Un blog per chi ama la lotta e sogna la rivoluzione

L’iniziativa unitaria contro il DDL 1660 è partita, e bene. Rafforziamo la Rete Liberi/e di lottare, inedita convergenza di forze!

Il Manifesto approvato e messo in rete nei giorni scorsi sta avendo una larga circolazione (molto superiore alle nostre aspettative) e altrettanto larghe adesioni.

Tante le immediate adesioni, significative e convinte, dal movimento NO Tav a Ultima generazione, dai GPI e dall’UDAP, la sinistra del movimento palestinese, all’Osservatorio repressione, dai Comitati sardi contro la speculazione energetica ai Blocchi precari metropolitani di Roma. Decine di nuove adesioni stanno arrivando in queste ore da ogni dove, segno evidente che molti collettivi e organismi non attendevano altro che una chiamata unitaria capace di tenere insieme, su chiare discriminanti, tutte le forze, anche limitate, che intendono resistere al governo Meloni e al salto di qualità nella repressione delle lotte e della stessa possibilità di lottare che si è materializzata nel DDL 1660. Sta inoltre per partire una lista delle adesioni individuali, la prima delle quali è quella di Nicoletta Dosio.

Buone notizie sul fronte del sindacalismo di base: all’iniziativa lanciata con le assemblee del 21 luglio e del 4 agosto si è unito da subito il SI Cobas, un’adesione certo scontata ma molto significativa, in linea con il profilo combattivo, classista e internazionalista che ha caratterizzato negli anni questo sindacato, ripetutamente colpito dalla repressione statale e padronale, ma anche singole strutture della CUB, dei Cobas, dell’USB, e il SMB di Trento.

Di più: dando seguito alla sollecitazione contenuta nel Manifesto della Rete, il SI Cobas ha indetto per i prossimi giorni una riunione per cominciare a discutere per tempo di uno sciopero unitario del sindacalismo di base contro il DDL, che darebbe una particolare forza a tutta la mobilitazione.

Il metodo da seguire è quello con cui abbiamo organizzato la manifestazione a Milano del 24 febbraio scorso, che portò, attraverso una paziente tessitura (di cui siamo stati tra gli artefici), alla più ampia e militante delle manifestazioni di sostegno al popolo e alla resistenza palestinese avvenute in Italia e, al tempo stesso, alla denuncia delle guerre colonialiste e imperialiste – cioè, per noi, anzitutto la guerra tra NATO-Russia in Ucraina, senza nulla dimenticare delle terribili guerre per procura in Africa, Medio Oriente, etc.

E’ proprio questa prospettiva, tesa a legare indissolubilmente la lotta alla repressione con la mobilitazione contro la guerra e l’aggressione sionista a Gaza, e con tutti i momenti e movimenti di resistenza e di lotta attualmente in piedi, che ha favorito la diffusione del manifesto (pubblicato in più lingue) anche a livello internazionale, come dimostra, tra l’altro, il rilievo che gli hanno dato i compagni/e del Partito Obrero e del Polo Obrero argentini, duramente impegnati a respingere l’aggressione del governo Milei e delle potenti forze internazionali che lo sostengono.

Indicativo in senso positivo è che anche il Calp di Genova abbia preso in queste ore posizione contro il Ddl 1660, dichiarando il proprio sostegno alle iniziative in corso: auspichiamo che anche questi lavoratori e compagni sciolgano il prima possibile ogni riserva, e già da domenica 8 settembre formalizzino la loro adesione alla Rete.

Va inoltre segnalato che in questi giorni diversi siti (oltre al Pungolo rosso e Iskra che l’hanno pubblicato) hanno ripreso e diffuso il manifesto, a cominciare dal portale nazionale della CUB, da “Brescia anticapitalista”, “Il pane e le rose”, etc., e alcune Radio di movimento ci hanno garantito che collaboreranno alla diffusione delle informazioni sulle prossime iniziative (Radiograd di Pisa ha già cominciato).

In questa stessa direzione va il dono che Militanza grafica ci ha fatto di un suo disegno per farne un simbolo della mobilitazione, che salutiamo favorevolmente, ringraziando l’autore per il suo contributo alla Rete Liberi/e di lottare.

MAI NEGLI ULTIMI DIECI ANNI SI ERA VERIFICATA UNA TALE CONVERGENZA DI FORZE, segno evidente che da più parti si avverte il salto di qualità che il governo sta imprimendo nel colpire in maniera indistinta e generalizzata l’insieme delle esperienze di resistenza, di lotta, di conflitto sociale ed ecologico in campo, e soprattutto nell’attrezzarsi per prevenire possibili ondate di proteste contro la guerra e contro le politiche di macelleria sociale prodotte dall’economia di guerra.

Nessuna forza, da sola, è attualmente in grado di dare una risposta capace di fermare l’approvazione della legge, e/o di neutralizzarne l’applicazione se non si riuscirà a impedirla. Solo ed esclusivamente la mobilitazione congiunta dei lavoratori (sindacalismo di base) e dei movimenti sociali, può dare questo risultato. I fatti dimostrano che non è più tempo, se mai lo è stato, di anteporre le singole bandiere o bandierine, il primato del locale, etc., agli interessi generali, immediati e di prospettiva del “movimento reale” (di quel tanto di “movimento reale” oggi esistente).

Il compito a cui siamo chiamati (tutti) non è solo quello di unire e compattare i movimenti sociali, sindacali e politici già in campo, bensì anche e soprattutto quello, ben più ostico e ambizioso, di arrivare alla massa di lavoratori/lavoratrici, studenti, precari/e, disoccupati/e e immigrati/e che ancora non comprendono appieno la portata degli attacchi sferrati dal governo, dall’UE, dalla NATO, o che, pur comprendendola, non hanno ancora maturato la scelta di mobilitarsi e lottare.

Da questo punto di vista, sarà fondamentale che nelle prossime settimane e nei prossimi mesi l’iniziativa delle Rete sappia collegarsi anche con le campagne e le mobilitazioni in corso contro le politiche sociali e istituzionali “lacrime e sangue” del governo Meloni, a cominciare da quella contro la scellerata legge sull’autonomia differenziata confezionata da Calderoli.

Con questo spirito, a partire dalla giornata dell’8 settembre a Roma (su cui daremo entro sabato ogni notizia utile in dettaglio), chiamiamo tutti/e a dare gambe e muscoli alla mobilitazione nazionale contro il nuovo Ddl sicurezza.

Movimento 7 novembre – Laboratorio politico Iskra – Tendenza internazionalista rivoluzionaria

, , , ,

articoli correlati

Scopri di più da Il Pungolorosso

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere