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Bagnoli, la vela della discordia, e il blocco stradale di ieri – TIR

Ieri 26 gennaio, da prima dell’alba, l’area di Bagnoli è rimasta paralizzata per ore da una protesta popolare contro la speculazione legata all’America’s Cup, per riaffermare che i bisogni delle masse lavoratrici di questa area sono altri, e contrapposti agli interessi speculativi dei capitali locali e globali in frenetica azione di sfondamento, e del tandem Meloni-Manfredi che da Roma e da Napoli li asseconda.

Per l’esattezza ad essere paralizzato è stato il traffico dei camion per i lavori d’urgenza in vista dell’America’s Cup, mentre i residenti che dovevano andare al lavoro hanno potuto farlo.

Questa iniziativa di lotta, che ha avuto – come qui sotto si vede – un’eco immediata nei mass media, è legata alla preparazione della manifestazione cittadina del prossimo sabato 7 febbraio.

Su tutta la vicenda interviene il circolo della TIR di Napoli con il testo che pubblichiamo di seguito, mettendo in luce la natura di classe della questione, e assumendo a proprio compito l’ulteriore organizzazione e sviluppo di un movimento di lotta in cui i compagni della TIR sono impegnati fin dalla sua nascita (da quando alcune/i di loro erano militanti del Laboratorio politico Iskra). (Red.)

https://www.ilmattino.it/napoli/area_metropolitana/bagnoli_blocco_stradale_contro_l_america_s_cup_no_cantieri-9320647.html

http://www.ansa.it/campania/notizie/2026/01/26/blocco-stradale-a-bagnoli-non-vogliamo-i-cantieri-dell-americas-cup_4377e530-e72b-4fb6-b875-f518a4f04427.html

https://www.fanpage.it/napoli/bagnoli-i-comitati-bloccano-i-camion-dei-lavori-per-lamericas-cup-presidi-in-strada-con-gli-striscioni/

https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/01/26/news/napoli_bagnoli_protesta_all_alba_dei_comitati_contro_i_lavori_per_l_america_s_cup-425118527/

https://www.facebook.com/share/18AfEa8HW4/

Bagnoli, la vela della discordia

Non è il Board of Peace, non c’è Trump, né l’entità sionista né un genocidio in atto, sia chiaro. Non è Gaza, è Bagnoli. Eppure chi siede sul Board Team della Coppa America a Napoli (voluta dal Governo Meloni ed amministrata dal Sindaco di Napoli Manfredi a difesa degli stessi interessi) sembra proprio assumere gli stessi criteri di comando con una precisa intenzione: deportare gli abitanti dell’area di Bagnoli per portare avanti l’assalto finale a ciò che questo territorio è stato ed è, mettendolo a profitto come merce in una logica “estrattivista”. “Riqualificarlo” si dice, ma in realtà si tratta di ricavarne il massimo di utilità privata senza alcuna considerazione delle necessità vitali della popolazione che lo abita.

Mentre l’orgia del potere con la sua propaganda accende i riflettori sulle acque del Golfo flegreo di Napoli per annunciare il ritorno della Coppa America nel 2026/2027, questa kermesse sportiva serve a mettere la polvere sotto il tappeto -si scrive così l’ennesimo capitolo della lotta di classe urbana compiuta dall’alto. 

Ma non ci sono solo il governo Meloni, il sindaco Manfredi, le grandi imprese della speculazione edilizia e turistica. C’è anche un movimento di lotta deciso a far valere le sue ragioni, ci siamo anche noi!

Il messaggio del potere politico centrale e locale è: questo grande evento può scrivere una nuova pagina positiva per tutto il territorio di Bagnoli. Ma per la popolazione del quartiere questo evento non è un’opportunità di duraturo riscatto, è invece il grimaldello di un’operazione di speculazione ed accumulazione capitalistica che avrà come suo risvolto anche l’allontanamento di una parte della popolazione.

La vicenda del Sito di Interesse Nazionale (SIN) di Bagnoli non è un fallimento tecnico dettato dall’immobilismo, come spesso si racconta. È il capolavoro della gestione capitalistica del territorio, una storia di veleni capitali. 

Dopo la chiusura dell’Italsider nel 1992, lo Stato ha gestito la dismissione industriale non come un debito verso la classe operaia, ma come una riserva di valore da estrarre.

Prima lo ha fatto con l’età delle Società per Azioni come la Bagnoli Spa e la Bagnoli Futura Spa (1994-2013): una storia fatta di numerosi capitoli difficilmente sintetizzabili in breve, ma sostanzialmente si è trattato di vent’anni di bonifiche fantasma e varianti urbanistiche che hanno dilapidato miliardi di fondi pubblici, trasformando il disastro ambientale in una cospicua rendita finanziaria per consulenti e grandi gruppi delle costruzioni. Governi di destra, tecnici ed amministrazioni di centro-sinistra – una cuccagna per tutti.

Poi è venuta la stagione della legislazione speciale targata Renzi tramite il “commissariamento” con lo Sblocca-Italia del 2014. L’articolo 33 dello Sblocca Italia, infatti, accelerava i processi tramite la centralizzazione dei poteri nelle mani del Governo, mettendo in soffitta anche alcuni strumenti ordinari propri della democrazia borghese come la competenza urbanistica dei Consigli Comunali, il Comune di Napoli trasferiva i suoli ad Invitalia. Con questa decisione, si intendeva sancire che il territorio di Bagnoli è sottratto al controllo dei suoi abitanti e consegnato a una gestione commissariale che oggi accelera i tempi in vista dei “grandi eventi” – grandi solo per le aspettative di incassi dei soliti noti.

Una forma di estrattivismo dove non si estraggono minerali, ma si estrae valore dal suolo attraverso la sua messa a profitto, con la speculazione immobiliare e lo sviluppo del turismo di lusso.

La Coppa America è l’alibi per stravolgere i vecchi piani urbanistici e accelerare la costruzione di infrastrutture che non servono ai bisogni della popolazione come hangar, strutture portuali, copertura della colmata inquinata anziché effettuare la sua rimozione.

Non è una vera bonifica; non è lavoro utile socialmente tramite attività produttive e di ricerca a bassa intensità; non sono fondali puliti e mare balneabile per una spiaggia pubblica e libera a ridosso di un grande polmone verde per la città in un territorio che è zona rossa, travolto com’è dalla crisi bradisismica; si tratta, invece, di una gestione finalizzata ad attirare flussi di capitali internazionali e allontanare gli abitanti storici della zona.

Si tratta di un noto modello predatorio: le istituzioni statali si accollano i costi della bonifica (spesso parziale e funzionale solo ai nuovi lotti), le imprese private incassano i profitti della gestione di resort, porticcioli turistici e aree di lusso, con la conseguenza diretta e indiretta di espellere dall’area una massa di proletari, gli strati popolari.

La “rigenerazione” urbana a trazione capitalistica produce, infatti, e lo si è già visto nel centro di Napoli, un aumento vertiginoso del costo della vita e dei valori immobiliari (gentrificazione) – come è dimostrato anche a Bagnoli dai numerosi avvisi di sfratto per nuovi B&B.

I settori popolari di Bagnoli, figli e nipoti di quegli operai che hanno costruito la ricchezza della città, si trovano oggi a essere “corpi estranei” nel loro stesso quartiere. La trasformazione della costa in un parco giochi per l’élite della vela mondiale è il segnale plastico che per il i “bagnolesi” non c’è più posto: la loro presenza è un intralcio estetico alla “Napoli internazionale” venduta ai tour operator.

Come organizzazione politica, sosteniamo la resistenza delle comunità territoriali, delle esperienze storiche che in questi decenni hanno lottato contro questi processi predatori, riuscendo a resistere ad essi e ai loro promotori con grande tenacia, come nel 2014 quando migliaia di persone si scontrarono in piazza e cacciarono il Premier del tempo Renzi, imponendo un freno, se non altro, ai provvedimenti peggiori del commissariamento e influenzando le politiche dell’amministrazione De Magistris, costretta ad affiancarsi alla battaglia contro il commissariamento.

Una lotta decennale che ha visto nostri compagni in prima fila nell’organizzazione del conflitto in difesa degli interessi di classe in questa parte della città.

Non saranno certo gli esposti alle Procure o agli ex Presidenti di Regione o ex Sindaci a poter invertire la rotta. Sosteniamo invece tutte le iniziative di lotta in corso da mesi che hanno moltiplicato le assemblee e le riunioni in vista della della manifestazione cittadina del 7 Febbraio. 

Una manifestazione che si terrà la mattina a Bagnoli prima dell’assemblea nazionale che promuoviamo insieme ai disoccupati organizzati per rispondere con la lotta all’economia di guerra ed alla corsa verso il riarmo e la guerra.

La Coppa America è la maschera dorata di una messa in valore del territorio flegreo in chiave ultra-capitalistica, e anti-proletaria.

Non può esserci una reale bonifica di questo territorio senza la sua effettiva messa in sicurezza dal rischio bradisismico, senza la restituzione del suo litorale all’uso collettivo e gratuito, senza il controllo sociale, popolare su tutto il processo.

La lotta “per Bagnoli” è la lotta contro un sistema che avvelena la terra per profitto e che, pur di mettere in scena una regata per super-ricchi, è disposto a cacciare dal proprio territorio di nascita e di vita gli strati più poveri della popolazione.

È una questione di classe.

Tendenza Internazionalista Rivoluzionaria – circolo di Napoli

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