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Da Bologna, un’iniziativa e un percorso di lotta contro i responsabili del disastro – Tiziano Loreti

Parafrasando Brecht: l’alluvione porta soldi nella tasca sinistra. Che cuccagna!

Bologna sabato 27 maggio: un’assemblea per costruire un percorso di classe anticapitalista contro i responsabili del disastro

Sabato 27 maggio in centinaia, prevalentemente giovani, hanno partecipato ad un’assemblea, in piazza Nettuno, per ragionare sulla alluvione che ha colpito l’Emilia-Romagna e soprattutto sul come affrontare il futuro prossimo, quali azioni concrete di lotta mettere in campo.

In piazza a discuterne poco ceto politico, e comunque muto, poco sindacalismo di base, salvo alcuni compagni del SI Cobas e dell’SGB, e finalmente tanti “eccedenti”, quella parte cioè di società spesso evocata, ma quasi mai apparsa, che si è chiaramente espressa sulla necessità e disponibilità a intraprendere azioni anche radicali per la difesa dell’ ambiente, e non solo.

Forse è stato questo l’evento gravissimo appena accaduto, forse il lavoro politico sindacale fatto da noi anticapitalisti in servizio permanente effettivo, o forse il combinato di questi due elementi: fatto sta che ci siamo trovati di fronte ad una presa di coscienza della situazione e del “che fare” netta e collettiva.

Il discorso dall’alluvione si è naturalmente allargato alla identificazione delle responsabilità di fondo del disastro, e alla critica e alla necessità della lotta contro questo sistema, che manifesta tutta la sua crudeltà con le bombe e la guerra che sta provocando migliaia di morti tra i proletari russi e ucraini costretti a combattere per le mire imperialiste di Russia, Nato e Usa; un sistema che sfrutta uomini e donne nei luoghi di lavoro; che emargina fette di società nel degrado delle periferie; che guarda compiaciuto centinaia di uomini, donne e bambini affogare nei mari; che violenta territori cementificando o sperpera denaro in opere inutili e dannose come la Tav in val di Susa, il ponte sullo Stretto o il passante sul nostro territorio, che investe sulla Motor Valley nel modenese, per arrivare alla base di Coltano e così via…

La discussione non ha visto prevalere un punto di vista sull’ altro, ma emergere la necessità di una battaglia più generale che leghi la lotta per la difesa dell’ambiente (perché di vera lotta c’è bisogno, e non solo di una segnalazione dei problemi) all’imprescindibile no alla guerra, all’affermazione dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, all’aumento dei salari, alla difesa e all’ implementazione del reddito di cittadinanza, al salario minimo garantito.

Con la consapevolezza chiara, come dimostra il disastro emiliano-romagnolo, che siamo di fronte non ad eventi casuali, ma a scelte politiche mirate e consapevoli, dietro cui ci sono nomi e cognomi di politici e amministratori, che sono il governo Meloni, le finte opposizioni, che siedono nel palazzo della regione Emilia – Romagna in viale Aldo Moro o a palazzo d’ Accursio dove risiede il sindaco di Bologna, tutti amministratori, centrali o locali, degli interessi della classe dei capitalisti che lucra anche sulla produzione di simili disastri.

Il 17 giugno ci sarà una grande manifestazione a Bologna, che marcerà verso la torre della regione portando rabbia, consapevolezza delle responsabilità padronali e istituzionali, volontà di “giustizia sociale”, affermazione di interessi di classe.

Sabato è stato un passo in avanti importante per la costruzione di un movimento di classe anticapitalista.

Il 17 il SI Cobas è chiamato ad esserci con tutta la sua forza, e insieme quei soggetti politici come la TIR, che tanto hanno speso per spingere in questa direzione. Fino ad oggi siamo stati quasi sempre costretti a mobilitarci per eventi determinati dalle controparti; ora dovremo provare a mobilitarci per determinare noi gli eventi, per invertire una tendenza a subire passivamente le molteplici crisi generate da un sistema sociale in profonda crisi, che sarebbe mortale per tutti i proletari e le proletarie.

Si dice spesso, e non senza ragione : piove, governo ladro. Ora speriamo nella tempesta perfetta, quella che spazzi via i padroni di questo mondo.

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