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La grave escalation dell’aggressione dei coloni in Cisgiordania – API

Mentre ci giunge notizia dell’ennesima operazione di polizia del governo Meloni contro il movimento di sostegno al popolo e alla resistenza palestinese, con l’arresto di nove persone, tra le quali il presidente dell’API Mohammed Hannoun, già colpito da un foglio di via nei mesi passati e ora accusato di avere raccolto fondi per la resistenza palestinese (e nello specifico, per Hamas), pubblichiamo qui – come forma di solidarietà – l’ultimo comunicato che ci è pervenuto dall’API, in cui si denuncia l’escalation di aggressioni e di provocazioni in corso in Cisgiordania ad operai dei coloni e dell’esercito.

Ecco un altro aspetto, nascosto ma evidente, del “piano Trump” per Gaza (cioè contro i palestinesi di Gaza): il via libera a una massa di nuovi insediamenti in Cisgiordania per allargare il raggio della pulizia etnica. (Red.)

Comunicato sulle gravi escalation in corso in Cisgiordania

In queste ore, la Cisgiordania sta vivendo una pericolosa escalation di violenze sistematiche perpetrate dalle forze di occupazione israeliane e dai coloni contro la popolazione palestinese, nell’ambito di una politica organizzata volta a imporre nuovi fatti compiuti sul terreno.

In una nuova provocazione, il Ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha inaugurato un progetto di espansione della colonia di Beit El, situata nei pressi di Ramallah, che prevede la costruzione di circa 1.200 nuove unità abitative, con l’obiettivo di appropriarsi di ulteriori terre palestinesi. Parallelamente, gruppi di coloni hanno riaperto una colonia precedentemente chiusa per la sua illegalità, avviando nuovi progetti per la costruzione di centinaia di unità residenziali.

Nell’area di Kafr Aqab, a nord di Gerusalemme, i coloni, sostenuti direttamente dall’esercito di occupazione, stanno compiendo atti di violenza e intimidazione contro i cittadini, inclusi il lancio di bombe sonore, aggressioni fisiche e l’uso di attività commerciali come postazioni militari temporanee. Tali pratiche provocano gravi disagi alla vita quotidiana, in particolare durante l’uscita degli studenti da scuole e asili, generando paura e panico tra i bambini e le loro famiglie.

Queste violazioni non rappresentano episodi isolati, ma costituiscono una realtà quotidiana diffusa in tutta la Cisgiordania, sostenuta pienamente dal governo Netanyahu attraverso la protezione dei coloni, l’espansione delle colonie esistenti e la creazione di nuovi insediamenti. Ciò comporta un’ulteriore confisca di terre palestinesi, un aggravamento delle restrizioni sulla popolazione civile e la creazione di cantoni isolati, mentre viene facilitata la mobilità dei coloni.

Il protrarsi di tali politiche avviene in un clima di preoccupante silenzio internazionale e di evidente incapacità nel fermare pratiche illegali, rendendo urgente che la comunità internazionale assuma le proprie responsabilità legali e morali, condanni chiaramente queste violazioni e agisca per garantire la protezione dei civili palestinesi e il rispetto del diritto internazionale.

23/12/2025

Associazione dei Palestinesi in Italia (API)

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