In Sardegna la Giunta della neo eletta Alessandra Todde deve attuare un decreto del 2021 a firma Draghi, il
presidente che ancora imperversa! Quel decreto prevedeva l’installazione di eolico e fotovoltaico
per una produzione di 6,2 gigawatt. Ma le imprese del settore hanno pensato bene di fare un’azione
lobbistica ed hanno fatto pervenire al ministero per l’ambiente richieste di installazione per circa
dieci volte quanto previsto dal decreto Draghi.
Naturalmente non c’era bisogno di alcun “buon governo” per capire che la Sardegna non poteva essere trasformata in una piattaforma di pale e pannelli dopo che già somiglia ad una portaerei con migliaia di ettari di terre destinate ad esercitazioni militari. Dunque la Giunta di “centro-sinistra” ha chiesto una moratoria che
sospendesse per 18 mesi l’esecuzione dei progetti.
Immediatamente il governo Meloni si è opposto ed ha fatto ricorso alla Corte Costituzionale. Gran parte della stampa – che grida alla libertà, ma si accoda alle direttive della Meloni – ha presentato i sardi che protestano contro un altro progetto di devastazione territoriale quasi come dei nemici dell’ambiente, ignorando che tutta l’operazione è impostata per favorire le imprese che hanno fiutato “l’ambiente come affare” e ne hanno fatto
addirittura uno slogan.
Ma i ricorsi e controricorsi, gli appelli al presidente della repubblica – e, casomai, al papa – non
incantano i destinatari, e così in tutta l’isola è nato un movimento cui fanno capo le associazioni che
hanno firmato l’appello che alleghiamo. Siamo convinti che la battaglia contro lo scempio del
territorio, la speculazione sui terreni vada sostenuta, e che vada fatta chiarezza sul complesso della
questione ambientale prima di ritrovarci con le centrali nucleari, con le centrali a carbone, con i
pannelli fotovoltaici posizionati al suolo mentre dovrebbero essere installati sui tetti, con
l’imbroglio ecologico fatto di auto elettriche, di rigassificatori e, perché no?, di trivelle e miniere di
litio, cobalto, lantanio e affini.
Ma non dimentichiamo che siamo in democrazia, e quindi alla Sardegna – e non solo – viene
concessa la libertà di scegliere le aree idonee alle installazione previste dal decreto Draghi e
caldeggiate dal governo Meloni che pure, in passato, osteggiava quel tecnico “non eletto“ e messo
al governo con un golpe presidenziale. Questi democratici repubblichini danno ora la facoltà di
scegliere le aree idonee alla stregua del condannato a morte a cui si dona la libertà di scegliere tra la
forca e la sedia elettrica.
Abbiamo appoggiato da subito il movimento di protesta contro i piani del governo animato dal Coordinamento dei Comitati sardi contro la speculazione energetica; e ora facciamo eco volentieri a questo sforzo di allargare all’intero territorio del Sud la loro iniziativa. Con l’invito a legare sempre più strettamente la loro lotta alle battaglie più generali per la tutela dell’ambiente contro l’assalto delle leggi del capitalismo – anche al di fuori della Sardegna e del Mezzogiorno i bisogni delle popolazioni e della tutela degli ecosistemi vengono calpestati sistematicamente in nome del profitto -, e a tornare da protagonisti nell’attività della Rete Libere/i di lottare impegnata a fermare il DDL ex-1660, come è stato nei primi mesi dell’autunno. L’azione repressiva del governo e degli apparati dello stato, infatti, Costituzione o non Costituzione, è volta ad attaccare e sconfiggere ogni movimento, anche quelli che reclamano “semplicemente” di essere ascoltati. (Red.)
Alla cortese attenzione della Presidente della Regione Autonoma della Sardegna
On. Alessandra Todde
Mail: presidenza@pec.regione.sardegna.it
Viale Trento, 69 09123 Cagliari
Alla Cortese attenzione del Presidente del Consiglio e dei Consiglieri Regionali della Sardegna
Mail: consiglioregionale@pec.crsardegna.it
Via Roma, 25 – 09125 Cagliari (CA)
Oggetto: Richiesta di confronto sulle Politiche Energetiche del Mezzogiorno
Gentili Presidenti, Consigliere e Consiglieri Regionali,
la questione meridionale continua a intrecciarsi con i nuovi scenari della transizione energetica, mettendo
il Sud e le Isole di fronte a sacrifici significativi in termini di consumo di suolo e paesaggio. L’attuale
modello, basato sull’estrazione di valore dalle nostre risorse naturali, perpetua una logica ingiusta nei
confronti del Mezzogiorno. Il sole e il vento, risorse fondamentali per il nostro territorio, sono beni comuni
e, come tali, dovrebbero essere gestiti in maniera sostenibile e con benefici diretti all’ambiente e alle
comunità in cui si realizzano gli impianti di produzione.
In questo contesto, appare inaccettabile che le regioni del Sud vengano sacrificate in nome di una
transizione da cui derivano immorali e anticostituzionali guadagni per società private; altrettanto degno
di contrasto è il drenaggio di risorse verso le regioni del Nord attraverso imposizioni di quote di produzione
di energia rinnovabile determinate appunto da una logica estrattiva e orientata a ottimizzare i vantaggi
del settore energetico prescindendo dal rispetto degli equilibri territoriali e delle esigenze delle
popolazioni. Fino a questo momento abbiamo subito un arrembaggio scomposto con ricadute ambientali
devastanti. È necessario invertire la rotta: l’energia prodotta nel Mezzogiorno e nelle Isole deve essere
destinata principalmente al fabbisogno locale, evitando l’ulteriore impoverimento dei nostri territori a
favore di soggetti esterni e di altre aree del Paese.
Le nostre risorse naturali sono il nostro bene più prezioso, da gestire con cura e attenzione. Possono
rappresentare un grande opportunità, ma rischiano di trasformarsi nell’ennesima maledizione. Per queste
ragioni, vi invitiamo a unire le forze e avanzare una proposta comune per una transizione energetica giusta
ed equa, che tenga conto delle specificità del Mezzogiorno e delle Isole, e che possa favorire piuttosto che
pregiudicare la difesa degli ecosistemi, dei paesaggi e della biodiversità che, secondo la nostra
Costituzione, è un compito fondamentale della Repubblica. Il dovuto contemperamento tra l’urgenza
della transizione energetica e il rispetto dell’articolo 9 della Costituzione si realizzerà seguendo le
indicazioni dell’Ispra, secondo le quali si può e si deve evitare il consumo di suolo nella realizzazione degli
impianti.
Al contempo, vi chiediamo di considerare l’opportunità di richiedere una sospensione della norma che
prevede una quota esorbitante di produzione di energia nelle nostre regioni e di aprire un tavolo di
trattative con il governo.
In questo senso crediamo sia giusto e opportuno pretendere che le nuove quote di potenza rinnovabile
realmente necessarie alle attività produttive debbano andare di pari passo con un piano di investimenti
sostenibili sul nostro territorio – nel rispetto dei nostri luoghi, della nostra storia e delle nostre esigenze –
affinché, anche in sintonia con il principio di prossimità dell’unione europea, le attività produttive si
insedino laddove l’energia viene prodotta. Solo così potremo garantire uno sviluppo reale e duraturo per
il nostro Mezzogiorno.
Confidiamo tutti nella vostra attenzione a questa importante questione, restiamo in attesa di un vostro riscontro e di un’azione comune a tutela dei nostri territori.
Cordiali saluti
Referente per la Sardegna: Giorgio Canetto
Mail: giorgiocanetto@gmail.com
Cell. 3470021437
Sottoscrittori del documento:
Abruzzo
o Gruppo di acquisto solidale Vasto – Chieti
o Italia Nostra del Vastese
o Associazione Terre di mezzo (Tufillo- CH)
o Associazione Speleo Archeologica Culturale I Lupi del Gesso
o Comitato Cittadino per la Tutela del Cristallo d’Abruzzo (Gissi)
o Itinerari d’Abruzzo ASD APS
o Associazione per l’economia solidale GEA Sulmona
o Centro Studi Alto Vastese e Valle del Trigno
Basilicata
o Collettivo Umanitanxia – Anzi (PZ)
o Italia Nostra Basilicata
Calabria
o Controvento Calabria
o Comitato Terra e Libertà Catanzaro
o Movimento No Ponte Reggio Calabria
o Popolo unito APS, Comitato NAPA – Calabria
o Italia Nostra Alto Tirreno Cosentino
o Italia Nostra Crotone
o Italia Nostra Lamezia Terme
o Italia Nostra Vibo Valenzia
o Italia Nostra Soverato_Guardavalle
Campania
o Italia Nostra Campania
Molise
o Aiab Molise – Campobasso
o Rete contro la speculazione energetica – Molise
o Comitato Terra e Libertà, Palata – Campobasso
Sardegna
o Coordinamento Comitati sardi contro la speculazione energetica
o Italia Nostra – Sardegna
o ISDE – Sardegna
Cagliari, 11 dicembre 2024

