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La Terza Internazionale contro l’imperialismo e il sionismo in Palestina (febbraio 1925): parole profetiche…

Pubblichiamo di seguito l’”Appello dell’Ufficio orientale dell’Internazionale Comunista contro l’imperialismo e il sionismo in Palestina”, un documento del febbraio 1925 (*) che, nonostante i pericoli di degenerazione che cominciavano ad addensarsi sull’IC, esprime ancora in modo magistrale la prospettiva rivoluzionaria da perseguire in Palestina. I punti essenziali sono già tutti presenti ed inequivocabili, non possiamo che sottoscriverli e sottolineare come essi, nel tempo, abbiano acquisito un’importanza e una valenza strategica ancora più determinante.

Lapidaria e inappellabile è la condanna della natura colonialista del sionismo, la sua opera di spoliazione dei contadini arabi, lo sforzo dell’imperialismo inglese per “… spezzare il movimento d’emancipazione nazionale degli arabi”, il privilegio concesso agli ebrei, il 13% della popolazione, di ergersi a “nazione dominante”. Ma sono altrettanto essenziali la condanna della complicità della ricca aristocrazia feudale araba, la denuncia dell’azione del “partito socialista” di Palestina, che assecondava la colonizzazione sionista, la condanna dei dirigenti “gialli” del sindacato sionista Histadrut e l’opposizione “…alla formazione di una casta operaia sionista privilegiata (s. n.), suscettibile di venire un giorno gettata contro gli operai e i contadini arabi senza difesa”. Parole profetiche, se pensiamo a quanto avvenuto negli anni successivi e, particolarmente, dopo la costituzione di Israele nel 1948! Una profezia che si è avverata finora, purtroppo, solo nella sua parte negativa.

Infine, questa risoluzione è anche una condanna anticipata di tutti coloro che parlano a vanvera di “unità dei proletari palestinesi e israeliani”, ignorando che tale unità potrà darsi solo nel fuoco di una lotta senza quartiere contro il sionismo, la sua natura intrinsecamente razzista e colonialista, di una lotta a fondo contro il dominio imperialista che ha in Israele un bastione possente che deve essere smantellato per aprire la strada all’emancipazione degli sfruttati e degli oppressi in tutto il Medioriente, quelli ebrei evidentemente inclusi – chiamati oggi al disfattismo nei confronti del “proprio” stato razzista e colonialista impegnato in un’operazione insieme di genocidio e di pulizia etnica, come noi siamo chiamati qui in Europa e in Occidente a batterci contro i “nostri” governi, protettori e alleati dello stato di Israele. (Red.)

Appello dell’Ufficio orientale dell’IC contro l’imperialismo e il sionismo in Palestina (febbraio 1925)

Gli imperialisti inglesi e i colonizzatori sionisti hanno di nuovo colpito l’avanguardia rivoluzionaria degli operai e dei contadini della Palestina.

Padrone dittatoriale dell’Egitto e del Sudan, l’imperialismo inglese vuole sradicare il movimento rivoluzionario e nazionale palestinese. Per mantenere “l’ordine” e la tranquillità nella regione di Suez, l’Inghilterra ha iniziato una furiosa campagna di repressione in Palestina. La borghesia locale ed i coloni sionisti svolgono per lei i più bassi servizi.

Al riparo del sionismo, l’imperialismo inglese cerca di spezzare il movimento d’emancipazione nazionale degli arabi. La borghesia israelita sionista ottiene, in ricompensa dei suoi buoni e leali servizi, il privilegio di “nazione dominante”, mentre la popolazione della Palestina comprende solo il 13% di ebrei. Valendosi di questo privilegio, protetta dalle mitragliatrici e dagli aerei inglesi, l’organizzazione sionista si sforza di togliere la terra ai contadini arabi. Alleata e complice degli oppressori, la ricca aristocrazia feudale araba – gli “effendi” – vende volentieri le sue terre ai capitalisti ebrei, senza curarsi menomamente della sorte dei contadini arabi che coltivano da decine d’anni queste proprietà.

Ogni giorno, dall’inizio della colonizzazione sionista, dei coltivatori arabi sono cacciati dalle loro terre. Ne risultano dolorosi conflitti tra i coloni ebrei e i piccoli contadini arabi.

Ogni pezzo di terra acquistato dai colonizzatori sionisti è preso a prezzo della rovina di centinaia di famiglie arabe. Il governo inglese sa bene come sfruttare l’antagonismo nazionale che nasce da questi abusi. Eccitando gli arabi contro gli ebrei e gli ebrei contro gli arabi, l’imperialismo inglese si presenta poi nella parte di arbitro, di “protettore delle popolazioni pacifiche”. Un modo come un altro per giustificare la sua dominazione.

La coalizione dell’imperialismo inglese, del sionismo ebraico e della feudalità araba per sfruttare in comune il proletariato e i contadini in Palestina, ha trovato un devoto ausiliario nel partito socialista Achdut Kavoda di Palestina, sezione della Seconda Internazionale. Questo “partito socialista” incoraggia il compito ignominioso che i coloni sionisti chiamano la “santa conquista della terra”, della terra dei contadini arabi. Gli operai ebrei, tristemente incoscienti, che seguono l’Achdut Kavoda si uccidono a vicenda con i fellah arabi; i sionisti e gli effendi si arricchiscono.

La spietata espropriazione dei fellah rovinati prima di essere cacciati brutalmente dai loro focolari, la miseria, la pena e la fame degli operai ebrei ed arabi, cinicamente sfruttati dalla borghesia ebraica e dalla nobiltà araba, fanno nascere sorde rivolte fra i lavoratori della Palestina.

I fatti di Afula [una cittadina nel nord della Palestina – n.], dove il sangue dei contadini arabi e dei coloni ebrei è scorso in una battaglia per la terra, hanno riproposto all’ordine del giorno le malefatte dei colonizzatori anglo-sionisti.

Il Partito comunista di Palestina condanna l’ipocrisia e l’infamia degli oppressori britannici e dei loro vassalli sionisti. Il Partito comunista di Palestina condanna i miserabili “socialisti” dell’Achdut Kavoda e i dirigenti “gialli” del sindacato Histadrut.

Il partito comunista vuole l’organizzazione dei lavoratori palestinesi, arabi ed ebrei, senza distinzione di nazionalità, e la costituzione di federazioni sindacali unite su una piattaforma di lotta di classe. I comunisti di Palestina resistono alla formazione di una casta operaia sionista privilegiata, suscettibile di venire un giorno gettata contro gli operai e i contadini arabi senza difesa.

Così tutte le forze reazionarie del paese, dalla polizia inglese ai socialisti, hanno dichiarato guerra al nostro partito.

Si vedono le bande del fascismo sionista assalire e massacrare gli operai rivoluzionari. I circoli operai sono chiusi. Gli arresti si moltiplicano.

Compagni operai! Esigete la liberazione dei rivoluzionari arrestati! Esigete la liberazione di tutti i detenuti politici e di tutti i nazionalisti arabi in lotta contro l’oppressione anglo-sionista!

Abbasso il terrore bianco!

Viva il Partito comunista di Palestina!

Viva l’unione fraterna e rivoluzionaria degli sfruttati arabi ed ebrei!

(*) da La Terza Internazionale. Storia documentaria, a cura di Aldo Agosti, II 1924-1928, vol. 2, Editori Riuniti, 1976, pp. 635-6.

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