proclamato da tutti coloro che rivendicano “il diritto di Israele a difendersi”, ma non il diritto del popolo della Palestina a difendere vita, esistenza e terra contro l’occupante sionista.
Antifascismo è antisionismo, o non è: d’accordo. Piena solidarietà, perciò, alle associazioni palestinesi che hanno sottoscritto questa presa di posizione e lanciato l’appello per le ore 8 di domani a Porta San Paolo. A quanti sono convinti di ciò, e alle stesse avanguardie della solidarietà alla Palestina, la realtà propone però un ulteriore passo in avanti per arrivare a cogliere lo stretto nesso tra fascismo, sionismo e capitalismo-imperialismo. Perché antifascismo è anticapitalismo, innanzitutto contro il “proprio” capitalismo imperialista, l’Italia, o non è. (Red.)
25 APRILE – PORTA SAN PAOLO – ORE 8

A 80 anni esatti dalla Liberazione dal nazifascismo, che fu salvifica per tutte e tutti noi, oggi più che mai è urgente costruire una nuova Resistenza.
Fu solo l’unità popolare che riuscì a spezzare le catene del nazifascismo, le cui barbarie e orrore annichilirono l’Europa e il mondo intero. Anche oggi dobbiamo unirci per combattere nuove forme di oppressione. Essere antifascisti, oggi, significa essere anche antisionisti.
Il sionismo, come il fascismo, si fonda sul suprematismo, sul mito della superiorità etnica, e continua col costruire muri, con il proprio progetto di pulizia etnica, alimentando l’apartheid, attuando un genocidio nel silenzio complice della comunità internazionale.
Non accettiamo che l’accusa strumentale di antisemitismo venga usata per silenziare chi si oppone al genocidio in Palestina. Non permetteremo che la piazza del 25 Aprile venga strumentalizzata per legittimare l’occupazione israeliana e i suoi crimini. Proprio come si lottava ieri contro il genocidio nazifascista, è nostro dovere lottare oggi contro quello perpetrato da Israele.
Denunciamo la grave responsabilità politica dell’ANPI Nazionale nell’aver abbandonato la difesa di Porta San Paolo, lasciando che un luogo simbolo venisse usurpato da chi oggi rappresenta un nuovo fascismo. In quella piazza non accetteremo simboli sionisti.
La “Brigata Ebraica”, che oggi si identifica pienamente con lo Stato di Israele e le sue pratiche di occupazione e colonizzazione, non può e non deve rappresentare la Resistenza. Quella piazza appartiene ai Partigiani di ieri e di oggi. E oggi, i Partigiani sono in Palestina, a combattere con il sangue per la propria terra, per l’autodeterminazione e per gli oppressi di tutto il mondo.
Per questo uniamo la nostra voce a tutte le realtà antifasciste, collettivi, reti e individui che continuano a riconoscersi nei valori della Resistenza, e che hanno deciso di convergere il 25 aprile, alle ore 8.00, a Porta San Paolo. Oggi più che mai dobbiamo ribadire che antifascismo vuol dire antisionismo.
Che quella piazza risuoni delle voci di chi lotta, non di chi giustifica l’oppressione.
La causa palestinese non riguarda solo i palestinesi: è la lotta di tutti i lavoratori, degli sfruttati, di chiunque si ribelli all’oppressione, ovunque essa si manifesti. È la lotta del nostro tempo, ed oggi è il cuore pulsante dell’antifascismo.
Non lasceremo quella piazza a chi giustifica l’occupazione, a chi plaude ai bombardamenti, a chi ha scelto di servire nell’esercito israeliano.
Quella piazza è nostra: di chi resiste, di chi si solleva, di chi non si piega.
Non faremo un passo indietro!
Da madre in figlio, libereremo ogni miglio!
PALESTINA LIBERA!
INTIFADA FINO ALLA VITTORIA!
Le realtà palestinesi
-Movimento Studenti palestinesi in Italia
-Unione Democratica arabo/palestinese -UDAP
-Associazione dei palestinesi in Italia-API
-Giovani palestinesi di Roma

