In un altro post di oggi abbiamo visto quanta fretta abbia il governo Meloni di approvare il nuovo liberticida DDL contro i picchetti operai, le manifestazioni di massa contro la guerra e le grandi opere, le proteste ecologiste, le occupazioni di case, ogni forma di resistenza nelle carceri e nei CPR, e così via punendo con nuovi reati e aggravanti di ogni sorta.
Ma non dovete credere che la sua fretta per la “sicurezza” sia la norma. Al contrario! Se invece delle garanzie di “sicurezza” per i signori della guerra e i profittatori dei grandi appalti, per i padroni di case e i direttori di carceri e CPR, si tratta delle garanzie di sicurezza per operai/e e lavoratori/lavoratrici, la fretta scompare – vedi le nuove disposizioni che impongono agli Ispettorati territoriali sul lavoro di accordare alle imprese sospettate di ricorrere al “lavoro nero”, o di violare le disposizioni in materia di difesa della salute dei lavoratori, ben dieci giorni per nascondere tutte le irregolarità, e prepararsi all’ispezione.
Sappiamo bene quanto poco stringenti siano già oggi le ispezioni, ma con queste nuove norme, siamo alla farsa totale. Ecco a quale “popolo” risponde la “popolana” Meloni e la sua corte: al “popolo” degli sfruttatori del lavoro, che sfortunatamente in Italia è molto numeroso. Di qui seguito il commento a questo provvedimento di Giuseppe D’Alesio del SI Cobas, che ci ha segnalato la cosa. (Red.)
“Da ora in poi, se un lavoratore o un sindacato non asservito denunciano agli ITL [Ispettorati territoriali sul lavoro] situazioni di lavoro nero o di gravi violazioni sulla sicurezza nei posti di lavoro, gli ITL, prima di mandare i propri ispettori a fare i controlli, saranno obbligati a “preavvisare” i padroni 10 giorni prima!
In questo modo, tutti i peggiori sfruttatori avranno un lasso di tempo più che sufficiente per nascondere la monnezza sotto il tappeto e aggirare i controlli.
Un altro regalone del governo Meloni agli schiavisti responsabili dei salari da fame e di 4 morti sul lavoro al giorno!
Chi non intende arrendersi a questa dittatura, ha il dovere di mobilitarsi e prendere parte attivamente ai prossimi appuntamenti di lotta e di sciopero!”

