
Oggi 23 febbraio, il blocco del porto di Genova convocato con la parola d’ordine: Blocchiamo le navi della ZIM! Blocchiamo la logistica di guerra! Blocchiamo tutto!
The blockade today of the port of Genoa called with the slogan: Let’s block the ZIM ships! Let’s block war logistics! Let’s block everything!
Nel mentre segnaliamo qui le prime notizie sullo sciopero di oggi, vogliamo denunciare le aggressioni poliziesche ai cortei studenteschi di stamani a Pisa e Firenze – un altro indicatore del clima di militarizzazione della vita sociale che un passo dopo l’altro il governo Meloni intende imporre in Italia. E respingiamo al mittente la solidarietà di quanti, come la segretaria del PD Schlein, hanno contribuito in pieno a creare e alimentare questo clima con le scelte guerrafondaie del suo partito.
Dal crescente indurimento della repressione statale e “privata” dovremo difenderci con le nostre forze, organizzandole meglio, e diffondendo nella massa dei lavoratori e dei giovani nati senza privilegi la coscienza di quanto è pericoloso restare immobili in attesa di tempi migliori, mentre “in alto” i grandi poteri capitalistici pianificano una catena di guerre senza fine. (Red.)
BLOCCHI, PRESIDI E DISAGI IN TUTTA ITALIA PER LO SCIOPERO GENERALE CONTRO GUERRA E GENOCIDIO A GAZA!!!
È partito fin dalla tarda serata di ieri lo sciopero generale nazionale proclamato dal SI Cobas contro guerra, economia di guerra e a sostegno della resistenza palestinese al genocidio a Gaza e alla pulizia etnica in Cisgiordania.
Altissima ancora una volta l’adesione nei magazzini della logistica e della GDO, in molte filiere pari al 100% dei lavoratori, con presidi e iniziative di lotta ai cancelli.
In alcune città si sono svolti cortei e presidi di denuncia e boicottaggio delle aziende che producono e trafficano armi o delle istituzioni complici col colonialismo e i crimini di guerra israeliani: a Genova è in corso una manifestazione ai varchi del Porto, in concomitanza con l’arrivo delle navi ZIM dirette a Israele; a Napoli presidio di lotta alla Leonardo S.p.A., vera e propria multinazionale di stato dell’industria bellica; a Modena protesta alla facoltà di Ingegneria per chiedere la rottura dei rapporti col governo di Netanyahu; a Torino lo sciopero ha fermato (dalle ore 5 del mattino) il deposito logistico di Rivalta colpendo Carrefour, multinazionale che sostiene l’esercito di Israele.
Ma al di là del successo delle iniziative di lotta in quelle che sono da anni le “roccaforti” del SI Cobas, il dato più sorprendente e positivo ci arriva in queste prime ore dall’adesione allo sciopero di tanti lavoratori di altri settori, in particolare nella scuola e nell’università: alcuni istituti hanno chiuso le attività, e in qualche ateneo ci è giunta notizia dell’adesione di interi dipartimenti.
[23 febbraio, ore 12] Seguiranno aggiornamenti

Napoli, davanti alla Leonardo, macchina di morte


