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Bloccato il porto di Genova per la Palestina, contro le guerre del capitale! (ITA-ENG) – SI Cobas

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TUTTA ITALIA SI MOBILITA PER LA PALESTINA E CONTRO LA GUERRA: BLOCCATO IL PORTO DI GENOVA ! TUTTI A MILANO DOMANI!

Nella giornata di sciopero generale per la Palestina e contro la guerra, dalle prime ore dell’alba un corteo partecipato da lavoratori del S.I. Cobas, studenti, organizzazioni dei compagni palestinesi in Italia, attivisti anti – capitalisti ha bloccato prima il varco di San Benigno, poi l’Elicoidale e dopo il varco di ponte Etiopia e Lungomare Canepa.

Proprio oggi nel porto genovese transitavano ben 3 navi della ZIM, la principale compagnia marittima israeliana che rifornisce l’apparato logistico e bellico del regime genocida.

Dopo che il consiglio comunale, su spinta dei terminalisti genovesi, ha votato alla quasi unanimità (solo un voto contrario) un ordine del giorno per chiedere al governo di intervenire militarmente in Yemen, richiesta esaudita poi con l’inizio della missione a comando italiano ‘Aspides’ nel Mar Rosso, bloccare i varchi, creare disagi, danneggiare economicamente il padronato italiano guerrafondaio e pescecane, anche solo per poche ore, è stato un gesto minimo ma concreto di solidarietà internazionalista con tutti i proletari del medio-oriente.

Il corteo, transitando davanti ai principali varchi portuali, ha poi di fatto bloccato alcune delle principali arterie di traffico cittadine che portano dalla periferia verso il centro, tagliando di fatto per alcune ore in due la città, causando forti ritardi e disagi al traffico di merci e persone, intasando il traffico in uscita dai vicini caselli autostradali e rendendo per diverse ore inservibile la sopraelevata.

Una giornata di lotta, che attraverso la pratica del blocco, ha amplificato gli effetti dello sciopero, che nei giorni scorsi aziende e alcune segreterie confederali avevano provato a boicottare furiosamente.

Nel corso della giornata ci siamo collegati con i compagni di Trade Unionists for Palestine, lavoratori e lavoratrici australiani attivi nella solidarietà alla Palestina che hanno più volte bloccato i porti dove erano previste in arrivo navi ZIM.

Non solo a Genova ma in tutta Italia oggi si è sviluppata una mobilitazione formidabile: decine di magazzini della logistica bloccati tra cui i principali hub del nord Italia e il polo logistico di Carrefour (fornitore dell’esercito israeliano) a Rivalta (TO), presidiato l’ingresso della Leonardo a Bacoli (NA), a Modena la facoltà di ingegneria, ma è impossibile elencare tutte le iniziative di lotta che si stanno ancora svolgendo e che hanno visto, e questo il dato più importante, scioperare e scendere in piazza tantissime lavoratrici e lavoratori di tutti i settori, con adesioni importanti anche in molte scuole e atenei.

Esprimiamo la massima solidarietà agli studenti e ai lavoratori in sciopero manganellati brutalmente a Pisa, a Catania e a Firenze (dove il corteo è stato caricato sotto il consolato USA); la polizia di Meloni reagisce in maniera rabbiosa e scomposta alla mobilitazione più estesa e combattiva non solo da ottobre, ma da quando è iniziata la guerra [tra NATO e Russia] in Ucraina, esattamente due anni fa.

Ci sono giornate che valgono più di intere settimane, oggi è una di queste. L’onda alta è arrivata in tutta Italia e domani invaderà il centro di Milano, in contemporanea con iniziative e manifestazioni coordinate dal Giappone all’India, dall’Argentina agli Stati Uniti, un altro passo avanti importante per costruire concretamente l’unione internazionale dei proletari di tutti i paesi contro la guerra imperialista.

ALL OF ITALY IS MOBILIZING FOR PALESTINE AND AGAINST THE WAR: THE PORT OF GENOA BLOCKED! ALL IN MILAN TOMORROW!

On the day of the general strike for Palestine and against the war, from the early hours of dawn a procession attended by S.I. Cobas workers, students, organizations of Palestinian comrades in Italy, anti-capitalist activists blocked first the San Benigno gate, then the Elicoidale and then the Ethiopia bridge gate and Lungomare Canepa.

Just today, 3 ships of ZIM, the main Israeli shipping company that supplies the logistical and war apparatus of the genocidal regime, were passing through the Genoese port.

After the city council, at the urging of the Genoese terminal operators, voted almost unanimously (only one vote against) an agenda to ask the government to intervene militarily in Yemen, a request then granted with the start of the Italian-command mission ‘ Aspids’ in the Red Sea, blocking the passages, creating inconvenience, economically damaging the warmongering and shark-like Italian employers, even if only for a few hours, was a minimal but concrete gesture of internationalist solidarity with all the proletarians of the Middle East.

A day of struggle, which through the practice of blockade, amplified the effects of the strike, which in recent days companies and some confederal union secretaries had tried to boycott furiously.

During the day we connected with comrades from Trade Unionists for Palestine, Australian workers active in solidarity with Palestine who have repeatedly blocked the ports where ZIM ships were expected to arrive.

Not only in Genoa but throughout Italy today a formidable mobilization has developed: dozens of blocked logistics warehouses including the main hubs of northern Italy and the logistics hub of Carrefour (supplier of the Israeli army) in Rivalta (Turin), manned the entry of Leonardo in Bacoli (Naples), the engineering faculty in Modena, but it is impossible to list all the fighting initiatives that are still taking place and which have seen, and this is the most important fact, many strike and take to the streets workers from all sectors, with important memberships also in many schools and universities.

We express our utmost solidarity with the striking students and workers brutally beaten with truncheons in Pisa, Catania and Florence (where the march was charged under the US consulate); Meloni’s police react in an angry manner to the most extensive and combative mobilization not only since October, but since the war in Ukraine began exactly two years ago.

There are days that are worth more than entire weeks, today is one of them. The high wave has arrived throughout Italy and tomorrow it will invade the center of Milan, simultaneously with coordinated initiatives and demonstrations from Japan to India, from Argentina to the United States, another important step forward to concretely build the international union of proletarians of all countries against the imperialist war.

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