Un blog per chi ama la lotta e sogna la rivoluzione

Intimidire e umiliare le militanti, da Genova 2001 a Brescia 2025 – Comitato 23 settembre

Il 13 gennaio 2025 sono stati portati nella questura di Brescia con accuse generiche ed indefinite 22 militanti di Extinction Rebellion, Ultima generazione e Palestina libera, che stavano pacificamente manifestando davanti alla Leonardo SpA, la principale produttrice italiana di armi e di morte.

Trattenuti per 7 ore, dopo l’identificazione e dopo aver sottratto loro i cellulari veniva riservato, solo alle compagne, un trattamento allucinante: le poliziotte, dopo averle fatte completamente denudare, hanno preteso che facessero dei piegamenti ( anche da una che era mestruata, arrivando a sottrarle gli assorbenti che aveva con sé) e nelle successive ore di fermo le hanno obbligate ad andare in bagno con la porta aperta, guardate a vista. Chi ha ceduto alla richiesta e chi è riuscita a rifiutare ha testimoniato che mai era successo in altri casi di fermo.

Possiamo chiederci quale “sicurezza”, sistematicamente portata a pretesto dal governo e dalle forze dell’ordine, possa essere garantita da tale comportamento? Da secoli, e oggi più che mai, calpestare ogni diritto e dignità delle donne è un elemento costante dell’affermazione del potere sulla parte più oppressa della società.

Possiamo rispondere che questi atti sono solo il tentativo di fiaccare la coscienza e la determinazione delle giovani generazioni che stanno acquisendo consapevolezza che l’aria torbida e mefitica che si respira mira a soffocare la voce di quanti si oppongono con azioni di lotta alla guerra e all’economia di guerra e alla distruzione umana e ambientale che ne consegue. E’ la sicurezza del potere, del controllo e della minaccia.

In un post dello scorso settembre abbiamo ricordato analoghe imprese di cui si erano fregiate le forze di Polizia della Caserma di Bolzaneto durante il G8 di Genova 2001, in termini ancora più ampi e brutali, fatti che vedevano coinvolte…guarda caso! sempre delle ragazzine.

L’obiettivo del post non voleva essere un ripasso storico magari per quanti all’epoca non erano ancora nati, ma si inseriva nella campagna “Fermiamo il DDL 1660”.

Un disegno di legge che nel suo cammino a tappe forzate verso la sostanziale approvazione, già mette in atto un disegno sociale di democrazia totalitaria e di repressione delle lotte di cui il Governo Meloni è portatore per garantirsi l’acquiescenza futura ad un programma di guerra vera e propria, dispiegata verso l’esterno. Tre anni e più di sostegno economico allo scontro Nato/Russia sul suolo ucraino e l’appoggio incondizionato (da sempre!) al sionismo colonialista nel genocidio del popolo palestinese ne sono l’espressione più forte e recente.

Un programma messo in atto attraverso una propaganda ideologica dispiegata a tutto campo, a partire dalla scuola dove le materie di insegnamento su cui si punta e si investe sono: competizione, obbedienza, fascino per la divisa, esaltazione della storia patria e ripiegamento sul “proprio” territorio, la geografia (per chiarire quali sono i confini da difendere, o no?), le radici della storia occidentale in cui è inclusa la bibbia ma, crediamo, non la vera storia del colonialismo e, ovviamente, la sopraffazione per farsi largo nella raccolta delle briciole!

Le sicurezze che giovani, lavoratrici/ori e donne senza privilegi rivendicano per una vita dignitosa -lavoro, (senza morirci!), istruzione, casa e sanità, autodeterminazione, rispetto- stanno nei programmi di questo governo ancora meno che di quelli precedenti, semplicemente perché il capitalismo necessita sempre più di oppressione e guerra dispiegata per sopravvivere.

La manifestazione di Brescia, conclusa con denunce e 17 fogli di via insieme alle umiliazioni che si è tentato dignitosamente di respingere, ci dicono che per contrastare questo attacco non possiamo rimanere chiusi nei piccoli circoli ma dobbiamo unire le forze perché ovunque, ma anche qui, c’è ancora “dal fiume al mare una Palestina da liberare”.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 4 persone

articoli correlati

Scopri di più da Il Pungolorosso

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere