
Due esempi di politica ambientale “virtuosa”
Venerdì 14 luglio a San Benedetto del Tronto la Coldiretti ha tenuto a battesimo una sua nuova iniziativa: il Villaggio Contadino. Strana la scelta di un luogo di mare per un discorso sull’agricoltura, ma forse Coldiretti voleva porsi in sintonia con le “zucchine di mare” chiamate in causa dalla Meloni quando recitava la parte di avversaria della UE e finì per scagliarsi contro il dispotismo dalla Commissione Europea che voleva imporre perfino le misure del prodotto ittico. In ogni caso sono convenuti sul porto molti pescatori per protestare contro le nuove direttive UE che proibiscono la pesca a strascico (notoriamente devastante per i fondali marini!) e che intendono chiudere alla pesca alcune aree marine.
Le nostre simpatie non sono mai andate e mai andranno al “governo” europeo, ma proibire la pesca a strascico significa salvaguardare i fondali dal danno provocato dalle reti: è una vecchia questione nota a tutti. Quanto alle aree protette dalla pesca, si tratta nient’altro che fare un’operazione simile al maggese, una rotazione della coltivazione per consentire ai terreni un periodo di “riposo”: una pratica che la Coldiretti e la Meloni dovrebbero conoscere. Queste misure, secondo Coldiretti, favorirebbero le importazioni dall’estero, ma non è chiaro il perché a meno che non si pensi ai prodotti surgelati, già esclusi dai benefici della card istituita di recente. Ed ecco la coerenza del Ministro Lollobrigida, presente e parlante, contro le misure che la UE vorrebbe imporre. Incredibile ma vero, il cognato della Meloni al grido di “Io con voi!” e accompagnato dal neopresidente delle Marche, dal sindaco della città ed altri, si è lanciato a difesa del pescato italiano che è sano mentre il surgelato estero fa parte di una black list stesa per l’occasione dalla stessa Coldiretti e contenuta, si dice, in un loro report che però è ancora sconosciuto al pubblico. Ed anche qui finisce sempre a magna magna e “I cuochi pescatori hanno preparato i più noti piatti di pesce che rischiano di sparire dalle tavole a causa delle norme europee, ad assaggiarli ci sarà il ministro” – così leggiamo dal Corriere Adriatico. Ma il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, non era lì a fare la comparsa e siamo arrivati finalmente a capire un po’ meglio cos’è il Villaggio Contadino appena istituito.
I prodotti dannosi vengono tutti dall’estero.
Il sito della Coldiretti, subito allineato alle filosofie del governo Meloni, non potrebbe essere più esplicito; ma vediamo meglio a cosa si riferisce.
La Commissione Europea il 22 giugno del ’22 varò un regolamento (Nature Restoration) col quale proponeva di restituire alla natura una percentuale (appena il 10%) delle aree attualmente coltivate, ma anche di aree marine. Il tutto insieme ad un programma di “rinaturalizzazione” di alcuni tratti delle aree fluviali. Si tratta di elementari misure, spesso raccomandate dal mondo scientifico ma ora definite ideologiche, termine ormai in uso presso tutti i negazionisti della crisi ambientale. Ebbene in sede di approvazione parlamentare il voto contrario e gli emendamenti di costoro non si sono fatti attendere, e tutta l’agricoltura è stata esclusa dalla legge, come pure tutte le misure riguardanti la rinaturalizzazione fluviale, come se nelle Marche, e ancor più in Romagna, appena qualche settimana fa non fosse successo che proprio la cementificazione degli argini dei fiumi e lo scempio generale abbiano causato quattordici morti, sfollati, distruzioni. Le dichiarazioni di Prandini a riguardo sono indecenti e ne riportiamo uno stralcio tratto dal sito della Coldiretti:
“Il Parlamento Europeo salva l’agricoltura nell’applicazione della proposta di regolamento sul Ripristino della natura votando l’esclusione degli ecosistemi agricoli come richiesto da Coldiretti a tutti i livelli. E’ quanto afferma il presidente Ettore Prandini nell’esprimere soddisfazione per l’approvazione degli emendamenti che prevedono anche l’eliminazione dell’obiettivo di riduzione del 10% della superficie agricola produttiva … una proposta che, così come formulata dalla Commissione – spiega Prandini – andrebbe a penalizzare il settore agricolo portando una pesante riduzione del potenziale produttivo, con un conseguente e significativo aumento delle importazioni di prodotti dannosi per il consumatore e per l’ambiente da Paesi terzi.”
Senza il minimo di vergogna per l’esposizione di tesi infondate, e queste sì, davvero ideologiche, Prandini prosegue:
“La tutela dell’ambiente e la perdita di biodiversità si combatte non con posizioni ideologiche, togliendo terreni produttivi dalla disponibilità degli agricoltori, o vietando interventi su decine di migliaia di km di percorsi fluviali (con gli effetti drammatici che ne derivano) …”
Ci vuole davvero una faccia di bronzo per affermare che restituire i corsi fluviali alla loro naturale funzione, abbattere le costruzioni sulle rive, fissare aree di rispetto dalle rive stesse e metterle a vegetazione comporterebbe effetti drammatici, anzi, “comporta effetti drammatici” afferma con sicurezza Prandini e prosegue la sua requisitoria:
“Ripristinare gli ecosistemi in cattive condizioni è un obiettivo che può certamente accomunare tutti i portatori di interesse coinvolti e per il quale è necessaria un’azione coordinata, ma occorre ora … che la Commissione europea valuti a fondo gli “effetti collaterali” della sua proposta, che andrebbe pesantemente a minare la sovranità alimentare nazionale ed europea …”
Tutto il paravento per non dire con chiarezza che “gli effetti collaterali” di cui parlano sono nient’altro che i profitti del capitalismo terriero del tipo più scellerato. Sullo sfondo non poteva mancare la sovranità alimentare, altra parola d’ordine del governo Meloni che vuole giustificare una sorta di protezionismo con l’affermazione che i “prodotti dannosi per il consumatore e l’ambiente” provengono, per definizione, da paesi terzi, peraltro non nominati che potrebbero dire altrettanto – e forse a maggior ragione – dei prodotti “nazionali ed europei”. Dopo inchieste, scandali, contraffazioni e somministrazione di pasti avariati perfino nelle mense delle scuole elementari, i delinquenti di stato ai quali il governo Meloni si appresta a dare mano libera e impunità, si permettono anche di dare lezioni sulla tutela dell’ambiente e la perdita di biodiversità con una supponenza ancora peggiore di quella di Trump, Bolsonaro, Le Pen.Non è il colmo?
